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Una storia di Giuseppe66

IL "Tatuaggio"

Il "Tatuaggio"

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14 minuti

Pubblicato il 03 ottobre 2018 in Erotici

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Il Tatuaggio


Sono certo che dietro a quei disegni c'è una scelta, una filosofia e uno stile di vita. Questo ed altro si nasconde dietro un semplice tatuaggio. Quei disegni, a volte delle vere e proprie opere d'arte, altre invece schifezze senza senso, né arte né parte, sono chiamati tatuaggi, sono per alcuni i segni indelebili di passioni, momenti vissuti o ancora da vivere.

Questo mi balenò alla mente quando guardai il disegno sulla spalla di quella ragazza seduta davanti a me. Spalle larghe, atletiche e muscolose, gambe affusolate ma resistenti, indice di una sportiva o perlomeno una ragazza sulla trentina a cui piace curare il suo corpo ma quel tatuaggio proprio non riuscivo a capirlo.

Lo notai subito appena lei uscì dalla sua cabina, anche quel giorno come i giorni precedenti. Io ero dietro di lei e l'aspettavo, mi avviavo anch'io al mio ombrellone, per un attimo i nostri sguardi si incontrarono di nuovo come il giorno prima, ne era scaturito un semplice sorriso e un cordiale << Buongiorno signor Giuseppe…>>

<< Buongiorno a lei signora Giovanna.>>

Aveva in mano una di quelle borse da mare, trasparenti, con dentro mille cose e lei intenta a guadagnare la sua postazione e ricevere la sua porzione di raggi solari giornalieri: un pareo intorno alla vita e delle ciabatte di corda...immancabilmente la mia attenzione veniva richiamata dal costume, bello elegante con degli anelli ai fianchi, dei fiori sgargianti che non potevano far altro che far desiderare tutto ciò che quell’esile pezzo di stoffa conteneva al suo interno.

Mentre la seguivo sul piccolo vialetto ammattonato che divideva le cabine dagli ombrelloni, il mio sguardo fu attirato ancora una volta da quel tatuaggio, lanciandomi in mille dilemmi cercando di decifrarlo.

Il bagnino, che ci aveva preceduti, aveva aperto le solite sdraio e gli ombrelloni, il mio dietro la sua fila, così che lei, appena arrivata, si dedicò a sistemare il suo telo da mare, posizionando le sue poche cose con cura. Si tolse il pareo: non potei fare a meno di approvare e perdermi dentro la configurazione del suo sedere, anch'esso sodo, direi marmoreo, stava su che era una bellezza. Non mi persi nemmeno un centimetro di quel mostrarsi con cura e abilità, specie quando si chinava davanti a me fissavo lì come un cretino, come se non avessi mai visto un culo ben fatto.

Lei, nel suo sistemarsi, non poté fare a meno di vedere la mia ammirazione per il suo fondo schiena e in un istante che i nostri sguardi si incrociarono mi stese con un sorriso malizioso.

Prese l'olio solare dalla sua borsa e dopo essersi girata dalla mia parte se ne versò un po' sulla mano ed iniziò a massaggiarlo dalle spalle alle braccia, per poi passare in mezzo ai suoi seni, anch'essi sodi che erano una meraviglia, poi sedersi e passare alla gambe, il tutto sotto il mio sguardo vigile, aveva classe, fascino ed eleganza.

Mentre il mio uccello cominciava a dare segni di risveglio, dovuti ai miei mille pensieri fatti su quel corpo, cercai anch'io di sedermi e riportare la mia attenzione su quel tatuaggio che appariva ora ben vivo e lucido, visto l'olio che vi ci aveva spalmato sopra: erano due pezzi di un puzzle vicini tra loro nell'intento di unirsi con una corda che li avvolgeva e una piccola scritta che non riuscivo a decifrare.

Non era difficile l'interpretazione di quel disegno, ma la sua bellezza e semplicità attirava l'attenzione. Dopo qualche minuto di noiosa lettura del corriere dello sport, sulla disfatta dell'Italia agli ultimi mondiali, cercavo un pretesto per attaccare bottone con quella donna tutta sola e desiderosa di far conoscenza, visto i sorrisi che ci eravamo scambiati.

Anche lei nel cambiar spesso posizione come se quel telo mare fosse attraversato dalla corrente elettrica, sbirciava dalla mia parte, per vedere se ero ancora attratto da lei.

