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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

RISVEGLIO IMPROVVISO

(..dopo l’abbandono).

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5 minuti

Pubblicato il 07 luglio 2020 in Erotici

Tags: #Amore #Passione #Tenerezza #Sesso #Amplesso

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Jean e Amelie
Jean e Amelie

RISVEGLIO IMPROVVISO (..dopo l’abbandono).

Dopo l’ultimo affondo di Jean che inondò di piacere Amelie facendola godere ripetutamente fino allo spasimo, culminato con un grido incondizionato e vibrante dentro l’improvviso colpo di vento che scosse i vetri della finestra aperta, l’odore acre dei loro corpi sudati si mescolò all’aria surriscaldata nella quieta penombra della sera, sul finire dell’estate.

Amelie fece per alzarsi ma la mano furtiva di Jean l’afferrò per il polso trattenendola nel letto, e mentre con una mano l’abbrancava per la nuca, con l’altra sospinse il pene turgido all’interno delle sue labbra carnose, risucchiato nel vortice liquido della sua gola profonda. Fu come il disciogliersi aromatico di un bigné che presto scomparve nel cavo spalancato della sua bocca …

Il piacere del gusto.
Il piacere del gusto.

Amelie affatto sorpresa, fece scivolare la sua testa sotto i glutei di Jean e spinta la lingua fuori dalle labbra prese a leccarlo fin nei suoi più intimi recessi intenzionata a placarne il tenace furore di guerriero deciso a misurare la sua arma sul corpo intimorito della sua preda. Quindi risalì lungo il perineo fino all’asta del glande fiammante e ne assaporò tutta la dolcezza passando e ripassando la lingua intorno alla sua corona ...

Amelie
Amelie
Jean
Jean

Il meriggio sorprese Jean disteso sulla terrazza di fronte al mare, avvolto dai fumi di un cigarillo dal sapore aromatico, dimentico dei pensieri che solitamente l’occupavano, benché li avesse già superati semplicemente fregandosene. Il mondo poteva anche andare avanti com’era sempre andato, senza gli scossoni intimistici che talvolta assalivano le menti dei comuni mortali, di affrontare una qualche responsabilità.

Non che lui non volesse, il disagio di far fronte a un legame che avrebbe impegnato i suoi sentimenti, gli scorreva accanto senza infastidirlo, se non quando il/la partner del momento gli lasciava intendere, cosa che gli capitava spesso, di aspirare a una relazione più duratura, a un vincolo sentimentale che sapeva di non poter sostenere.

Seppure affrontasse ogni cosa senza la consapevolezza dell’ambiguità snervante che solitamente l’accompagnava e senza l’ansia infinita che spesso alimentava l’incertezza; scevro anche di quella timidezza che in un uomo ora decide della sua maschia individualità, ora della sua cedevole soggettività femminina ...


Dentro il piacere.
Dentro il piacere.

Amelie lo raggiunse sulla terrazza con il carrello portavivande, alcuni tramezzini e una bottiglia di prosecco che lasciò cadere nelle mani di Jean per un brindisi ‘alla vita’. Così disse, proiettando il proprio corpo flessuoso contro quella scenografia d’incanto segnata dal tramonto del sole che affogava nel mare, per poi distendersi nuda accanto a lui travolta dalla sua intensa foga sessuale.

Non c’era in lei il che minimo dubbio che Jean sarebbe rimasto solo fino alla fine dell’estate per poi volare via, come quegli uccelli che col cambiare della stagione migrano verso altri lidi in cerca di un’altra possibile meta, o forse solo di un’altra identità.

