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Una storia di Albert5454

Questa storia è presente nel magazine Pillole di pensieri.

I cassetti della signora.

Una signora, i pensieri della vita, l` altro.

279 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 21 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #altro #lei #lui #sera #signora

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Da qualche tempo sei li, con lui, l` altro. La sbirciata all` orologio, in un` attimo, ti diviene fatale. Apri la portiera dell` auto, la richiudi per un poco e poi la riapri ancora. Sei in maledetto ritardo, lo sai. “Dio devo andare” gli dici mentre alzi le spalle. Lo senti a pelle quanto vorresti restare, fermarti. Sentire ancora le sue dita intrecciarsi alle tue.
La casa, lui, i figli e tu che da stamane sei lontana. Dai sempre tutto, e la stanchezza della giornata di lavoro, anche stasera sembrava accantonata. Vorresti restare li, con l` altro lui, quello che ti fa star bene, ma non puoi. Già, pensi, l` altro lui, un po` come te, anima fragile, trasparente, bella. Fa male ma non puoi fermarti, nemmeno per una sola traccia di tempo. Uno sguardo ancora, profondo, diritto negli occhi. L` ultimo per ora e poi, aspetterai il prossimo tempo vostro. Sali in auto. Mentre il motore prende avvio, lui si china, ti sposta i capelli per sussurrarti ancora, una ultima cosa. Sei contenta di quelle parole, che ti entrano diritte nel petto. Ti brillano gli occhi, accentuano, il contrasto tra loro e questo buio oramai fondo. Mentre si allontana ti è di spalle. Ti rigiri, per quasi ad accompagnare il suo allontanarsi. Felice, di mettergli in tasca, la tua anima. Di ripetergli, “grazie che ci sei”.


La tua casa, non è molto distante, acceleri. Un paio di curve, un rettilineo e poi… e poi.. quella rotonda. La percorri con una strana sensazione in corpo. Quanto la senti, quella gioiosa voglia di girarla un paio di volte. Di cercare, trovare un` altra di strada. Una via diversa da quella famigliare, che spinge inconsciamente verso casa. La musica è forte, nell` auto. Come una fedele, cara amica, riesce far staccare i pensieri, ad isolarli per un poco. Con insistenza, tenta, nel breve tragitto, di svuotarti la mente. Per qualche minuto, ora, esisti, solamente Tu.
Eccoti a casa, entri. Il cane ti corre incontro, mentre dalla cucina senti già poca vivacità.
Saluti con una carezza ed un bacio, ogni figlio. il più grandicello è quasi scostante, preso da una adolescenza iniziale, ricca di sensazioni, di domande tutte sue, che, non ti esporrà mai. L` altra è già in stanza sua ed il più piccolo vuole ogni tua attenzione. Sei stanca, stanca di essere stanca. L` osservare il marito, con ancora l` ultima birra vicino, è una usuale fitta al cuore. Ora che hai dato retta a tutti, trovi un attimo tuo. Mentre appendi la giacca, senti che hai gli occhi gonfi. Ti pesa ogni cosa, qui ed ora. Ti chiedi come abbia potuto il tempo modificare tutto, renderti opaca verso lui. Senti il peso, della “ tonnellata di ghiaccio” che vi separa. Ancora una volta, ti rendi conto, ancor più, di quanto il tempo sappia modificare, oltre le cose, anche persone e sentimenti. In bagno, togli con cura, quel lieve trucco. L` acqua fresca sul viso, sembra sciacquare, portar lontano tutto questo star male.


Alzi lo sguardo, un po` offuscato senza occhiali. Lo specchio stasera, lo vedi rifletterti come donna. Si donna. Prima di lui, prima di essere madre.Donna, come vuoi essere tu. Vorresti, riprendere a vivere in pienezza, ad accarezzare, speranze e sogni. Tornare ad essere veramente Tu. Riuscire a ricaricare sul volto il sorriso migliore, oramai da troppo tempo lontano. Ti rendi conto di come è difficile tentarlo questo salto, verso la vita che rivuoi, che speri. Lo vorresti osare, ma senti altresì la paura di errare, di ferirti, di star nuovamente male.
Poi, cominci a pensare in modo razionale, logico. Passi in cucina, lo rivedi li. Non provi più nulla per lui. Ancora una volta ne senti dentro la conferma. Accompagni il piccolo a letto. Ha sonno. Presto, ti lascerà in pace, fino alla prossima mattina.Gli accendi la luce piccola. Con i disegni, che crea sulle pareti prenderà sonno subito. Torni in cucina, una mela sai che ti farà bene. Due minuti, in un silenzio strano, interrotto solo da rare frasi e sorrisi falsi di ritorno. Lo saluti, lo lasci con i suoi inutili fantasmi, mentre ti avvii a gettarti sul letto.Per un poco pensi al lavoro che ti attende domattina. Al bucato, alla spesa da compiere.


Poi, il silenzio e la pace attorno, ti respingono dentro te stessa. Strano che pensi a quell` altro… Ti sembra strano ma sai che non lo é. Lui, così diverso da questo. Con la sua voce bassa, con quella pacatezza che ti fa star bene. Sempre sereno, disponibile ad ascoltare ogni mio pensiero. A darmi dolcezza e Dio sa, quanto ne ho bisogno. Lieve , leggero. Sempre attento a non calpestarmi l` anima.La luce accesa, lancia ombre. Per un` attimo ti ritrovi a guardarle. A cercare in loro, ricordi, visi amati. I cassetti del comò sembrano parlarti. Li guardi, e provi a cercare il loro, una banale logica. Un sorriso trattenuto, ti fa comprendere che ne hai trovato il senso. Un senso che sembra suggerirti una nuova, strana, modalità di vita.Un approccio, per trovar te stessa e dare senso anche all` altro. “Si ragionerò e vivrò a cassetti. Aprendone uno, per ogni esigenza, per il suo tempo giusto. Poi ad ogni situazione che cambia, aprirò l` altro chiudendo tutto il resto fuori. Sarò compagna , madre, manager, volontaria ed ogni cosa sarà semplice e migliore. Potrò esprimere il mio essere donna.


Finalmente, vi sarà la possibilità di aprire un cassetto a cui tengo… quello “dell` altro”. E me lo riprometto. Quel cassetto, lo chiamerò:
“Ci sarò”. Albert.

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