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Una storia di DomenicoDeFerraro

CANZONE DELL’AMOR CRUDELE

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4 minuti

Pubblicato il 16 febbraio 2020 in Poesia

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L’amore può essere crudele , simile ad un colpo inferto nel costato , come una luce accesa nel buio dell’ incoscienza , si spegne nell’ attimo meno appropriato in quello amore fisico , fatto di lunghe passeggiate , pensando al domani . Lungi per altri intendimenti , mi conduce verso un pensiero felice. E vedo la città dal basso, nel tempo trascorso, perduta nel cerchio dei suoi ricorsi , nel moto di un pendolo obliquo che ritorna indietro nel senso represso in questo sesso universale fiorito in seno. Ora la strada mi sembra reale, gli alberi radi , quelli più brutti seguono una catena di case e di cose senza alcun senso . Esprimono eleganza in mezzo ad una strada sporca ove passano tante macchine velocemente , dirette al lavoro o verso un amore al gusto di limone. La mia vita è un gioco di rime è un immagine divisa , isolata nel canto del mattino in quell’ amore sofferto in quello che credo ed aspiro . Poi parto ,vado a Roma , sono a Bologna in piazza Maggiore , fumo , sotto nuvole grigie in un amore banale , mi regala momenti indicibili nel divino trapasso , nello scorrere delle mie rime malate di nostalgia.


Quanto amore ho da regalare ancora , quanti giorni da passare con le tante persone nel traffico cittadino. Son sopra il monte di san Biagio , dentro le tue parole , dentro questo amore infernale m’elevo a vari comprensioni nel senso di conoscere , scisso nel dire nel fare , sono al punto di partenza, dentro il tuo spirito , dentro il tuo corpo nudo , disteso sull’erba bagnata dalla rugiada del mattino. Sono questo ed altro e mi perdo nell’ignoranza delle parole eliotropiche , chimere , eclettiche , bisbetiche , ritornelli allegri nella grammatica di Dio . Sono questo esprimere esplosivo , che conduce il mondo verso un altra comprensione , sono non sono , cresco nel verso , perduto nell’idea di un bene senza cervello.

Aspetto mio figlio, fuori la metro torni dall’università , l’aspetto con il fiato sul collo, non capisco o faccio finta di non capire, vorrei volare via, andare, rendermi irreperibile, bussare a tutte le porte , dire la mia, nel canto m’assale l’angoscia , mi trasporta nella voce dell’angelo guida . Nell’amore si scioglie il mio sangue , si sciolgono le mie membra , sono sconfitto , sono vivo in questo amore infernale . Sono tra le fiamme dell’inferno , sono non sono, quello che sono vivo, verseggio in silenzio fermo in un parcheggio abusivo. La comprensione è una rosa sbocciata nel mio silenzio , fra le mie note eremite che mi camminano accanto, nella mia follia e nella falsità della gente. Vivo , faccio finta di vivere , sono come un deserto chiuso dentro di me di amori mai fioriti.


Giorni crudeli, giorni di rabbia, aspetto a sera, venga qualcuno a salvarmi , figlio mio , con questo foglio macchiato di scarabocchi tutto qui , questo mio amore, limpido come l’acqua del mare , come i ricordi di un fanciullo , come correre sulla sabbia a piedi nudi , verso il mite promontorio, verso me stesso nell’ossesso dei miei versi scivolanti a riva con le onde dei ricordi in un mare di leggende di amori mai amati e mai venduti al migliore offerente.

Tutto ciò, credo sia questo sogno che trascrivo in macchina nell’attesa venga mio figlio e sono ad un passo dal paradiso , sono santo più santo tra tanti santi , sono morto, risorto tante volte calpestato, schiaffeggiato , sputato in faccia dalla massa operaia. Non ha importanza, il viaggio ripagherà il mio soffrire e le rime ballano sul filo delle mie memorie, danzano su una gamba sola , saltano lo steccato, sono accusi cianciose mi si squagliano in corpo . Mi travesto poi sogghigno , riconosco i miei limiti, l’inghippo, il peccato il salto nell’immagine .


L’attesa mi fa pensare, mi conduce oltre , nello spirito di un Dio grasso , si trastulla nel bagno con i propri sogni . Trascorro le mie ore , vedo oltre il finestrino della mia macchina la strada percorsa da molti . La strada , mi condurrà , verso quello credo ed oltre andrò, mite guerriero, cercherò il mio amore da salvare. Sarò il signore dei ciclamini , il signore dei sogni dei tanti come me . Sarò sulla luna ad accendere un cero , sarò quello che sarò non ha importanza il mio amore vola in alto ed io l’inseguo nel buio della mia incoscienza , per giungere oltre questo amore perduto .


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