Decisi allora di essere più intraprendente e di dare un senso alla giornata: dissi ad alta voce, rivolgendomi nella sua direzione: << Bello e significativo quel tatuaggio, deve essere importante il legame che unisce i due puzzle.>>

Lei che non aspettava altro, si voltò dalla mia parte e mi rispose con voce tranquilla ma sicura: << Si!! Sono un'idea di una unione di due corpi per sempre >> Da lì ne nacque pian piano una discussione sul significato di quel disegno: due corpi nell'intento di unirsi e rimanere saldi nel loro legame per sempre. Anche la frase dapprima indecifrabile, citava: "tua per sempre". L’atmosfera fra noi si era fatta più calda, in tutti i sensi e allora, notando che non aveva altri tatuaggi visibili, le dissi che sul suo corpo ne sarebbero stati bene degli altri, visto il suo fisico. Lei sorridendo mi ribatté che ce n’erano altri, ma erano per una persona sola, anche se non c’era più.

<< Mi dispiace signora Giovanna >> Anche se dentro di me pensavo tutto il contrario. Dato che l’atmosfera si era riscaldata ed ero ormai certo che non aspettasse nessuno, avevo notato il suo sguardo che spesso e volentieri, con ingenuità, cercava il pacco in mezzo alle mie gambe.

La invitai a fare un bagno per rinfrescarci un po'.

Lei accettò volentieri, cosi rassettò le sue cose, attraversammo le due file di ombrelloni che ci separano dal bagnasciuga, ancora parlottando sulla splendida giornata che si era aperta davanti a noi. Stentammo un pochino a tuffarci, cercando prima di far ambientare il nostro corpo con la temperatura dell'acqua.

Decisi allora di tuffarmi e vidi, riemergendo, che pure lei mi aveva seguito, riaffiorando a pochi centimetri da me, togliendosi i capelli davanti agli occhi. I nostri sguardi si incollarono, ammirai il suo seno perfetto, direi una terza strabiliante e a quel pensiero sentii tra le mie gambe qualcosa che si muoveva. Era il suo ginocchio che, nell'intento di reggersi a galla aveva urtato la mia patta.

Lei si scusò, io dissi “nessun problema” e mi rituffai facendo qualche altra bracciata verso il largo, per poi riemergere e godermi quell'acqua ormai favolosa che accarezzava il mio corpo, lei mi seguiva e, nel riemergere dall'acqua, il suo reggiseno bagnato le scoprì un seno, portando alla luce un tatuaggio nascosto.

Non potei fare a meno di ammirare due piccoli corpi nell'intento di fare l'amore, ma anche il suo capezzolo, che data la temperatura dell'acqua faceva capolino in tutto il suo splendore dritto e duro come un pezzetto di marmo. Lei non si era accorta dell'accaduto, finché non si rese conto che io non la stavo più guardando negli occhi, ma ero attratto da suo seno.

Non vi dico tra le mie gambe il sesso in che condizioni stava, non tanto per l'accaduto, ma per il significato di quel secondo tatuaggio.

Lei, nel sorreggersi, appoggiò una mano sulla mia spalla e dopo essersi ricomposta mi chiese se mi era piaciuto lo spettacolo.

<< Certo! Peccato che sia durato poco! >> Lo dissi sorridendo, lei diventò rossa, mi rispose che non era per tutti, allora preso da desiderio incontrollabile, la fissai negli occhi e andai a spostarle quel pezzetto di stoffa che ricopriva il seno, sicuro che mi avrebbe mollato un ceffone e avrei rovinato tutto.

Ma con mia sorpresa, capii che lei non mi diceva no, anzi, la sentii tremare. Con un movimento della sua spalla, mi aiutò, fino a liberare del tutto quella meraviglia, poggiai una mia mano su quel seno sodo, caldo e meravigliosamente attraente, al solo sfiorare un capezzolo, lei emise un gemito di piacere, mi chinai leggermente, mettendomi in punta di piedi sul fondo e andai a poggiare le mie labbra su quel bocciolo così giovane e fresco e lei reclinò la testa all'indietro, liberando cosi i suoi capelli sulla superficie dell'acqua. Lo baciai, lo succhiai, lo morsi leggermente, mentre mi godevo il momento. Cavolo ecco che un bambino veniva nuotando nella nostra direzione a rovinare quel momento soave e molto intimo!

Lei si ricompose e mi fece segno di rientrare, troppa gente mi disse...con poche bracciate tornammo a riva e, uscendo dall'acqua, non potei fare a meno di poggiare il mio sguardo su quel sedere adocchiato prima, ma anche di ricompormi visto che il mio pisello era completamente sveglio.

Il tutto non sfuggì alla sua attenzione e sorridendomi mi chiede se era lei a farmi quell'effetto. Certo! Dissi io, tutto merito tuo! E sorridendo tornammo alle sdraio. Le porsi un asciugamano, sistemandolo sulle sue spalle e frizionai un po’ per asciugarla.

