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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine STORIE INTERESSANTI

Postapocalisse Parte 3

34 visualizzazioni

8 minuti

Pubblicato il 08 aprile 2021 in Fantascienza

Tags: #apocalisse #estinzione #fine #mutazioni #virus

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“Isabella” mi si avvicina, con espressione felice e allo stesso tempo malata.

Lo fa lentamente, con movimenti flessuosi. Naturalmente faccio i miei soliti pensieri strani e, mentre una SM “secchiona” viene incontro a me che, dolorante, nemmeno riesco ad alzarmi e non ho armi o difese di alcun tipo a mia disposizione, noto che ha entrambi i piedi scalzi.

Quando l’ho notata per la prima volta, con quella posa da umarell che ha finito per essere la causa della fine mia e del Colonnello, aveva una scarpa sì ed una no: dov’è finita la scarpa che indossava?

Sento il Colonnello che grida, e l’urlo si blocca di colpo…

Come se fosse stato un file audio, e qualcuno avesse premuto “pausa” o “stop” senza farlo terminare: si blocca così, di colpo, istantaneamente.

Non l’avevo mai sentita urlare così: più volte ho assistito a lei che gridava come una indemoniata, quasi a rivaleggiare coi versi degli SM; ma quello era uno strillo di pura paura.

Quello era il grido di una ragazza che sta per essere dilaniata da una SM, non l’urlo di guerra di un’Ufficiale che è una macchina di morte perfetta.

Vorrei riuscire ad alzare la testa e cercare di vedere che cosa diavolo è successo; ma non ce la faccio...oltretutto meglio così: non potrei sopportare la scena di uno di quei mostri che divora il Colonnello.

Torno a fissare Isabella che pare divertirsi parecchio: si ferma e ammicca, indicando con lo sguardo verso il punto in cui si trova la mia compagna di sventure...o quello che ne resta.

Pare dire, a presa di culo, “Oh, è quasi un peccato: era tosta quella Sapiens…”; poi torna ad avvicinarsi.

Questa “secchiona” non è come gli altri SM: Isabella sembra addirittura più intelligente ed evoluta rispetto a tutti i “secchioni” che abbiamo incontrato in questi mesi!

Si piega su di me.

Penso che sto per morire.

Sto per morire, e vabbene così: senza il Colonnello di strada ne avrei fatta ben poca e, alla fine, sopravvivere 7 mesi e mezzo in questa cazzo di situazione è un risultato fenomenale.

7 mesi e mezzo a fuggire e difendersi dagli SM sono belli pesanti: può bastare.

Può bastare, grazie.

Uccidimi pure, Isabella: mi fai un favore.

Profuma di mandorla: c’è una spiegazione scientifica del perché gli SM, anche quelli sporchi da fare schifo, abbiano comunque un gradevole profumo di mandorla; ma io non la ricordo anche se mi è stata ripetuta almeno 39 volte. Quanto si incazzerebbe il Colonnello, mi sembra di sentirla: -Ci credo che non ti ricordi come mai gli SM profumano di mandorla: non presti mai attenzione!! Hai la testa sempre tra le nuvole, il cervello immerso in chissà quale ragionamento o trip idiota: questo tuo continuo distrarti è pericolosissimo!!!! Sei l’incoscienza fatta persona!!!!!!!-


Isabella profuma di mandorla, mi fissa sorridendo ed a quel punto le dico con strafottenza: -Avanti, uccidimi! Ma falla breve perché sto per perdere i sensi: probabilmente la commozione cerebrale che ho è piuttosto fortina...-

-Ucciderti? No no: ti sbagli...-

Era lei, era Isabella. Mi ha risposto, mi ha parlato: ha un tono di voce un po’ fioco e sibilante, ma femminile ed “umano”, con una pronuncia perfetta.

Per la sorpresa di sentire un SM che parla alzo addirittura un po’ la schiena e quasi mi metto a sedere!!!! Sì: Isabella è davvero un esemplare molto particolare.

Gira da tempo la leggenda che qualcuno dei “secchioni” riesca a parlare; ma non ci avevo mai creduto...nessuno ci ha mai creduto davvero.

Gira anche la leggenda che ci sia un SM che suona il violino e pure quella di una SM che prima ti scopa, e poi ti uccide…

Anzi sono due, ovviamente, gli SM che prima ti scopano e poi ti uccidono: un maschio ed una femmina così accontentiamo tutti anche perché non hanno preferenze di genere...e c’è la versione dove ti scopano e ti mutano, ma non ti uccidono.

Di leggende sugli SM ce ne sono a valanghe (e non dureranno ancora molto, visto che i Sapiens sono sempre meno) ma, appunto, sono LEGGENDE…

Quindi, se davvero alcuni di loro sono in grado di parlare, esisteranno anche quelli che ti scopano?

Ma gli SM fanno sesso????


C’è un vuoto. C’è un vuoto nei miei ricordi...uno stacco nel montaggio: ricordo tutto quello che ho appena descritto e poi salto direttamente a quando riapro gli occhi.

Sono ancora per terra, ma il mio corpo è in posizione supina e perfettamente adagiato tra i binari, con le mani giunte come i cadaveri nelle camere ardenti!

Mi metto a sedere: non ho più dolore alle costole o alla spalla destra, ma ho la mente un tantino annebbiata.

E’ come se avessi bevuto 3 Negroni: percepisco la gravità in modo diverso, molto diverso...

Ma mi sento bene.

