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Una storia di EdoP

Gli ematofagi

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5 minuti

Pubblicato il 14 novembre 2019 in Fantascienza

Tags: #fantascienza #horror #timemachine #vampires #vampiri

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C'erano una volta, in un antico reame, tra le sue fitte foreste, un uomo e una donna che correvano verso una radura, inseguiti da altri uomini a cavallo, con torce e spade sguainate. Quegli uomini gridavano di scovarli e ucciderli e quell'uomo e quella donna erano molto spaventati, non capivano perché tanto furore. Erano stanchi, feriti e affamati. Erano gli ultimi sopravvissuti a una comunità che nei tempi antichi era molto numerosa e viveva prospera nella clandestinità. Loro si nutrivano del sangue di animali ed esseri umani, non l'avevano scelto loro, era così da che avessero memoria.


Era stata trovata un'altra loro vittima, un bimbo in fasce nel villaggio più vicino, quella notte. La furia popolare non si era contenuta, stavolta però li avevano intravisti fuggire, e gli zoccoli di cavallo avevano sempre battuto in velocità le gambe degli uomini. Li avrebbero perciò raggiunti, torturati, impiccati e arsi vivi. Quando... quando una luce argentea abbagliante ne travolse la vista e travolse la visuale anche dei cavalieri che vennero disarcionati e quel piccolo esercito furibondo cadde a terra, quasi accecato.

"Via, da questa parte!"

Un uomo barbuto e visibilmente molto anziano, portava in groppa velocemente la coppia tra gli alberi, lontano dalla gente imbizzarrita, era agile per la sua età.

"C-chi siete?"

"Venite con me".

Sembrava stessero correndo da tutta la vita, poi raggiunsero finalmente un'altra radura, con un falò e accanto uno strano marchingegno luccicante e metallico, ricoperto da numeri e rotelle che giravano, che razza di diavoleria era quella? L'uomo barbuto lasciò i giovani sull'erba umida e si addormentarono immediatamente.


I due si risvegliarono col calore del fuoco, in quella foresta buia, mentre l'uomo di prima mangiava della selvaggina semi-arrostita. La donna gli si avvicinò.

"Vi state svegliando, bravi".

"Chi siete? Non ci avete risposto".

"Sono un Viaggiatore Isocronico".

"Un v-viaggia..?"

"Un viaggiatore del tempo".

"Siete forse un dio?"

"I vostri dèi non esistono..."

"Eretico!"

"Ho cercato di conoscere anche il vostro Gesù Cristo, ma la macchina si è inceppata prima e sono arrivato in quest'epoca..."

"Cosa significa inceppata? Cos'è un'epoca?"

La donna è più incredula di prima e fissa il compagno alzarsi.

"Non potete capire questi concetti, non secondo il mio punto di vista..."

"E perché ci avete salvati?"

"A dire il vero, non lo so, mi sembravate in difficoltà e quelli non scherzavano".

"Sapete cosa abbiamo fatto?"

I due si avvicinarono insieme all'uomo barbuto.

"Gradite della carne di cervo?"

"La gradiamo, ma preferiamo altro in questo momento".

Il barbuto anziano li guardò per un istante, senza capirli e tornò a guardare il suo boccone, proprio quando i due giovani gli addentarono il collo, insieme, voraci. Le sue urla furono udite dagli animali di quella foresta sperduta. I due ne bevvero tutto il sangue, fino all'ultima goccia e ripresero completamente le loro forze, era la loro natura, non potevano opporsi.

Dopo poco, sentirono nuove urla e videro in lontananza la luce dei fuochi dell'esercito di prima, li stavano scovando.

"Cosa facciamo?", chiese la giovane donna.

Il giovane uomo pensò, le prese la mano e corsero su quella strana macchina luccicante. Si sedettero come se fossero su un carro bestiame.

"Cos'è questo? Si muove?"

"Aspetta... forse...", rispose con pochi dubbi l'uomo.

Guardarono per un'ultima volta quella folla brulicante che avanzava tra gli alberi e prima che li raggiungesse, i due spinsero in avanti una leva principale, tra le loro gambe e il marchingegno sparì in un vortice luminoso e abbagliante, proprio come quello di prima.

La macchina si fermò poco dopo, di nuovo. I due perlustrarono il territorio circostante, erano di nuovo affamati. Era un mondo diverso da quello in cui erano nati e cresciuti per diverso tempo. Si nutrirono del sangue di una gatta, poi di un cinghiale, infine di un'intera famiglia di contadini, nei pressi di un mulino e li vissero per un po'. Gli eserciti erano molto più ben armati, con lunghe lance affilate e armature rifinite e pregiate. Ben presto, la Chiesa locale diffuse la voce di due loschi individui che uccidevano le loro vittime bevendone il sangue. Anche in quel tempo conoscevano la loro stirpe, non erano più al sicuro. Dovettero ripartire verso un altro futuro, fino a quando nessuno avrebbe più menzionato il loro popolo o se ne fosse dimenticato, per non dover più scampare a quelle tremende persecuzioni.

Arrivarono finalmente in un'epoca più diversa ancora. C'erano alte ciminiere, fumi, uomini e donne che vestivano abiti davvero strampalati e nessuno conosceva o ricordava più chi fossero gli antenati della giovane coppia che si nutriva di sangue. Decisero di vivere una vita normale, nutrendosi solo di animali e aprendo perciò una fattoria per non dare nell'occhio nella comunità, mentre i primi treni a vapore coprivano le distanze umane. Ma anche in questo tempo vennero poi scoperti, più tardi e poterono invecchiare con relativa tranquillità, dovendo poi ripartire perché quel mondo non era più sicuro.

La macchina arrivò in un tempo in cui c'erano macchine volanti, ologrammi, umani robotici cioè artificiali, la Luna e altri pianeti erano stati scoperti e colonizzati e ancora meno potevano credere gli umani di questo mondo che esistessero i vampiri, parola da loro sempre detestata come un insulto. Tornarono a nutrirsi anche di sangue umano, perché il sangue di animali di piccola taglia era sempre meno energetico per i loro corpi maturi. Anche questo mondo si accorse dei loro crimini e diede loro la caccia e con le sue tecnologie non sarebbero sfuggiti facilmente, dato che si stavano scoprendo anche i viaggi spaziotemporali, ecco di chi era quell'uomo barbuto millenni prima...

La Macchina Isocronica però non poteva condurli attraverso i secoli e millenni per sempre e da affamati si fermarono in un'epoca futura remota ed imprecisata, fecero scorta di vittime animali, non trovando più umani e ripartirono ancora, terrorizzati di essere riconosciuti.

La macchina raggiunse un'ultima epoca: il carburante era finito. I due ematofagi si aggirarono in quel nuovo mondo e troppo presto scoprirono che le forme di vita si erano evolute in vegetali intelligenti e non c'era modo per loro di nutrirsi dei loro fluidi e così furono condannati a morire di fame.


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