Era davvero muscolosa e soda: lei mi chiese scusa per l'accaduto << Non so cosa mi sia preso, ma mi piaceva l'atmosfera e, tranquillizzata dal tuo sguardo, mi sono lasciata andare…>>

Notai che si è scaldata anche lei, guardai il suo corpo lucido e l'acqua scivolare per effetto dell'olio, ma notai anche le sue guance rosse, un po’ per l'imbarazzo, un po’ per l'eccitazione, le dissi di stare tranquilla, erano cose che capitavano quando due persone stavano bene insieme.

Sistemammo le nostre sdraio vicine e ripensando all'accaduto, le chiesi il perché di quel secondo tatuaggio messo lì, nascosto a tutti e perché due persone nell'atto di amarsi? Mi spiegò che il suo uomo non c'era più da un bel po’, ma a lui piacevano i tatuaggi e anche il loro significato, mi disse che lui era stato il suo primo e unico uomo e che soffriva per quella separazione forzata, lasciando scivolare una lacrima sul volto.

Per alleggerire la tensione allora le chiesi se ci fossero altri tatuaggi nascosti, lei, ripresasi con un certo stupore, mi chiede come facevo a saperlo. “Mi sono buttato” dissi io, mi sarebbe piaciuto scoprire anche l'altro, o gli altri. “Audace” ...rispose lei. “Sì, ce n’è un altro” mi confidò, “è ancora più riservato...”

Come siamo fatti male noi maschietti!!! Bastarono quelle poche parole e la mia mente galoppò, cercando di intuire dove, anche se il suo costume ormai lasciava poco all'immaginazione, sperai fosse bello come il precedente, cercai di farle dire di cosa si trattasse.

Non vi dico il mio sesso in che condizioni era! Lo sentivo strattonare all'interno del mio costume a pantaloncino, non riuscivo a stare fermo, lei se ne accorse e mi chiese se c'era qualcosa che non andasse. Io risposi che dovevo assentarmi un po’, per sistemare una certa questione.

Lei ci pensò un attimo e questa volta fu lei che, guardandomi negli occhi, mi chiese: << Giuseppe ....ti serve una mano? >> Preludendo così a un viaggio di non ritorno.

<< Certo >> Risposi, qualcosa potresti fare per aiutarmi: arrossendo e sorridendo mi fece cenno di sì.

La presi per mano e ci avviammo verso le cabine: non stavo più nella pelle, preso dall'eccitazione del momento, cercai di mantenere la calma, per non fare brutte figure, anche se le mie palle ormai sembravano due prugne di grandi dimensioni. Lei prese dalla sua borsa trasparente una chiave e aprì la sua cabina e dopo un'occhiata intorno a noi entrai pure io, chiudendo la porta alle mie spalle.

La cabina era bella grande, sei posti più doccia all'interno, questo perché la divideva con le sue amiche.

Poggiò la borsa sul tavolo, si voltò, venne verso di me, cercando un mio gesto o un indizio...allora la abbracciai dolcemente e affettuosamente, consapevole di trasmetterle tutto il mio calore e dandole sicurezza, oltre che a tranquillizzarla, mi staccai da lei e andai a sfiorare le labbra con le mie dita, così da rompere il ghiaccio.

Aveva le labbra soffici, un po’ secche per la salsedine, ma meravigliose nella loro bellezza e carnosità. Tolsi le mie dita e andai a baciarla, cercando di soffocare quel senso di insicurezza, le nostre lingue si cercavano e si trovavano, scavando dapprima piano ma poi con maggior irruenza le nostre bocche, dando calore al momento, una fusione totale.

Con le mani le slacciai da dietro quel suo esile reggiseno e scoprii due seni gelidi, la strinsi a me, la coccolai, passando a baciarle il collo e mordendo l'orecchio.

Il mio cazzo ormai non ce la faceva più, ma fu lei a toglierlo dall'imbarazzo: sentendolo premere contro il suo ventre allungò una mano e andò a massaggiarlo, dapprima sopra il costume per pochi istanti, ma poi, sciogliendo il laccetto del pantaloncino e facendolo cadere ai miei piedi, lo liberò del tutto.

La sua mano era calda e sicura, mi avvolgeva il cazzo, sapeva come fare, lo scappellava a fatica per quanto era diventata grande la cappella. Si staccò dal mio corpo, per andare a vederlo e rimase stupita per la consistenza, mentre mi deliziava del suo movimento di mano, tornai a guardare meglio quel tanto desiderato e fortunato tatuaggio sul suo seno, semplicemente fantastico, disegnato ad arte, non uno di quei disegni senza senso: due corpi uniti nell'intento di fare l'amore in piedi proprio come noi due, in quel momento…

La mia curiosità si spostò al pensiero del suo ultimo tatuaggio nascosto, ma venni ridestato dal fatto che Giovanna si era inginocchiata davanti al mio totem, lo osservava, lo sfiorava nelle sue nervature e ne andava ad assaggiarne la consistenza, avvolgendolo con le labbra. La sua lingua cominciò un movimento circolatorio sulla cappella e sul frenulo, piacere assoluto per i miei sensi, lo fece entrare e uscire con maestria, il mio pensiero andò subito a quello che mi aveva detto: lei aveva avuto un solo uomo, che l'aveva resa donna e le aveva insegnato l'arte dell’amore. Sempre dentro di me ringraziai lui, chiunque sia stato e mi godetti quel lavoro di bocca superlativo.

