scrivi

Una storia di GiovanniLeonardi

Samīra

49 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 29 dicembre 2019 in Storie d’amore

0

Il vento gemeva e imprecava, soffiando da est con un’umana bestiale violenza”.

Non sono in grado di spiegarti perché un uomo prende certe decisioni, però voglio pensare che non tutte le nostre azioni siano determinate da noi stessi; c’è qualcos'altro, più sottile, più etereo, è una brezza che ti sussurra nella mente certe azioni, certi desideri che non puoi non appagare.

E quando si trovò ai piedi di quella montagna, le prime luci di una stella straniera illuminarono un sentiero duro, estremo e necessario. E si incamminò, solo, con il suo zaino, le sue scarpe e la sua conoscenza. Lui non era che questo, tutti noi non siamo che esperienze condite da didattico sapere.

Era un uomo, un essere umano. Esattamente come te.

Il sentiero non era duro all'inizio, non lo è mai all'inizio. Ogni passo contro l’avida pendenza creava in lui consapevolezza e passione. Ogni metro sulla soffice pietra, ogni bramoso affanno di aria, creava un dolce fardello. Stavano cominciando i dolci dialoghi, le care discussioni che aprivano il cuore e istruivano la mente, tra lui e lei.

E lei era splendida. Non era bella nella convenzionale maniera, ma c’era stato un evento, un giorno, un tramonto, una brezza che aveva instillato in lui la scintilla della passione, della condivisione e dei cari sorrisi. Tuttavia questa storia, che ora ti sto raccontando e, che a mia volta mi fu narrata tanti anni fa, è una storia vera, e nelle storie vere quasi mai gli uomini sono felici, non completamente perlomeno. Nella mente delle persone subentrano mille e più sovrastrutture, tutte dettate dalle paure; paura di non piacere, paura di essere rifiutati, paura della violenta società e così via. Ognuno ha la sua particolare moderna fobia, la sua, ad esempio, era proprio lei.

La sua marcia raggiunse il punto in cui non esisteva più un sentiero umano; non c’era niente ad aiutarlo e nessuno a suggerirgli dove andare e che fare, solo l’esperienza e le voci nel suo cuore indicavano il percorso, solo lui e tutto ciò che aveva provato erano fautori di quel momento, solo lui e l’immagine di quella ragazza, che sorrideva al tramonto di un ricordo lontano, osarono continuare.

Ora seguimi con attenzione e prova a immaginare mentre provo a spiegarti un pensiero che a me è stato narrato da venti lontani; era un’immagine rarefatta, una fotografia sbiadita dal tempo, un lampo fugace… una ragazza che ammirava il tramonto seduta a terra mentre i cespugli di erba intimiditi le crescevano intorno. Questo era ciò a cui pensava mentre decideva di scalare la parete, di proseguire dandosi le nuvole alle spalle. E così fece, il suo cuore iniziò a pompare sangue denso e folle, le punte delle dita divennero rosse, l’aria si fece gelida e spietata, fredda, tagliente, violenta guerriera di un mondo arcano. Tra ghiaccio e neve le mani spingevano i passi di quel nomade e solitario mortale. La montagna spezzava i barbari venti che dal mare osavano solcare quei calcarei fianchi mentre lui continuava incessantemente a marciare, a sognare, ad amare dolcemente e tristemente l’immagine rarefatta di un volto mai baciato.

Alla sommità di ogni passo di montagna si ergeva un cumulo ordinato di piccole pietre, segno che altri prima di lui avevano amato. Dopo ogni vetta se ne presentava un'altra, più alta, più dolce, più violenta ma splendida, forte e passionale. Ogni odore, ogni colore ogni elemento naturale, scatenavo in lui brevi ricordi, innescavano nuove energie e alimentavano un’insana follia, una determinazione che non era umana e che ricordava quella brezza di cui ti parlavo.

Cosa ci fosse in cima nessuno lo sa con certezza.

Si racconta che arrivò in cima accompagnato dalle prime luci dell’alba. Le sue mani affondarono nella virginea neve mentre un delicato e lieve rivolo di sangue iniziò a macchiare quella cima tanto desiderata.


Da questo momento in poi non sarà più la voce narrante nella tua mente a raccontarti come andarono le cose quella mattina, ma sarò io. Io che su quella montagna ho scritto la mia storia. Non esistono parole, o lingue perdute che possano descrivere quanto intimo sia il sentimento che afferra il tuo cuore quando sei lì, da solo, ad ammirare i tuoi desideri prendere forma e diventare reali.

Avevo lottato per anni contro quel volto che non riuscivo a baciare neanche nei miei sogni. Per anni su ogni volto di donna che avrei, lo giuro, amato e rispettato, si sovrapponeva quello sguardo rapito di una ragazza, troppo bella per questo mondo di cherosene e sangue, che ammirava il sole morire proprio su quella montagna. Non era un’ossessione ma solo un rimpianto, rimpianto per quel bacio che non ho mai avuto il coraggio di scagliare, rimpianto perché ho deciso di percorrere un sentiero più semplice ma non realmente desiderato. È per questo che quel giorno fermai la mia vita e scelsi la montagna, dovevo riprendere la strada che abbandonai anni prima, dovevo finire quel sentiero duro, estremo e necessario.

Era lì, su quella cima che si doveva chiudere la mia storia, lì dove gli elementi mi avevano chiamato, dove mi avevano sfidato aspramente solo per mostrarmi un’altra concezione delle cose, più sottile, più nascosta, eppure così evidente e chiara. E fu proprio lì, mentre la neve assumeva un roseo e umano colore e il mio corpo un marmoreo e pallido tono che rividi quella dolce immagine, proprio lì a pochi metri da me. Mentre il vento accumulava sul mio corpo un leggero strato di neve, sentii una calda brezza accarezzarmi le labbra, un innocente e passionale bacio mi venne dato quella mattina, esattamente 5 minuti prima che il mio cuore smettesse di alimentare sogni ed emozioni. L’ultima cosa che vidi fu il suo volto sorridente guardare un orizzonte che urlava a tutte le cose naturali la sua prepotente bellezza. Ricorderò per sempre quel immenso divenire perché da quella cima, in cui ci trovavamo, non c’erano ostacoli, non c’erano muri, eravamo lì, finalmente completi sopra ogni cosa.



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×