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Una storia di Candy73

Il mondo di Sara

1 parte

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12 minuti

Pubblicato il 03 agosto 2019 in Storie d’amore

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In una grande città, una famiglia come tante Sara, Mirco e le piccole Giada e Sonia, felici delle piccole cose.

Sara, una donna gentile e attenta ai suoi cari, ma con un tormento nel cuore che conosce solo il suo miglior amico Daniel, che non vede da venti anni ma che ha ritrovato grazie ai social, con cui si confida.

Mirco insoddisfatto del suo lavoro e alla continua ricerca di affermare sé stesso, ama Sara come fosse il primo giorno, e la cerca di continuo ma lei non sempre lo accoglie presa dai suoi affanni quotidiani, dalla sua inquietudine interna. Le due bimbe sono la loro gioia, cosa chiedere di più!?!


  1. Capitolo

Sara è alle prese del suo matrimonio, le mille cose da organizzare e Mirco sempre fuori per lavoro. E’ al settimo cielo, il suo sogno si sta per realizzare anche se non sono stati mesi facili; tanti imprevisti, decisioni da prendere ma tutto deve andare come lei desidera, va dritto come un treno. E’ il suo matrimonio.

Da quando Sara e Mirco decisero di sposarsi, a Sara capitava spesso di pensare a lui, il suo primo amore Vic, quell’ amore dell’adolescenza che per tanti è una cosa banale ma per lei è stato determinante. Per entrambi lo è stato. Di quegli amori troppo grandi, di quei legami così forti per l’età innocente che avevano. Di quegli amori che non si è stati capaci di proteggere, di coltivare perché troppo piccoli e non pronti ad un amore immenso, che ha lasciato cicatrici perché non avevano gli strumenti per gestirlo. Dopo anni di tira e molla si è spezzato senza sapere neanche il perché e le loro vite hanno preso strade diverse.

Sara conobbe Mirco, con lui tutto era lineare non c’erano scenate di gelosia, non c’era il compiacere a tutti i costi, non c’era un amore combattuto, gli abbandoni, i ritorni. Si sentiva una principessa, si sentiva amata, apprezzata. I primi anni insieme volarono. Per Vic provava inizialmente odio per aver fatto conoscere un lato dell’amore amaro, poi capì che se era la donna di oggi lo doveva anche a lui, erano cresciuti insieme negli anni forse più difficili, gli anni in cui prende forma la personalità.

Dopo i primi anni speciali trascorsi con Mirco, la magia si affievoliva, emergevano i propri caratteri, gli spigoli; la vita diventa più difficile, si cresce e non c’è più la spensieratezza della gioventù. Ma nonostante tutto Mirco, anche con un carattere non semplice, amava Sara e Sara era l’unica che lo sapeva prendere nel verso giusto; Sara lo amava perché lei ben sapeva che dietro quell’aria dall’apparenza menefreghista si celava un animo sensibile e buono. Erano passati vari anni da quando stavano insieme e decisero di sposarsi. Mirco faceva prendere ogni decisione a Sara, questo le faceva piacere ma avrebbe voluto un coinvolgimento maggiore da parte sua, ma la lontananza non aiutava; il suo lavoro lo portava spesso lontano dalla loro città.

Dentro di sé sapeva che quando Vic avrebbe saputo del matrimonio, magari da amici comuni, si sarebbe fatto vivo. Ogni sera a letto rimuginava, e ricordava le parole di Vic, quando venne a sapere che lei si era fidanzata con Mirco, nella mente rimbombava “allora adesso veramente è tutto finito”. Ricordava il volto di Vic, incredulo, non poteva credere che la sua Sara, quella ragazza che lo aveva aspettato, perdonato, accolto, adesso fosse nelle braccia di un altro. Sara ripensava a quel periodo e si chiedeva come avesse fatto a resistere tanti anni, gli vennero in mente tanti ricordi e avvertì le stesse emozioni. Vic era capace un giorno di metterla su di un piedistallo e farla sentire l’unica donna sulla terra ed il giorno dopo uno straccio. Vic gli scriveva lettere, poesie d’amore, ci sapeva fare con le parole; quando Sara le leggeva si sentiva in estasi. Si divertivano insieme, le insegnò a guidare la moto, quante risate. Quando si vedevano, aveva sempre un pensiero per lei un cioccolatino, delle caramelle. La portava alle feste di famiglia, era capace di metterle in un imbarazzo che lei lo avrebbe strozzato, ma poi con un sorriso malizioso ed un abbraccio lei si sentiva felice; dovunque andassero si sentiva protetta si sentiva la sua donna, anche se era solo una ragazzina.

Era geloso, tanto geloso e tutti nel quartiere dovevano ben sapere che era la sua ragazza. In sintesi dovevano stare alla larga. Per anni, anche nei periodi che non stavamo insieme, lei avvertiva che i ragazzi tendevano a non darle confidenza. Temevano il grande e conosciuto Vic.

Quando si conobbero a Sara non piaceva tanto, ma venne più attratta dal suo modo di fare così intraprendente, così sicuro, allegro e tutto girava attorno a lui.

