scrivi

Una storia di CuorDiPolvere

Sull'umiltà come contrasto alla suggestione del negare Dio

68 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 23 aprile 2020 in Spiritualità

Tags: #Cristianesimo #Dio #Negazione #Saggi #Umilt

0

Siamo tutti condannati al fascino della bugia, dall'imbroglio che il diavolo trasforma in tentazione negando il momento presente attraverso l'artifizio della distrazione: adesso è la scusa di un problema, poi ancora un lavoro, poi l'ambizione. Poi, temporalmente- perversione dell'adesso sacro dipinto analogicamente come mura del tempio, siepi del giardino o cella- la cara cella del monaco, campo di battaglia per l'umiltà assoluta contro il pleroma del male.


Nel voltarsi altrove s'accondiscende ad un'accettazione fatale del mondo dove l'illusione è la disillusione per eccellenza: nulla esiste. Se prendiamo l'assunto base come tale il vizio è alle porte: i parenti più prossimi dei nostri pensieri sono suggestioni sulla transitorietà e l'immanente a misura d'uomo che nega Dio, terrorizzato dal fragile essere ciò che ci fa umani, belli e finiti legati alla ruota del destino.


Il culmine dell'avventura dolorosa spiega la libertà nell'agire interiore come riscossa al male: difatti, al di là del becero poetare sul destino e sul libero arbitrio, è chiaro che si parla di una scelta fra bestie ed uomini, fra rumore e silenzio. Fra pulsione e superamento della stessa nasce l'attrito che attribuisce valore alle virtù.


Se vogliamo parlare di tutte quelle possibili perdite di sé, allora scenderemmo subito nei paradossi della psicologia del male, perché è evidente che la logica non si batte dentro il mondo e secondo le sue leggi, ma con l'atto di Fede. Per Fede s'intende Dio, o "quanto c'è di più simile a Dio" -ci viene in aiuto San Giovanni della Croce.


Nel cielo delle nostre menti, pieno di satelliti artificiali, ci sono stelle slegate che, come i nostri antenati, fanno da pareidolie a personaggi e bestie, e questi a loro volta a miti. Nella saggezza del mito è raccontata la storia, più o meno credibile, di un miracolo o, guardando meglio, di un insegnamento sempre simile a sé stesso.


L'hanno scritto all'entrata dell'Oracolo di Delfi, per coerenza, ed equivale all'umiltà che scrive la Piccarreta nel diario della Divina Volontà parlando col Cristo.
La Fede è il fiore che sboccia quando sa di essere fiore, e s'abbandona.



"E si accordarono in un patto a cercare il Signore, Dio dei loro padri, con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro..."
(2 Cronache 15:12)



Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×