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Una storia di moonlight

La distesa di una terra oltre la fine

Il mistero della linea dell'orizzonte

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5 minuti

Pubblicato il 23 dicembre 2019 in Spiritualità

Tags: #Amore #Felicit #Natura #Viaggio #Vita

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Il mio piccolo paese sconfinato dal mondo e nascosto da possenti montagne possiede il bosco più fitto del mondo, l'acqua più pura e i cuori più limpidi. L'ingresso di questo calmo borgo è consentito esclusivamente alle persone sensibili che ricercano la parte di paradiso di questo mondo che esclude ogni traccia di società e regole. Chi vive in questo piccolo villaggio non vive seguendo determinati principi dettati e scritti per legge, perché ogni persona segue le proprie regole per apprendere il modo di poter risiedere per sempre con la propria anima e non morire insieme al corpo.

Trovai questo piccolo pezzo di empireo scappando dalla mia città e dai miei futili privilegi: ogni giorno in cui provavo a toccare il cielo con un dito mi rendevo conto che, in realtà, perfino la mia essenza era solo un inutile miraggio. Dopo la mia illusione tendevo a precipitare sempre più giù, dove trovavo consolazione solo nel profondo oceano.

Non sono un uomo ordinario, cammino oltre il comune e vivere seguendo i standard della comunità mi porta a sentirmi come rinchiuso in delle gabbie di oro; così una notte le ruppi.

Arriverà un momento nella tua vita in cui ti sentirai stanco di accontentarti di questo piccolo mondo rotto, di queste persone ormai prive di alcun pensiero e del tuo io perso in un lontano profondo. Finalmente io, dopo tanti anni, sono scappato lontano dove lo sguardo altrui non può sopraggiungere, dove nessun orecchio può udire le mie grida, trascinate dal vento e trasformate in un lontano eco.
Qui è davvero bello, sai perché? Senti la natura entrare nella tua parte più profonda: vivi le stagioni non perché sono i negozi a dirtelo, non hai la necessità di far sapere a tutti chi sei, non devi non essere chi sei solo per piacere agli altri, non hai il bisogno di sentirti parte di una classifica sociale e non hai bisogno di essere qualcuno.

In questo quieto luogo sei e basta, senza sviste di alcun genere, senza milioni di pensieri che ti distraggono perennemente dal chiederti chi sei, perché sei e cosa ti porta ad essere qui, in

questo istante a fare ciò che stai compiendo.

Spendo le mie eterne giornate completamente solo, alcune volte perso in boschi ricchi di profumi, suoni e colori che ringrazio ogni attimo di poter percepire e studiare. Tutto mi trasmette calma in questo spazio, soprattutto il cinguettio degli uccelli che migrano sull'orizzonte del sole. Quest'ultimo nei suoi tramonti più colorati viene rinchiuso tra la meraviglia di due alte montagne il cui picco raggiunge l'altezza dei miei desideri, mentre il cielo sembra dipinto da un pittore pazzo e quel piccolo cerchio arancione sembra sprofondare nell'abisso affinché non fa ritorno nelle fresche mattine.

Era una notte tiepida quando sussurrai alla mia essenza più profonda: "Quindi, mi basta davvero così poco per essere felice?" E mi sentii talmente bene a tal punto da pregare "se è un sogno, vi prego, vi scongiuro, non svegliatemi!"

E finalmente non mi ritrovavo ad esser l'unico perché anche le altre persone qui vedevano il mondo dall'altezza con la quale lo apprezzavo anche io, l'unico problema erano delle voci che facevano il giro del paese come delle ombre che si nascondevano dalla luce.

"Non superare l'orizzonte, credi a ciò che dico! Non la vedi mica quella linea? Così dritta e morta... ciò che si pone oltre è solo la fine" mi narrò un giovane naufrago del mare.

Questa era la voce che ogni tale in questo luogo narrava e credeva fermamente, che quella linea vasta del mare avrebbe portato al niente totale; nessuno aveva mai viaggiato oltre, ognuno troppo spaventato e troppo credente alle parole della piccola massa.

"Sai, io non credo si nascondi il niente. Secondo me avete tutti torto e lo proverò!"

"Come farai a provarcelo? Sparirai con il vuoto che ci sarà oltre quella linea! Vuoi camminare verso il suicidio?"

"Tutto ho imparato da questo mondo, come non fermarmi alle apparenze. Lo proverò a me stesso"

E fu così che la mia imbarcazione fu pronta due mesi dopo a viaggiare oltre tutta quella vasta distesa di acqua e oblio, con la disapprovazione del mio caro e amato villaggio. Ero ormai pronto anche se tutti cercavano di stoppare la mia follia, ma la mia coscienza mi portò indubbiamente a salire su quella fragile imbarcazione.

"E sappiatelo" iniziai a narrare a tutti coloro che rimasero a guardarmi dal villaggio spaventati, nessuno che si offrì di accompagnarmi "se non farò di ritorno probabilmente sarà perché avrò scoperto qualcosa che non mi farà venir voglia di rimpatriare qui con voi!" sorrisi voltando le spalle, pronto a intraprendere un nuovo cammino.


Partii con i giorni che mi scivolarono dinanzi al viso facendomi perdere il conto di tutti i miei attimi. Alle spalle, a sinistra, a destra e avanti circondato da mare freddo come l'aria che mi tagliava i polmoni. Ripensai svariate volte a ciò che tutti continuavano a narrarmi facendomi assalire da sensi di colpa che cancellavo un istante a venire; non dovevo permettere alle emozioni di far annebbiare la mia mente.

Infatti dopo diverso tempo avvolto dal suono tranquillo delle onde del mare mi resi conto che seppur il mio villaggio era sparito alle mie spalle io non avevo ancora raggiunto la fine di cui tutti tanto parlavano, quella fine non aveva una fine.

Ad ogni passo che prospettavo una nuova fine si creava verso l'orizzonte, cosa significava?

Strizzai gli occhi incredulo quando molto lontano, come un miraggio, intravidi l'ombra di una nuova terra.

"Cosa succede? Dove è la fine di cui tutti parlano?"

Panico e felicità mi portarono in cima alle stelle, tutte quelle parole erano davvero false! Non c'è alcuna fine! E nel frattempo che i miei pensieri e le mie urla di gioia cadevano giù come l'acqua di una cascata la mia barca si avvicinò all'alba di una nuova terra in cui nessuno credeva. Toccai con i piedi bagnati la terra oltre la fine, quello in cui avevo creduto ed in cui nessuno aveva idea potesse accadere.

Qui ho incontrato una profondissima quiete che tanto ricercavo oltre la fine verso l'eterno, seguendo la mia coscienza e me stesso nella mia parte più fragile.


C'è altro eterno da mirare oltre quello che qui possediamo?




Lunedì 23 dicembre 2019, verso l'alba di un nuovo anno a venire.

Il mondo continua ad esistere, io continuo ad esserci.

Finché la mia vita non avrà compimento aspetterò i venti gelidi della morte.

Vivete e amatevi, intraprendendo nuovi cammini.

Firmato, uno e nessuno



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