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Una storia di Katzanzakis

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Polemos

O μέγας Αλέξανδρος

309 visualizzazioni

1 minuti

Pubblicato il 15 gennaio 2019 in Poesia

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Giungemmo infine

al termine della strada

con l’arroganza vigile

dei vincitori.


Abbandonati i corpi

ad arrossare il grano

lasciammo i corvi

a banchettar coi vinti.


Davanti Oceano

e un brulicare d’alba

a confonder gli sguardi

dei sopravvissuti


dietro il silenzio

lasciato dal vento

e dalle voci assenti

dei troppi caduti.


Gli occhi negli occhi

nel linguaggio antico

trascorsa l’euforia

che accompagna gli scontri


ci ritrovammo imbelli

di fronte a un orizzonte

sgombro di vele

e battito di remi.


Terra deserta dietro

violentata dai carri

davanti nessun regno

da conquistare in armi


ma una distesa liquida

che annichilisce gli occhi

che prima cede all’impeto

d’un assaltar di bronzo


per subito richiudersi

-funebre mantello-

a rivestire i corpi

senza lasciarne traccia.


Polemos

madre di tutto e padre.

Ma qual guerriero mai

saprà piegare il mare?




Foto di copertina per cortese concessione dello scrittore Damiano Leone, autore del magnifico manufatto.


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