scrivi

Una storia di Noxoro

La notte delle zucche

213 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 30 novembre 2020 in Horror

0

Finalmente era arrivata la notte del 31 ottobre, quella notte che aspettava da tutto l'anno.

Da tempo ormai aspettava come una pazza lo scoccare della mezzanotte, mentre fissava gente mascherata dalla sua finestra del secondo piano della sua casa di legno bianco.

Come in preda ad un'euforia collettiva, giovani e adulti si riversavano in strada rendendo l'asfalto grigio un'accozzaglia non ben definita di colori sgargianti. Dio, quanto le piaceva quella notte.


Spostandosi dalla finestra, occhio sulla realtà, si diresse al piano di sotto scendendo la scala a chiocciola che separava la zona notte dalla zona giorno e, grazie alla chiave nera che portava fiera al collo, aprì un armadietto in mogano da dove prese i suoi guanti neri che infilò piano, quasi godendo, mentre le sue dita prendevano posto come fossero tornate a casa dopo un anno di assenza. Chiuso l'armadietto incassato nella parete del salotto si apprestò a scendere in cantina. Passo dopo passo scendeva la scala composta da dieci gradini che, ormai da almeno dieci anni, scendeva la notte del 31 Ottobre. Ogni passo era un godimento, più si avvicinava alla meta e più ogni cellula del suo corpo fremeva per ciò che sapeva sarebbe venuto dopo. Lei contava ogni gradino che i suoi piedi nudi toccavano mentre finalmente arrivò il decimo e lì davanti a lei, vi era un telo di plastica che fungeva da porta.

Per la donna dai capelli corvini era un sipario, il suo sipario che la divideva dal suo annuale spettacolo, ma con una differenza: ogni volta era la Prima della sua Aida, del suo Amleto.

Con uno strattone deciso scansò il telo e davanti a sé vi era il suo pubblico, lì, penzolante dal soffitto che la fissava impaurito, mentre prendeva la sua mannaia che l'accompagnava ormai da sempre ma prima di dare inizio alla sua opera, l'ultimo accorgimento. Strappò lo scotch da pacchi che impediva al suo pubblico di urlare dalla paura e dal dolore che, a breve, avrebbe iniziato ad avvertire e che per ore avrebbe accompagnato l'orrore orchestrato da quella donna, che finalmente poteva festeggiare il suo personale Halloween.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×