Accadde d’improvviso che un uomo attraversava correndo il tratto di spiaggia davanti alla terrazza, misurando la distanza che si frapponeva da un punto all’altro del loro spazio visivo. Amelie notò ch’era nudo, aitante nel portamento, ben messo in quanto al sesso che ciondolava fra le sue gambe in controluce. Lo disse a Jean che sorrise mentre con lo sguardo prese a seguire il profilo dell’uomo soffermandosi sulla curva del suo sedere ansante, allorché si levò in piedi e sollevò il bicchiere verso lo sconosciuto che in quel momento, sentendosi osservato, sollevò lo sguardo nella sua direzione ...

Lo sconosciuto.
Lo sconosciuto.

Amelie agì d’impeto sporgendosi dal balcone e con un cenno della mano invitò l’uomo a raggiungerli sulla terrazza. Lo sconosciuto evitò ogni presentazione di circostanza dicendo che un nome o un altro non avrebbe cambiato la situazione da come si presentava, ma accettò un flut di prosecco che ingurgitò tutto d’un fiato.

Jean facendoglisi più vicino gli pizzicò il capezzolo del seno con le dita bagnate della sua saliva, allorché l’uomo lo baciò sulle labbra. Jean trovò che la sua bocca “rivelava un’emotiva vulnerabilità” sensuale ...

Jean e lo sconosciuto.
Jean e lo sconosciuto.

Amelie preferì assistere inerte alla scena, lasciando che l’inclinazione sessuale di entrambi si aprisse alla scelta che meglio gli si attagliava, e che, come in tutte le scelte, colui che sceglie dovrebbe sentirsi ragionevolmente affidabile e tale dovrebbe essere visto dall'altro nella condivione e nel rispetto recirpoci.

Quella di Amelie non era una certezza ma un desiderio repentino, suscettibile di una possibile alternanza, perseguibile fin dove uno dei due l’avrebbe invitata a entrare nell’intrattenimento sessuale, o magari entrambi ...

Jean - Amelie - lo sconosciuto.
Jean - Amelie - lo sconosciuto.

Ma non fu Jean per primo a consolare i suoi seni obliati ai quali lo sconosciuto riversò la sua attenzione baciandoli ripetutamente, mordendone i capezzoli che recuperarono la loro femminea rinascenza, il quale si chinò su di lei e, piegatala all’indietro sul carrello delle vivande, le aprì con la lingua le piccole labbra della vagina restituendole il piacere fino a quel momento mancato.

Fu in quell’istante che Jean divaricò da dietro le gambe dell’uomo e prese a leccarlo, spingendo a sua volta la lingua fin dentro l’orifizio dell’ano con l’enfasi di un satiro che approfitta della distrazione della sua preda e ne stravolge l’intima esistenza.

L’amplesso si prolungò fin quando Jean andò a distendersi sulla dormeuse dove presero posto uno sull’altro, uno dentro l’altro, con i membri eretti fino all’inverosimile, schiumanti per l’eccitazione.

Amelie gridò per gli affondi di entrambi nei suoi orifizi, fino ad affogare nell’onda in piena che la travolse ...

Dentro il piacere.
Dentro il piacere.

Più volte durante l’amplesso Amelie assaporò il dolce e l’amaro d’una colluttazione furiosa di due titani del sesso, finché s’abbandonò a viso in giù sul morbido divano che l’accoglieva stremata.

Era quasi sera quando al risveglio improvviso seguito dopo l’abbandono, avvertì un brivido di freddo che le sfiorò il seno, solo allora e per un attimo si sorprese sgomenta provando una strana sensazione di solitudine ...

Amelie.
Amelie.
Amelie
Amelie

Allorché Jean e lo sconosciuto non erano più sulla terrazza, si sporse per vedere se avessero raggiunto la marea che stava salendo, per un bagno di bellezza, e affatto sorpresa li guardò allontanarsi abbracciati sulla spiaggia, come quegli uccelli migratori che sul finire dell’estate vanno a costruirsi il nido su un’altra sponda lontana, molto più lontana del momentaneo impeto del desiderio ...


... dove raggiungere l'irraggiungibile.

jean e lo sconosciuto.
jean e lo sconosciuto.

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