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Una storia di BeppeGVida

La Vita: Cartina di Tornasole…

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8 minuti

Pubblicato il 12 gennaio 2021 in Avventura

Tags: #Storia #Vita #racconti

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La cover: in copertina la vita di Miù nella rappresentazione simbolica


Ricevetti un invito a cena da un’amica che da anni non avevo notizie. Le motivazioni dell’invito mi erano sconosciute. L’invito, un cartoncino il cui testo stampato in corsivo inglese con caratteri di color blu diceva testualmente: Al caro Amico, seguiva nome e indirizzo, Sei Invitato per la Festa degli Auguri nella mia casa di Bologna per la sera del quindici dicembre segue l’ora e il luogo. In fondo a piè di pagina a sinistra, r.s.v.p. a destra cravatta nera.


Rimasi perplesso. Un invito tanto formale a distanza di tempo mi ha sorpreso e incuriosito. Avevo messo in moto tra le ipotesi, che via via scartavo, per l’eccessiva malizia e l’incongruenza. Mi rimproveravo quando andavo su qualcosa di speculativo e nel rimprovero esaltavo la moralità e lo stile della persona. Arrivai alla conclusione che non avevo trovato plausibile, pur con la circostanza delle consuetudini nelle vicinanze delle feste natalizie riunire gli intimi a un convivio. Riferito a me, non una telefonata con un pretesto di saluto. Siamo stati intimi. Un fulmine a ciel sereno per il tempo passato senza notizie…


L’invito formale reclamava la risposta. Ed io presi l’iniziativa di dare risposta positiva all’invito. Pronto… sono declinavo le mie generalità al call center che rispondeva leggendo i nomi degli invitati e quando arrivò al mio con bella voce disse le devo leggere quanto la signora ha scritto perché le venga letto
Mio caro sono stata assente il mio paese, la Francia, per motivi familiari inderogabili che avrò modo di parlarne. Sono molto ansiosa di sapere di te. Ti aspetto. Un caro abbraccio. Tua Miù.

La serata aveva luogo in un Palazzo Patrizio di epoca secentesca nel centro città. Valletti in livrea erano pronti in secondo piano, rispetto all’entrata, l’ospite riceveva i suoi invitati con amabilità che rincuorava anche i più timidi tra gli invitati. In secondo piano, rispetto all’entrata, valletti con vassoi con coppe di champagne si aggiravano tra le persone in segno di benvenuto, silenziosi e discreti…


Al mio arrivo mi mise le braccia al collo e mi baciò con garbo e con tutta la sua grazia. Mi prese sottobraccio, incaricando una persona, in sua vece, di ricevere gli ultimi ritardatari.

Il suo proposito probabilmente era di stare in mia compagnia per motivare l’assenza e dirmi le notizie per il vuoto di anni tra noi; sugli aventi che l’hanno trattenuta lontano. Mi accorsi del suo intento e dopo qualche minuto le dissi di fare “la padrona di casa” intrattenendo i suoi ospiti noi durante la serata, avremmo potuto trovare brevi momenti di dialogo. Accettò ringraziandomi.

Una serata organizzata con le attenzioni degne delle grandi occasioni, tant’è, che alla “padrona di casa” al termine della serata, gli invitati, hanno coralmente tributato in segno di apprezzamento e stima, un’ovazione. L’eccellenza con la quale tutte le persone ospiti sono state ricordate con un omaggio, minuscoli oggetti tipicamente parigini ha posto fine alla festa.

Io presi accordi per l’indomani con un invito a pranzo al Circolo del Tennis.


Ci incontrammo sul fare del mezzogiorno. Cominciammo con leggerezza parlando di amici, degli accadimenti rimarchevoli che si sono verificati, una cronaca non pettegola bensì fatti di pubblico dominio.
Arrivò l’ora del pranzo. Ci siamo messi a tavola sul lato della piscina, al riparo della rigida temperatura e ordinammo per entrambe gli stessi piatti. Salmone con pepe e limone guarnito con frutti di bosco; un secondo piatto, mazzancolle poste su uno strato di rucola; vino bianco della Maison Mister Luna annata 2010, corretto con una goccia, per ogni coppa, di Tabasco Pepper Sauce.


Miù era tornata per ricostruire la sua vita che negli ultimi anni si era “frantumata” abbattendole il morale e un senso di frustrazione per i ruoli di manager che si è trovata a gestire nelle sue aziende in Francia; senza un’adeguata preparazione tecnica. Miù si è sempre valsa di collaboratori esperti nei ruoli che coprivano. Donna vitale per la dinamica che ritmava la sua vita. Racconta con poche pause se non quelle di una persona molto formale che sta pranzando. Prosegue. Un marito che ha rinunciato a gestire le molte fortune accumulate con le aziende della moglie e se n’è è andato per mare e da lungo tempo non ha più dato notizie di sè. Indubbiamente sembra irreale la conclusione della narrazione di come si è svolta negli ultimi cinque sei anni la sua vita. Miù era veramente innamorata al tempo della nostra relazione. E’ dovuta rientrare in Francia perché erano in pericolo le attività … chissà
.
Dopo il pranzo ci intrattenemmo nello spazio del living del Circolo del Tennis, dove eravamo e mi parlò con ricchezza di particolari la situazione che la riguardava personalmente. e, francamente con un linguaggio non appropriato ci stava un’esclamazione marinaresca. Tuttavia nessuna esclamazione né tantomeno commenti da parte mia. Stupore e meraviglia sulla sua tormentata vita l’ho fatta tra me e me. Miù aveva quarantotto anni era nel fiorire della vita in età matura e stava cercando di uscire da un cerchio prossimo a chiudersi. La denuncia di morte presunta del marito da anni è il primo passo. Se dovesse farsi vivo la richiesta di divorzio da parte di Miù sarebbe la strada da percorrere per liberarsi da un uomo irresponsabile. Un uomo deluso a sua volta, di primo piano politico prima che perdesse la campagna elettorale con la quale si era candidato nella destra francese a sindaco.
Delusione a parte mise a repentaglio per dissolutezza aziende primarie francesi e il benessere che esse producevano - una in particolare, che occupava centinaia di dipendenti era nella città che aspirava di amministrare come sindaco -.