Capitolo 2

La storia fra Sara e Vic iniziò per caso, lui le raccontò tempo dopo che ci aveva provato con lei per una scommessa ma lei non gli aveva mai creduto.

Inizialmente lui era preso tanto rispetto a lei; Sara a volte si sentiva soffocare dalle sue attenzioni, dalla sua costante presenza, dalle sue richieste assurde. Una volta Vic le chiese di tenere un diario tutto loro che siglarono con il loro sangue. Vic le chiese di scrivere cosa facesse, cosa sentisse per lui, quali erano per lei le cose importanti nella vita e lui a che posto fosse. Sara non riusciva a scrivere, si sentiva obbligata e allo stesso tempo in colpa, perché forse lei non lo amava quanto lui; si sentiva in colpa perché qualche pomeriggio lo avrebbe voluto passare con le amiche, ma sapeva che lui avrebbe fatto scenate di gelosia. Avvertiva che l’amore di Vic era morboso, ma credeva che quello fosse il giusto amore e che era lei che non sapeva amarlo come lui meritava.

Ma allo stesso tempo era così dolce; un’estate Vic partì con la famiglia, un viaggio in macchina fino in Spagna. Sara si vedeva recapitare ogni 3, 4 giorni cartoline da tutti i luoghi che stavano visitando. Su ogni cartolina c’erano frasi bellissime, piene di amore. Prima di partire le regalò un anello con i nodi dell’amore. Il suo cuore si riempiva di gioia, sentiva crescere in lei l’amore.

Un’altra estate, Sara aprì la porta di casa delle vacanze, e con grande stupore c’era Vic. Non credeva ai suoi occhi aveva costretto i suoi genitori a fare km e km per vederla, per stare un pomeriggio con lei.

Anche se piccoli pensavano al loro futuro, dove avrebbero abitato. C’era una bella villa antica, poco distante casa loro ed ogni volta che passavano di lì pensavano che un giorno sarebbe stata casa loro e dei loro bambini, Vic ne voleva tanti e ci scherzavano. Iniziava con i suoi discorsi maschilisti, che Sara avrebbe badato alla casa e ai loro figli; quello sarebbe stato il suo compito sapendo di innescare una reazione in Sara che voleva affermarsi nel lavoro. Lui continuava a penderla in giro, Vic la prendeva sempre in giro lei si innervosiva ma poi c’era sempre un bacio; i baci, che a Sara sembrava di non toccare più con i piedi per terra. Una sera a casa di Vic, sul divano ascoltavano la radio, un radioascoltatore aveva richiesto “la donna cannone” di De Gregori, quando ascoltarono “… con le mani amore, per le mani ti prenderò, e senza dire parole nel mio cuore ti porterò …….” . Le loro mani si intrecciarono, si stringevano sempre più forte quasi a voler toccare le loro anime, senza parlare, ma i loro sguardi profondi parlavano e si perdevano in un mare di emozioni. C’erano solo loro due e nulla più. Si sentivano al centro nel mondo, la vita era meravigliosa. Vic le diceva che aveva lo sguardo di un cerbiatto, e si perdeva in quegli occhi così profondi da fargli girare la testa.

Vic per il suo aspetto sembrava più grande della sua età, ed anche i suoi desideri lo erano. Vic e Sara insieme non scoprirono solo l’amore, ma anche la passione ed il desiderio. I primi approcci, gli imbarazzi e le pazzie; quante pazzie che facevano, incontri fugaci, nascondigli; tutto per quell’amore che gli scoppiava giorno dopo giorno nei cuori.

Questo era Vic.

Poi le cose cambiarono, forse lui si sentì imbrigliato in questo amore troppo forte e cominciò a staccarsi da Sara, proprio quando lei era innamorata alla follia.

Forse Vic aveva capito che stava vivendo un amore più grande della sua età e che non riusciva a gestirlo nel modo corretto, forse si sentiva soffocato.

Vic non si allontanò definitivamente da Sara, non voleva perderla. Ma iniziò a comportarsi nel modo più sbagliato, la sua giovane età gli fece prendere la strada più facile: i tradimenti.

Quella storia iniziata con tanto amore si stava lacerando piano piano con i tradimenti, le lontananze, i perdoni. Vic tornava e ritornava sempre da lei e lei lo perdonava, perdonava sempre. Nonostante il male che si facevano non erano capaci di dire fine, c’era sempre qualcosa che li attirava l’uno verso l’altro

Non capiva perché si allontanasse e per poi ritornare. Non capiva!!!

Arrivò a pensare di non piacergli più fisicamente, e forse lui tornava solo per il suo carattere. Ma questo non l’ha mai saputo.

Sara stava male, ma continuava a perdonarlo perché quando tornava la faceva sentire di nuovo l’unica donna al mondo e lei sentiva che era l’unico uomo per lei.


