scrivi

Una storia di utente_cancellato

L'upupa al bar

73 visualizzazioni

7 minuti

Pubblicato il 15 dicembre 2020 in Humor

Tags: #animali #Comico #Demenziale #favola #risate

0

Il lavoro non mi dava tregua.


Da parecchie settimane non facevo altro che correre dall’ufficio a casa e da casa all’ufficio: le continue riunioni e gli orari impossibili avevano divorato ogni minuto del mio tempo, privandomi di ogni possibilità di svago.


E come sanno tutti, un uomo che non ha occasione di scaricare la tensione, presto o tardi esplode.


Così avevo deciso che quella situazione doveva finire: avevo bisogno di staccare la spina, e niente mi avrebbe impedito di farlo.


Quella sera stessa lasciai l’ufficio a un orario dignitoso, più determinato che mai a rilassarmi un po’: era venerdì sera e non avrei sprecato quell’occasione per nessun motivo.


Dopo una lauta cena e una lunga doccia optai per un giro in un locale del centro, abbastanza carino da assicurarmi la presenza di un buon numero di belle ragazze ma non così elegante da costringermi a stare imbalsamato come in ufficio.


Quando arrivai, il posto era già pieno. La musica altissima e le luci soffuse mi rinvigorirono: niente pratiche da esaminare, niente scartoffie da riempire, soltanto alcool e divertimento.


Il mio primo intento era quello di avvicinarmi al bar per procacciarmi qualcosa da bere, ma l’impresa si rivelò più ardua del previsto: il bancone infatti era affollato da una ressa di uomini che sembravano voler convergere tutti in un unico punto.


NARRATORE (a un altro avventore): Ma che succede?


SCONOSCIUTO #1: Non saprei. Quando sono arrivato il caos era già cominciato, ma credo sia per via di qualcuno al bancone.


SCONOSCIUTO #2: Secondo me si tratta di qualcuno famoso. (Abbassando la voce con fare cospiratorio). Ho sentito alcuni di quelli che sono passati vicino a quel casino parlare di uno spettacolo.


A quel punto ero definitivamente, irrimediabilmente curioso. Un po’ insinuandomi negli spazi liberi, un po’ spostando fisicamente gli altri avventori, riuscii a guadagnare un posto proprio al centro di quel marasma. Appena mi impossessai del tanto agognato sgabello, compresi il motivo di tale agitazione: la bellezza dalla cresta arancione con le punte bianche e nere seduta al bar.


NARRATORE (molto colpito): Uhhh, pupa!


UHHH, PUPA! (lusingata): Salve!


Fui sorpreso che mi avesse risposto: in fondo era circondata da un nugolo di uomini ululanti e determinati ad attirare la sua attenzione, tra cui – mi duole ammetterlo – alcuni molto più belli di me.


NARRATORE (deciso a sfruttare tutte le proprie carte): Che ci fa uno splendore come te tutta sola?


UHHH, PUPA!: Non ho trovato compagnia per la serata, ma… (vezzosa) sono venuta qui lo stesso sperando in un cambiamento.


NARRATORE (facendole l’occhiolino): Se dipendesse da me, avresti tutta la compagnia che desideri.


(Il Narratore e Uhhh, pupa! si scambiano uno sguardo ardente. Gli altri uomini presenti si coalizzano, cercando di mettere un freno alla simpatia nascente tra i due)


NARRATORE: E toglietevi di mezzo! (Spintona un paio di giovanotti che lo separano da Uhhh, pupa! e si allunga sul bancone per arrivarle più vicino) Posso offrirti da bere?


UHHH, PUPA! (civettuola): Soltanto qualcosina.


In quel momento ebbi la certezza di aver fatto colpo. Con un deciso colpo di reni avvicinai di più lo sgabello a quello di Uhhh, pupa! tranciando, con ogni probabilità, un piede o due.


(Cori di protesta tra gli uomini presenti. Il Narratore lancia manciate di ghiaccio sugli avversarsi per respingerli, attento a non farsi scorgere da Uhh, pupa! che, ignara di tutto, ordina da bere)


UHHH, PUPA! (lanciando al Narratore uno sguardo da sotto le ciglia mentre giocherella con la cannuccia del cocktail): Non mi hai ancora detto di cosa ti occupi.


NARRATORE: Sono il supervisore dei tecnici di una nota azienda di telecomunicazioni.


UHHH, PUPA!: Uh.


NARRATORE (precipitosamente): Ma viaggio molto per lavoro!


UHHH, PUPA! (illuminandosi): Uh! Davvero?


NARRATORE: Davvero! Mi sposto abbastanza spesso; di solito vado in macchina, così se mi avanza un po' di tempo posso fare un giretto e rientrare in tempo per andare in ufficio il giorno dopo. A volte, invece, mi tocca accontentarmi del treno: l'ultima volta è stata una guerra...


Mi bloccai, ripensando all'episodio con PIC-C-#ONE: quello, forse, era meglio non raccontarlo.


UHHH, PUPA!: Allora devi avere molto da raccontare...