Prima di lasciare la Francia Miù per un periodo da trascorrere in Italia, così mi ha detto, per poi farne seguire altri brevi periodicamente, pur mantenendo la residenza a Parigi e i domicili in zone a nord della Francia dove hanno sedi alcune sue aziende, ha delegato un suo avvocato di denunciare alle autorità, per morte presunta, il marito, come ho già ricordato.

Al mio ritorno a casa ho cominciato a mettere in ordine quanto mi ha raccontato Miù ; forse dovrebbe farmi comprendere che sarà prossima dirmi cosa ne penso… Oggi mi ha dato gli elementi perché valutassi Dal colloquio mi è nata l’idea che Miù forse vorrà approfondire quale programma di vita inseguo; quali vincoli mi legano alle mie figlie chi è la donna che frequento dopo la morte di mia moglie.


Mentre cerco di prepararmi sull’ipotesi di cui è in corso una riflessione, sento il telefono una voce che mi avverte che in arrivo… Pronto…si … una voce femminile risponde attenda prego…poi sono io – era Miù - come stai che impegni hai per domani… rimango brevemente incerto e rispondo ho in programma di andare al San Domenico di Forlì per vedere la grande mostra del novecento… E’ così interessante per cui se ti faccio una proposta di passare la giornata con me rifiuteresti… Risposta il viaggio lo rimanderei … Miù allora se rimanessi con te e venissi alla mostra; se mi dai il tempo per alcune telefonate che farei di prima mattina… la mia risposta: impiegheremmo il tempo molto bene…


Mi disse potrei accettare di farti compagnia con la visita che avevi in programma… benissimo non ti pentirai se decidessi per Il museo di Forlì.

Al San Domenico all’interno le scenografie sono state splendidamente realizzate da suoi concittadini; un gruppo di architetti francesi - mi riferisco alla parte museale - non alla pinacoteca che è da anni allestita da scenografi locali.
Una telefonata di Miù è per dirmi della sua decisione che è per il Museo San Domenico. Mi avvio verso l’Hotel Baglioni a prenderla. Non basterà una visita ne occorreranno almeno tre, da distribuire in tre diversi giorni.

Il museo di Forlì, l’organizzazione che cura le grandi mostre ad ogni edizione è un evento internazionale, con diecimila ventimila presenze. La durata di ogni mostra al Museo San Domenico e circa semestrale. Ho visto nel tempo le più originali e singolari mostre a tema. Ricordo la mostra dell’Italia d’oltre mare (l’Africa Orientale Italiana) acronimo A.O.I. le opere che gli architetti di Mussolini hanno realizzato, tra strade, banche, palazzi governativi e abitazioni civili; documenti originali; un grande organismo che funziona vanto della regia sapiente e di una commissione di esperti italiani.


Arrivo al Baglioni mi rivolgo alla réception e chiedo… non ho finita la richiesta che sento una voce gentile di basso tono dire sono qui…
Partimmo e un’ora dopo eravamo al museo San Domenico a Forlì …seguirà il racconto in seguito.


Beppe G. Vida
Settembre 2016.

^^^

Seconda parte


Rientrati a Bologna stanchi per l'impegno emotivo, creato dalla meraviglia nella evocazione di ciò che il progresso, sin dai primi anni del novecento , l'Italia, ha sviluppato, e nella mostra posti in successioni cronologica, direi per una lettura partecipata, pur lontana dal mio vissuto, però ben presente per gli studi fatti dei vari periodi che ora l'esposizione del Museo San Domenico di Forlì, esibiva che la visita, esaltava con oggetti originali d'epoca.


Ho meditato sull'ipotesi che Miù volesse sentire, come del resto non ha fatto mistero: com'è

la vita che conduco e la donna che frequento. Un pensiero senza titubanze l'ho avuto quando lei ha fatto quell'accenno che ho evocato.

Frequento e ne sono innamorato Marisa Iotti Lindner e presto ci siamo promessi di unirci in matrimonio.

Può sembrare troppo duro fare un'affermazione così diretta ma non ci sono altre forme se non quella che non potrei mai praticare, essere equivocato. Tale sarà la conclusione di una

amicizia che si è fermata oltre 15 anni fa, ed ora. non a alcuna logica rinnovarla. Addio Miù...


Beppe G. Vida

Gennaio 2021.


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