Capitolo 3

Un giorno, la madre di Sara stanca di vederla soffrire, affrontò Vic dicendogli di decidersi o di chiudere per sempre. Sara scappò di casa, ma la sua fuga non durò molto. Non era capace di far spaventare i suoi genitori per troppo tempo. Le sembrò che il suo mondo le fosse crollato e da un lato fu così…

Sara e Vic continuarono di nascosto dalle loro famiglia la loro tormentata storia con gli abbandoni e i ritorni, ma ancora più devastanti per Sara, perché nessuno doveva sapere. Il nascondere la storia permise a Vic di continuare a fare il galletto e Sara lì, statica ad aspettare.

Era un ciclo, per mesi non si frequentavano, quando ormai le sembrava che fosse tutto finito, Vic ricominciava a corteggiarla e Sara quando lo vedeva anche da lontano il cuore le batteva a mille, lo stomaco si ribellava. Era ancora innamorata.

Dopo cinque anni Sara era veramente stanca e contravvenendo a tutte le regole imposte da Vic, decise di chiamarlo a casa, magari ci fossero stati i cellulari sarebbe stato più facile comunicare. Gli gettò addosso tutta la sua stanchezza, la sua rabbia e gli disse che non lo avrebbe aspettato più. Era finita!!!


Capitolo 4

Mesi dopo Sara e Mirco iniziarono la loro relazione.

Vic si informò chi fosse quell’ uomo che era stato capace di sottrargli la sua Sara.

Più volte fermò Sara, e cercò di screditare Mirco. Gli raccontava storie negative su Mirco che aveva saputo, che lui anche se era uno stronzo l’amava, l’amava veramente.

Ma Sara aveva messo un punto con Vic. Tutto quello che gli diceva non la toccava più; con Mirco era felice, felice di aver conosciuto l’amore semplice, senza tormenti. Un amore da vivere ogni giorno senza paura.

Sara, guardava Vic mentre le parlava, con un sorriso stampato sulle labbra. Per la prima volta non aveva paura di perderlo, perché lo voleva perdere definitivamente. Anzi era contenta perché vedeva Vic arrabbiarsi, perdere la testa; si rendeva conto di averla persa. Era contenta perché Vic stava soffrendo come aveva sofferto lei tante volte e anche peggio perché lui aveva capito che lei si stava innamorando di Mirco, mentre per lui erano state solo delle storielle.

Per mesi Vic cercò di rientrare nella vita di Sara, con garbo come un amico con qualche chiacchiera. Quante volte Mirco, quando la passava a prendere, la trovava a parlare con Vic; Mirco non le ha mai chiesto niente, mai una scenata. Sara apprezzava tanto questo modo di fare così diverso da quello di Vic. Era convinta che Mirco fosse sicuro del loro amore che stava crescendo.

Un paio di anni dopo, Sara incontrò Vic e le disse che sarebbe partito e chissà se mai si sarebbero più rivisti. Le disse che lei sarebbe stata sempre importante per lui, il suo grande amore.

Le chiese un bacio.

Sara gli diede un bacio a stampo e fuggì. Si sentiva in colpa, voleva sprofondare. Poi si soffermò su quel bacio, un bacio sulle labbra. Quel bacio non le aveva dato nessuna emozione; aveva dimenticato Vic.


Capitolo 5

Mentre fervevano i preparativi del matrimonio, una domenica mattina di dicembre squillò il cellulare di Sara, un numero che non conosceva. Rispose, dall’altra parte una voce maschile, ma lei non la riconobbe. Era Vic. Erano dieci anni che non sentiva la sua voce.

Era successo, Vic l’aveva chiamata! Si paralizzò! Avrebbe voluto dirgli che sapeva, sapeva che sarebbe accaduto.

Vic le disse di aver saputo del suo imminente matrimonio, e non voleva essere l’unico a non farle gli auguri. Fra i due parlò di più Vic, Sara era attonita.

Vic le raccontò che non era più fidanzato e la relazione era finita molto male, che lavorava in un’altra regione. Alla fine della telefonata aggiunse che gli avrebbe fatto piacere incontrarla, ma era meglio lasciar perdere perché chissà cosa sarebbe potuto accadere. Si salutarono.

Sara si sentiva scombussolata, la telefonata le aveva fatto piacere, i suoi presentimenti si erano avverati. Ma che poteva significare, perché aveva sentito il bisogno di chiamarla.

Pensava, pensava……. Come spiegare tutto ciò e cosa significasse quell’ultima frase.

Si sentì ripercorrere tutte le emozioni contrastanti che viveva durante il loro rapporto, dalla felicità alla rabbia, alla delusione.

Ad un certo punto divenne lucida e pensò che Vic non l’avrebbe messa in crisi, sarebbe andata avanti.

Arrivò Natale, Vic le fece gli auguri di Natale con un sms e lei rispose; arrivò l’ultimo dell’anno, Vic le fece gli auguri. Sara era arrabbiata, questi messaggi la facevano stare male e non voleva. Rispose a Vic scrivendogli che erano dieci anni che non si scambiavano gli auguri ed era meglio continuare così. Non voleva che la sua anima fosse travolta da queste emozioni, non voleva che Vic le potesse rovinare questi mesi che la portavano al matrimonio. Decise: voleva Vic fuori dalla sua vita. Vic non le scrisse più!!!

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