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Una storia di Katzanzakis

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Che poi...

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Pubblicato il 18 gennaio 2019 in Poesia

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Che poi
se almeno i poeti
vivessero per sempre
che incanto trovarsi
ad osservare il mare
adagiati attorno
ad una tavola imbandita
con Omero
Saffo
Homar Khayyam
Byron
Hölderlin
Kavafis
Nazim Hikmet
e pochi altri.
E lasciare i silenzi
a parlare per noi
con la luce negli occhi.
E condividere il pane
e l’olio delle isole
come fosse
il primo pasto dell’uomo.
E godere d’intimità
implicite
sfiorandosi con le mani
nel versare il vino bianco
reso forte dal sole
e arrotondato dal mare.

Ed ascoltare gli accordi
di una cetra
perdersi nel viola
che precede la sera
interrotti a tratti
da un lieve declamare
greco di versi.
E ritrovare la notte
i fuochi lontani
che incendiano il cielo
e coglierne il bagliore
negli occhi
gli uni degli altri
e riconoscerne la voce.
Che poi
se almeno i poeti
vivessero per sempre
ci sarebbero occhi vigili
ad osservare il cielo
e ascoltatori attenti.


E non ci sarebbe più bisogno
di scrivere poesie.







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