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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine STORIE INTERESSANTI

Bomba

87 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 13 marzo 2021 in Thriller/Noir

Tags: #bomba #fantascienza #radiazioni #ufficio #apocalisse

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Zoe entrò in sala relax. Voleva prendersi un caffè e avrebbe potuto farlo con calma, vista la pausa di 15 minuti che le spettava.

Tra le mani stringeva il suo grazioso borsello con raffigurato sopra Vulpix.

Aveva proprio voglia di un bel Mokaccino, con una tonnellata di zucchero.

Lungo il corridoio un “bip” cadenzato, al ritmo di uno al secondo, diventava via via più forte man mano che la ragazza si avvicinava alla sala.

Quando entrò fece per puntare direttamente al distributore automatico di caffè, ma il fortissimo “BIP” proveniente dall’ufficio alla sua sinistra la distrasse un istante e si girò di istinto in direzione del suono.

Percepì che in sala relax c’era un’altra persona e, mentre voltava lo sguardo, ridendo domandò ironicamente: -Perché c’è una bomba con un timer rumorosissimo nell’ufficio dei manager???-

Il sorriso svanì dal suo visino e si morse il labbro inferiore con un po’ di nervosismo: Saverio era in piedi a pochi metri da lei, e c’era qualcosa di decisamente strano in lui.

Gran bel ragazzo nonostante negli ultimi dodici mesi avesse purtroppo messo su una discreta stempiatura ed una vistosa “piazza”, se ne stava immobile in quella posizione, col capo lievemente chinato in avanti, i tratti della sua piacevole faccia tirati da un evidente nervosismo che era testimoniato anche da rivoli di sudore che gli scendevano lungo le tempie, ed uno sguardo vitreo molto angosciante.

Zoe si bloccò di scatto e balbettò un preoccupato “Savè...Saverio???” ed ebbe un sussulto spaventato quando lui rispose, senza muovere un muscolo e senza che il suo sguardo, fisso nel vuoto, la inquadrasse:

-Sì: c’è una bomba nell’ufficio manager, e ce l’ho messa io...-

Zoe fece due passi in avanti e, appoggiata la mano sinistra sullo schienale di una delle sedie come se il palazzo stesse ondeggiando e volesse assicurarsi di non cadere, se ne uscì con un flebile ed acuto “Cooosa?”.

A quel punto Saverio la piantò di fissare il nulla e, puntando i suoi occhi azzurri dritto in quelli verdi di lei, col tono di voce più serio che la ragazza gli avesse mai sentito usare, ripeté:

-C’è una bomba nell’ufficio manager, e ce l’ho messa io-


Zoe appoggiò il borsellino con Vulpix sul tavolo, si portò entrambe le mani sulla testa e le passò lungo i capelli.

Domandò al giovane manager se stesse scherzando.

Per la terza volta Saverio pronunciò quelle parole, ovvero “C’è una bomba nell’ufficio manager, e ce l’ho messa io”, per poi aggiungere: -Ora che lo sai scappa via e mettiti in salvo: hai ancora tutto il tempo...-

Zoe fece due passi indietro e, lentamente come se un suo movimento veloce rischiasse di provocare danni, si sporse in modo da guardare all’interno dell’ufficio: appoggiato su un bancale di quelli piccoli e piazzato proprio in mezzo alla stanza, robustamente avvolto nella pellicola di plastica nera, c’era uno strano parallelepipedo alto circa un metro e mezzo. La pellicola nera aveva uno strappo in cima, piuttosto impreciso, e da lì sbucava fuori un timer digitale che segnava “5 minuti e 45”

5 minuti e 44

5 minuti e 43

5 minuti e 42

La bomba c’era davvero.

Zoe si immaginò Saverio che strappava alla bene e meglio la pellicola, con immensa fretta per attivare il prima possibile il timer dell’ordigno.


-Perché non te ne vai?- le domandò lui e Zoe lì per lì non riuscì a rispondere.


“Il pensiero della morte che ti gira attorno, ti sfiora, ti seduce…”

Le tornò in mente quella frase di Deborah Gambetta, tratta da una prefazione ad una raccolta di racconti brevi a sfondo erotico, tutti scritti da giovani autrici, messi insieme in un libro che lei aveva letto che ancora era una bambina…


-Stai pensando “io quasi quasi resto qua, che è meglio”, vero?-

-Già: che vado via a fare? Meglio cogliere l’occasione e farla finita...- e nuovamente le frullò nella scatola cranica “Il pensiero della morte che ti gira attorno, ti sfiora, ti seduce…”.

Aprì il borsellino e tirò fuori una moneta da 50 cents, che inserì nel distributore automatico di caffè.

Selezionò “Mokaccino” e la massima quantità possibile di zucchero.

Mentre la bevanda bollente scendeva nel bicchiere di carta, Zoe prese i 5 cents di resto dall’apposita fessura e li infilò nel borsello, per poi sospirare come per dire “ma che cazzo sto facendo”?


Che senso ha prendere il resto dell’ultimo caffè della tua vita?


-Quanto è potente quella bomba?-

-E’ Ammonal: esplosivo ad alto potenziale a base di nitrato di ammonio...-

-Quindi è molto potente?-

-Molto potente, sì, e l’esplosione genererà un calore di circa 3000 gradi-

Zoe soffiò sul mokaccino e fece questa osservazione: -Se resto qui non sentirò niente perché verrò vaporizzata all’istante: bel modo di andarsene-

-Già: davvero un bel modo… Ah, nella bomba c’è anche una simpatica fonte di circa 4 kg di Californio252-

-Una bomba sporca??? Dove cazzo hai trovato il Californio252? E’ un isotopo potentissimo e rarissimo!!!!-

-E ha circa 2500 anni di tempo di dimezzamento! La bomba spazzerà via un paio di isolati storici e la contaminazione radioattiva sarà bella pesante...-

-Ma perché?-

-Vuoi fare del moralismo?-

-Assolutamente no-

-Bene...Per soldi-

-E perché non te la sei già data a gambe?-

-Che vado via a fare???? Difficilmente riuscirei ad uscire dal Paese… Poi la mia compagna e mio figlio sono già in Sudamerica ed i soldi del pagamento in un conto a cui loro hanno già accesso: a posto così-

-A posto così...-

-Vuoi una sigaretta, Zoe?-

La ragazza bevve un sorso di mokaccino ed annuì, facendo lui cenno di seguirla nell’ufficio con l’ordigno.

Si misero a fumare lì, fissando la bomba e le cifre rosse del timer che scorrevano all’indietro: fuori la giornata era bellissima, con un cielo talmente azzurro che pareva modificato con Photoshop...


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