NARRATORE (ammiccando): Più di quanto immagini.


(Un nuovo coro di “Buuu!” e fischi sommergono le parole del Narratore, interrompendo così la conversazione. I più audaci tentano una seconda volta di frapporsi tra i due; il Narratore si impossessa della soda gun e li annaffia senza pietà per costringerli ad arretrare)


NARRATORE (ad alta voce per essere sentito, voltando le spalle con ostentazione ai concorrenti inferociti): Che posto infernale! Pieno di zoticoni che si accalcano intorno alle belle ragazze. Perché non ce ne andiamo da un’altra parte?


UHHH, PUPA!: No no! Questo è un posto speciale, ci vengo tutti i venerdì sera!


NARRATORE (perplesso e deluso che la sua proposta sia stata rifiutata): E che ha di tanto speciale?


UHHH, PUPA! (entusiasta): Perché il venerdì c’è la serata karaoke!


Rimasi basito.


Il karaoke?


D'accordo, forse poteva avere senso... ma non mi risultava che le upupe fossero particolarmente canterine!


Non potei fare a meno di dar voce ai miei pensieri.


NARRATORE: Il karaoke? Dici sul serio? (Dubbioso) E sei brava?


UHHH, PUPA! (drizza la cresta con aria d'importanza): Certo! Sta' a sentire!


(Uhhh, pupa! abbandona lo sgabello e il Narratore per avvicinarsi al piccolo palco su cui gli avventori possono esibirsi e si piazza lì, in attesa del proprio turno. Il folto gruppo di uomini che la circondava al bancone la segue prontamente)


La rapidità con cui si spostò attraverso il locale mi lasciò di stucco: un attimo primo era lì e un attimo dopo era all'estremità opposta dell'ampia sala, tallonata da vicino dalla massa di gente che fino a due secondi prima ci aveva circondati. Feci per raggiungerla e recuperare subito il tempo perso, ma un movimento dietro il bancone mi distrasse: i baristi si stavano frugando freneticamente nelle tasche dei grembiuli e ignoravano del tutto i clienti.


(Il Narratore osserva con attenzione i baristi che, dopo qualche momento, si traggono qualcosa di tasca con aria trionfante e iniziano a trafficarsi con le dita intorno alle orecchie)


NARRATORE (curioso, al barista più vicino): Scusa se m'impiccio, ma... che state facendo?


BARISTA #1: Ci prepariamo!


Quella risposta non era per niente chiara; o meglio, lo era... ma un complemento oggetto sarebbe stato più che gradito.


NARRATORE: A cosa?


BARISTA #2 (infilandosi un tappo di gomma nell'orecchio sinistro e indicando Uhhh, pupa! che sale sul palco): A lei!


BARISTA #1 (offrendo un paio di tappi per le orecchie al Narratore): Tieni, amico... prendine un paio, prima che inizi!


La loro reazione mi parve molto offensiva: in fondo, Uhhh, pupa! non poteva essere così male, come cantante!


NARRATORE (respingendo i tappi con un gesto imperioso): Esagerati!


(I due baristi scuotono la testa e guardano con pietà il Narratore, che li ignora. Uhhh, pupa! sale finalmente sul palco, accompagnata dalle grida d'incitamento dei suoi spasimanti)


Quando Uhhh, pupa! iniziò a cantare, mi resi conto che tutto sommato avrei fatto meglio ad accettare quei tappi per le orecchie: era stonata da non crederci e, ogni volta che provava a prendere una nota più alta, finiva per emettere un sorta di urlo stridulo in grado di perforare i timpani.


Insomma: quando cantava, la sua voce era davvero terribile... ma, tutto sommato, era sempre meglio della sua conversazione.


NARRATORE (allunga una mano verso Barista #1): Svelto, dammi quei cosi!


(Barista #1 sorride compiaciuto e dà un paio di tappi al Narratore, che si affretta a infilarli nelle orecchie. I tre assistono con espressione placida alle seguenti sette canzoni cantate da Uhhh, pupa!)


Devo ammettere che, con i tappi nelle orecchie, assistere alla lunga performance di Uhhh, pupa! fu infinitamente più facile; in effetti, l'unica difficoltà fu sfilarmi i tappi dalle orecchie e farli sparire senza essere visto prima che Uhhh, pupa! tornasse al bancone per sapere se mi aveva convinto della sua bravura.


Questo era esattamente uno di quei casi in cui non sarebbe stato galante rispondere con sincerità, quindi sì, le assicurai che le sue doti canore erano straordinarie... prima di cedere il mio sgabello al primo arrivato e defilarmi a tutta velocità.


Tutto sommato il resto della serata scorse via tranquillo, ma a me stava bene così: del resto, avevo già imparato a mie spese a non farmi ingannare dalle apparenze.


Quindi, datemi ascolto e ricordate che non importa quanto si parli delle virtù canore dei pennuti e di quanto sia bello il loro canto: se incontrate un'upupa a una serata karaoke, farete meglio ad armarvi di tappi per le orecchie!



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×