Mi alzo, barcollando un po’: devo assolutamente andare dal Colonnello!!!

Dista da me una quindicina di metri che, con questa cosa della pseudo ubriachezza, percorro in modo molto difficoltoso e finiscono per sembrarmi parecchi di più.

Via via che mi avvicino il corpo del Colonnello , che all’inizio percepivo come una macchia scura indefinita nonostante l’ottima illuminazione, mi si palesa in modo preciso: la ragazza è rannicchiata in posizione fetale, premuta contro uno dei binari come per proteggersi.

Non capisco se sia viva o morta; ma non c’è sangue intorno al corpo.

-Colonnello??? Colò...Colonnello???-

Mi riprendo da uno svarione piuttosto grosso e finalmente ho una risposta! La voce della ragazza che ha guidato me e diversi altri volontari per tutti questi mesi intima: -Non avvicinarti! Non avvicinarti, cazzo!!!-

E’ diversa, la sua voce è diversa: ha perso tutta la sicurezza che permeava sempre da ogni parola!

Il Colonnello...sta piangendo??? Sta davvero piangendo, cazzo!

Mio Dio! Quel singhiozzare, malcelato nonostante gli sforzi evidenti, mi colpisce con una violenza più forte di un esercito di SM: non avrei nemmeno mai ipotizzato che il Colonnello potesse piangere!!!!

Non sembra più l’Ufficiale che, nonostante la giovane età e la minutezza, incuteva timore e rispetto: ora pare solo una ragazza in preda a terrore e disperazione.

Faccio un altro passo nella sua direzione e le mostro un sorriso rassicurante, nonostante non possa vedermi perché mi nasconde il suo viso.

Urla e il tono ne risulta attutito e vagamente distorto perché lo fa con la faccia pigiata tra le braccia

-Ho detto di non avvicinarti!!!!!!-

-Perché?-

-Quella SM...quella SM non aveva l’ordine di uccidermi, ma di mutarmi!-

-Ti ha morsa?-

-Su uno zigomo...- -Fammi vedere-

-Non avvicinarti, idiota!!!!!! Uccidimi, uccidimi, cazzo! Raccatta uno dei fucili e sparami in testa!-

-NO.-

Si crea un silenzio molto particolare, che dura alcuni secondi: probabilmente la mia compagna di avventure deve metabolizzare quel rifiuto e, dopo un po’, domanda spiegazioni con un “perché” che suona quasi terrorizzato e sottomesso.

Rispondo con sincerità ed immediatezza: -I fucili sono scomparsi: ho il sospetto che Isabella li abbia portati via...- -E allora trova qualcosa per spaccarmi la testa: ancora non sarò diventata così resistente e potrai farlo senza grossi problemi! Non voglio mutare: non voglio diventare una SM!-

-Non lo farò: non ti ucciderò, non ti sfascerò la testa...-

-Perché??? Lo abbiamo sempre fatto, anche con gli amici più cari! Ti prego!!!!!!-

-Guardami...-

-No-

-Guardami, ho detto-

-Non voglio che tu mi veda così...-

-Guardami, Zara!!!!!-

Non l’avevo mai chiamata per nome; continuavo sempre a chiamarla “Colonnello” e a darle del “lei” nonostante non avessimo più compagni e di militare e gerarchico ormai non fosse rimasto niente.

Ha come un sussulto, probabilmente dovuto alla sorpresa di sentire pronunciare il suo nome dopo chissà quanto tempo; ma resta con la faccia nascosta e in quella posizione acciambellata, più canina che umana.

A quel punto sbuffo e mi piego su di lei, voltandola con violenza in modo da poterci guardare negli occhi: grida un po’ e tenta di fare resistenza ma, con sorpresa in primis da parte mia, ho la meglio su di lei senza sforzo. La sposto e la sistemo semisdraiata così che mi guardi, e se lo fa fare manco fosse un cucciolo indifeso.

Non oppone più resistenza. Continua a tenere la testa piegata verso il basso e con gli occhi chiusi. Il suo bellissimo viso è rigato di lacrime. Lo fa silenziosamente, ma continua a piangere.

Sullo zigomo sinistro ha quello che sembra semplicemente un graffietto, ma il sangue secco sul resto del volto dimostra che doveva essere ben più esteso, ed il fattore di guarigione accelerato degli SM sta già prontamente facendo il suo dovere.

-Guardami, Zara!- -No! Spaccami la testa, cazzo! Fallo!!! O almeno...o almeno scappa via!-

-Non farò nessuna delle due cose, e ti basterà aprire gli occhi e darmi uno sguardo, per capire...-

Finalmente si decide: apre quei grandi occhi verdi lentamente e alza la testa verso di me.

Grandi occhi che erano verdi e adesso sono rossi: giganteschi occhi completamente rossi, senza distinzione tra sclera ed iride, luminescenti e con pupille molto più grandi di quelle umane.

Appena inquadra e mette a fuoco la mia faccia si fa scappare un “oh…” di sorpresa e resta con la bocca socchiusa: anche i suoi denti stanno cambiando ed appaiono già più appuntini ed affilati.

E’ anche piuttosto pallidina…

Non ho ancora potuto vedere il mio riflesso da nessuna parte, ma di certo ho occhi, denti ed incarnato identici a lei.

-Perché...perché possiamo parlare?-

Appoggio l’indice sinistro sulle sue labbra e sussurro: -Possiamo non farlo per 5 secondi?-.

Ci stringiamo in un abbraccio dolcissimo...


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