Sentii i miei testicoli gonfi all'inverosimile, darmi il preavviso di un’imminente sborrata, allora la fermai e la feci rialzare facendole capire che non volevo venire subito, curioso più che mai di scovare l'ultimo suo segreto che c'era tra me e lei ...il suo ultimo tatuaggio. Intuivo dove potesse essere, all'interno del suo costume, lei ormai era senza difese, mi inginocchiai e appoggiai il mio volto sul suo ventre, emanava un profumo di olio solare misto ad eccitazione, mi mandava in delirio. Cominciai a baciare da sopra il costume quel triangolino, non volevo sembrarle precipitoso, mmm, dolcemente portai le mani sugli anelli laterali del costume e andai ad abbassarli: lei appoggiava le mani sulle mie spalle, presa dall'eccitazione del momento, cercai di immaginare che disegno potesse nascondersi all'interno di quel lembo di stoffa, ma non mi venne in mente nulla, non riuscivo proprio ad indovinare. Man mano che abbassavo il suo costume…non intravedevo nulla di grande, ecco qualcosa, lei mi teneva la testa e mi indirizzava verso il tatuaggio...ecco, ho capito....non era un disegno, ma una scritta!!

Non ero deluso, la sua fica era completamente depilata, come piaceva a me, due petali ancora chiusi che avvolgevano quel frutto proibito fonte di vita e la piccolissima scritta tatuata diceva semplicemente: AMAMI PER SEMPRE, proprio sopra il pube, alzai gli occhi, la guardai e sorrisi. Lei contraccambiò il sorriso e allora mi tuffai con la lingua su quel fiore che si dischiuse appena poggiai la mia bocca.

Il nettare che era custodito in essa era dolce e abbondante, mmm! Al passaggio della mia lingua, lei cominciò a gemere come fosse la prima volta...si...sii dai non fermarti...mi tenne nuovamente la testa e spinse il suo sesso alla mia bocca, erano quelle le parole che volevo sentire...mmm che fragranza, che profumo...che bontà, leccai succhiai quel clitoride tanto che si era gonfiato sino a divenire un bellissimo pistacchio, sentivo lei che cominciava a irrigidirsi, indice di un vicino orgasmo.

Decisi allora di fermarmi nuovamente e mi alzai, strusciandomi su quei seni duri e profumati, la presi per mano e la feci sedere sul tavolino in legno, le divaricai le gambe, mi avvicinai a lei strusciando la mia cappella su quel frutto ormai aperto, ma senza entrare: lei non ce la faceva più, mi tirava a se mentre mi baciava in bocca con tanto calore e sentimento. Con una mano prendeva il mio cazzo e lo faceva entrare quel tanto che bastava per saggiarne la consistenza, con due colpi di reni le entrai dentro fino sbattere le palle su quella pelle liscia come il velluto.

Sentii le unghie sulla mia schiena ancorarsi e cercare appiglio, ora era lei a condurre la cavalcata, entrava ed usciva, usciva ed entrava… si si siiiii dai...capii che stavamo per venire insieme, cercai di trattenermi per venire insieme a lei ...eccola la sentivo ..si..siiiiiiii ci stringemmo e ci abbracciammo forte, le vengo dentro…uno due tre fiotti densi e corposi .

Lei si contorse al suo orgasmo e a me tremavano le gambe, fusi all'unisono aspettammo l'affievolirsi dei nostri spasmi...fondendoci maggiormente baciandoci con passione...

Mi staccai, aiutandola a ristabilirsi e rimettersi in piedi...ci guardammo e ci abbracciammo stretti, appagati. Riguardai nuovamente quel tatuaggio sul seno e completai rileggendo ad alta voce la scritta sul suo pube...sorridendo.

Ci rivestimmo e decidemmo di andare al bar a prendere qualcosa di fresco con cui spegnere i nostri bollenti spiriti. Aprii la porta della cabina, sbirciai per vedere chi c’era al suo esterno, ed uscii, lei dopo di me di qualche secondo: vide i segni che mi aveva lasciato sulla schiena con le sue unghie, li sfiorò con le dita dicendomi che dopo si sarebbe presa cura anche di loro.

Io le dissi non preoccuparsi, male che andasse mi sarei fatto un tatuaggio anch'io....




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