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Una storia di Theredside

Morgana non sa.

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9 minuti

Pubblicato il 27 gennaio 2019 in Thriller/Noir

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Seduta al cinema, concentrata sul film, un uomo si siede accanto a lei. Lui la guarda, ma lei non gli presta attenzione, -mi scusi signorina è iniziato da molto il film-? Morgana si volta, e viene immediatamente rapita dalla bellezza dello sconosciuto. Moro con gli occhi verdi, un fisico muscoloso, mani grandi e possenti, il suo sguardo era penetrante, e lei si sentiva come se fosse nuda, - no non molto, diciamo da circa 10 minuti- , - grazie mille molto gentile-.

Alla fine del film, Morgana si alza, e lui si alza con lei, e molto alto circa un metro e ottanta, entrambi vanno l'uno nella parte opposta dell'altro, scontrandosi corpo a corpo, non immagina che lo sconosciuto l'avesse fatto di proposito. Fuori dal cinema Morgana trovò un'acquazzone, tornare a piedi in casa sarebbe stato in possibile, così fermò un taxi che passava di li. Quando fù dentro si accorso che la portiera al lato opposto al suo si aprì. Fece ingresso l'uomo del cinema, - mi scusi non mi ero accorto che l'avesse già preso lei, e ora come facciamo- ? - oh non c'è problema scendo e prenderò un altro taxi- , - non se ne parla neanche signorina, prenderò il prossimo- , - ma con questa pioggia potrebbe volerci molto, tante persone penderanno dei taxi- , - beh allora cosa ne dice di dividere la corsa? lei dove abita-? - a tre isolati da qui- , - che coincidenza anche io, allora non ci sono problemi-. Diedero la via al tassista che si immise nel traffico e li portò a destinazione.

Morgana non sapeva che l'uomo con il quale aveva diviso il taxi erano giorni che la spiava, giorni che seguiva i suoi movimenti e giorni che studiava le sue abitudini.

Una mattina mentre era in tenta a consumare la sua colazione, la porta del bar si aprì, lei alzò lo sguardo, amava osservare le persone e immaginare le loro vite in base a come si vestivano o si muovevano e parlassero. Quando guardò chi fosse entrato non poteva credere ai suoi occhi, l'uomo del cinema era li, difronte a lei. Ogni qualvolta lui la guardasse, non sapeva perché ma si sentiva vulnerabile. L'uomo si diresse verso di lei, dandogli il buon giorno, poi andò verso il bancone e ordinò un cappuccino scuro e un cornetto al cioccolato.

-Posso accomodarmi qui con lei se non la disturbo- , con la testa gli accennò un si, - è curioso come in questi giorni ci siamo incontrando spesso, credo sia un segno del destino, lei non crede- ? - non credo nel destino, credo più alle coincidenze- , L'uomo sorrise poi le porse la mano presentandosi, - io mi chiamo Michele- , - Morgana-, - che nome meraviglioso, proprio come la fata- , -in realtà Morgana era una strega- , - e lei-? - io cosa-, gli rispose guardandolo di sottecchi, - lei e una strega- , - non credo proprio, sono una comune mortale come tanti- , - senta Morgana, non voglio risultarle strano o sfacciato, ma devo confessarle che lei mi attira molto- , Morgana lo guardava stranita, - oh no non pensi male, mi piacerebbe conoscerla meglio, non so che ne dice di cenare assieme questa sera-.

Ci pensò un po' su, poi si disse che alla fine non vi era nulla di male, aveva 28 anni, era bella, alta, snella bionda e con degli occhi così azzurri che sembravano caduti dal cielo. Erano 5 anni che non aveva un relazione, è poi mesi che non usciva con qualcuno. Così accetto di buon grado, - bene allora passerò a prenderla alle otto le va bene-? - si si certo benissimo-.

Alle sette di sera, decise che era ora di prepararsi. Indossò un abito nero a tubino, con le spalline fine che le arrivava poco sopra il ginocchio, un paio di decolté nere lucide, un copri spalle bianco con piccoli lustrini che percorrevano i bordi, e una sciarpa leggera color argento. Poi si diresse nel bagno, si truccò. Un trucco leggero, con un filo di matita di mascara e un leggero velo di rossetto prugna. Per i capelli aveva optato per una coda di cavallo.

Alle sette e quaranta era già pronta, seduta sul divano si accese la sua Camel, il citofonò suonò. Michele era arrivato. Quando Morgana lo vide, rimase piacevolmente colpita. L'uomo indossava una camicia bianca con una cravatta rossa, e un completo nero gessato, alle mani portava dei guanti bianchi di pelle. Quando lei vi si avvicinò le baciò la mano e le aprì la portiera del taxi. Raggiunsero il ristorante, cenarono di buon gusto, poi fecero una passeggiata lungo le vie del centro della città.

Morgana si sentiva molto attratta da lui, sperava che la serata si concludesse con un'avventura erotica, Michele gli chiese se volesse andare a casa sua o passeggiare ancora un poco. Lei lo guardò intensamente, - beh ecco non saprei, solitamente non sono quel tipo di donna, voglio dire- , - Morgana non si preoccupi, non la sfiorerò nemmeno con un dito se lei non vorrà- , - oh, ok allora andiamo da te- ? Michele chiamò un taxi dopo circa quindici minuti arrivò salirono e si diressero a casa di lui.

La casa di Michele era accogliente, non appena si entrava si veniva accolti da un salotto minimale, un divano di pelle bianca, un tavolino ospitava diverse bottiglie dal contenuto alcolico era posizionato difronte al divano. La casa era Luminosa, Michele le tolse il copri spalle e lo appese all'appendi abiti dietro la porta di ingresso. Poi la fece accomodare sul divano, - vuoi qualcosa da bere- ? - un po' d'acqua- , - niente alcolici- ?- no grazie, bevo solo qualche bicchiere di vino, ma solo durante i pasti-, -perfetto, allora vado in cucina a prenderti l'acqua, se ti serve il bagno quella è la porta-.

Quando Michele tornò in salotto, vide che Morgana non era sul divano, quando la chiamò la sua voce lo raggiunse dal bagno. Ne approfittò della sua momentanea lontananza per prendere da un cassetto un tubetto di pastiglie, e ne mise un paio nell'acqua che subito si sciolsero. Quando lei tornò a sedersi sul divano, gli porse il bicchiere e lei bevve, era assettata, ma poi con smorfia di disgusto posò il bicchiere, - quest'acqua ha un sapore strano- , - oh scusami ti avevo messo dell'essenza di mandorla pensavo potesse piacerti- , -ah capisco-.

Michele prese ad' accarezzarla e baciarla sul collo, lei si sentiva leggera e stordita. Piano piano si accorse che la sua vista iniziava a farsi annebbiata e sdoppiata. ll respiro iniziò a farsi affannoso, cercò di fermare Michele ma lui non si fermava, - ti prego fermati, non mi sto sentendo bene- , - oh non preoccuparti tra poco non ti accorgerai più di niente- , Morgana sbarrò gli occhi, - cosa mi hai messo nel bicchiere- , - nulla di cui devi preoccuparti, tra poco dormirai e tutto sarà finito-. Iniziava col sentirsi sempre più debole ma voleva combattere, si fece forza, riuscì a toglierselo di dosso, si alzò dirigendosi di corsa verso la porta, ma era chiusa a chiave,- AIUTOOOO OVI PREGO QUALCUNO MI AIUTI, VOGLIONO UCCIDERMI AIUTOOOOO-, - non puoi scappare- , - cosa vuoi dame- , - aspettare che tu sia morta e poi fare l'amore con te- , - cosa stai dicendo tu sei pazzo-, Michele si mise a ridere, una risata diabolica che le fece accapponare la pelle, la mise contro il muro pressandosi col suo corpo contro quello di lei, - Morgana, Morgana- , lo diceva mentre con il naso le strofinava la pelle inalando il suo profumo, - sei così bella, hai una pelle così chiara, voglio possederti, ma non cosi, aspettare che tu sia morta… aspettare che passi qualche giorno che la tua pelle diventi ancora più bianca e il tuo corpo freddo sarà difficile- , Morgana si divincolava, gli morse una mano e lei riuscì a divincolarsi nuovamente dalla sua stretta, - brutta puttana, non costringermi a ucciderti prima del veleno, non posso rovinare il tuo corpo-. Per morgana ormai non c'era quasi più speranza, le forze la abbandonavano sempre di più, alla fine cadde svenuta. Michele la prese tra le braccia e l'adagiò sul suo letto, in attesa che il suo cuore non emettesse più alcun battito. Sdraiata sul letto, lui l'accarezzava pregustando quello che avrebbe fatto quando ormai il suo corpo sarebbe stato freddo. Ma non sapeva che dei vicini avevano udito le urla della donna. Dieci minuti dopo una squadra di carabinieri buttò giù la porta e fecero ingresso nella casa. Un carabiniere si diresse in camera da letto mentre gli altri erano diretti verso le altre stanze. Quando il carabiniere entrò nella stanza, Trovò Michele intento a toccare il corpo privo di conoscenza di Morgana, mentre era intento a toccarsi le parti intime, - non ti muovere, alzati dal letto con le mani bene in vista-. Chiamò i suoi colleghi. Morgana giaceva quasi priva di vita su quel letto, vennero chiamati i soccorsi e portata immediatamente in ospedale. Giorni dopo si svegliò in una stanza bianca e sterile, il medico la stava visitando, - ben svegliata signorina, e stata davvero fortunata a essere salva- , - come… come mi hanno trovata-, - i vicini hanno udito le sue grida, quell'uomo le aveva dato un veleno che agisce lentamente, l'hanno portata qui e le abbiamo fatto un lavaggio del sangue e una lavanda gastrica, e stata quasi una settimana priva di coscienza, temevamo che non c'è l'avrebbe fatta-. Fece ingresso il maresciallo, le spiegò che erano mesi che stavano dietro a un serial killer, che avvelenava le sue vittime, poi giorni dopo il decesso abusava di loro, per poi lavarle e mutilandone i genitali per far scomparire ogni prova gettandole imn burroni o pozzi abbandonati o in aperta campagna. Morgana si sentiva fortunata ad' essersi salvata da quell'uomo, - non si preoccupi, e in cella e ci rimarrà per molto tempo, ergastolo- Passarono mesi, Morgana era in cura da una psichiatra per riprendersi da ciò che aveva vissuto. Piano piano avrebbe ripreso in mano la sua vita, e forse un giorno avrebbe riavuto il coraggio di avvicinarsi a un'uomo e incontrare l'amore. Ma quell'esperienza gli aveva insegnato che non ci si doveva fidare facilmente di uno sconosciuto ne tanto meno andare subito nella loro casa, fu la prima e unica volta. Che non avrebbe più ripetuto.

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