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Una storia di GioMa46

Questa storia è presente nel magazine TUTT'ALTRE STORIE

Briscoe  Hall

Un romanzo di Giuliano Brenna

276 visualizzazioni

7 minuti

Pubblicato il 19 giugno 2020 in Recensioni

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Copertina del libro.
Copertina del libro.

Uno schema ben disegnato non richiederebbe spiegazioni; ma la natura dell’argomento prescelto mi ha costretto a trattarlo in maniera particolare, ed io devo giustificarla con alcuni chiarimenti. Questo libro studia il carattere di William Lamb, Lord Melbourne nel periodo della sua formazione …”


Inizia così il curioso libro di Lord David Cecil “Il giovane Melbourne” (Longanesi 1948) nel quale si delinea una ‘personalità complessa e lenta a chiarirsi’ in ragione delle influenze esercitate su di lui dai caratteri e dalle azioni altrui, all’interno del sistema sociale dell’Inghilterra di metà Ottocento, fortemente influenzato dal pensiero Vittoriano, falsamente morale e politicamente scorretto, cui si rifacevano gli aristocratici liberali del tempo, nel quieto vivere delle loro ‘Grandi Case’ di campagna. Cito a caso “Gosford Park” di Robert Altman (2001) solo per meglio comprendere il carattere ambientale e l’atmosfera ambigua dei personaggi che Giuliano Brenna prende a modello per questo suo ‘primo’ romanzo.

“Briscoe Hall” un romanzo di Giuliano Brenna - Virginia Editrice- 2020


Gli elementi afferenti all’epoca vittoriana di riferimento sono qui ben esposti, tuttavia il ‘quadro d’ambiente’ suona alquanto anacronistico, poiché la scelta dell'autore non è stata quella di rappresentare il bel mondo dell’800 inglese, quanto, di mettere in evidenza il contrasto persistente nei costumi sessuali dei suoi personaggi, alle prese con ciò che distingueva l’aristocrazia dalla plebe contadina, la soccombenza nella società del proletario al padrone, ecc. ecc.. Un distinguo questo che comunque rimane nelle buone intenzioni dell’autore, e che sentiamo scorrere in molte pagine del romanzo, pur non avvertendone il peso, se non quello di andare alla ricerca di un pretesto per deduzioni consolatorie di azioni ritenute in quel tempo amorali e diffamatorie, dal rigido codice che vietava ogni appagamento corporeo; sia che si fosse davanti alla consumazione di sentimenti individuali, di un rito privato e/o ritenuto segreto; sia che si trattasse del patrimonio ‘sociale’, all’interno del proprio entourage personale, e comunque entrambi reputati 'scandalosi'.

Copertina del libro di Lord David Cecil
Copertina del libro di Lord David Cecil

Un concetto quello di 'scandaloso' che era (ed è ancora oggi) esclusività delle convenzioni e delle apparenze, non certo dei comportamenti adottati: tutti facevano (e fanno) il loro porco comodo senza 'distinzione di genere’ , di condizione , di sostanza o di contenuto. Del resto era in gran voga un detto che si può riassumere in: “messi i contrasti, ciò che avanza, avanza”, al quale si può riconoscere un disavanzo formale rapportato a : “cinque minuti di felicità la si prende dovunque la si trova”, allora perché rinunciarvi o addirittura mandarla sprecata?

Una massima che s’attaglia perfettamente all’autore Giuliano Brenna, lo studioso della Recherche proustiana alla quale ha dedicato pagine di significativo rilievo, con un linguaggio impreziosito da valide intuizioni letterarie. Tuttavia l’invito rivolto al lettore di questo libro è frutto di un aforisma fondato proprio sul ‘linguaggio’: “si può pensare senza parole!?”. La risposta è decisamente sì. Parliamo tutti i giorni, parliamo spesso troppo, utilizziamo vocaboli intercalati a ‘parolacce’, ad ‘attributi sessuali’ e a volte fuori misura, a chi non è capitato di parlare senza pensare e adire così a qualcosa di sconsigliabile. Ma quale sia la ‘misura’ che si fa nell’uso del linguaggio chi la stabilisce? Qual è la cesura fra la sessualità e la pornografia nessuno all'epoca e (ancor meno oggi), è in grado di azzardare una qualche distinzione. Molto dipende dalla opinione di ciascuno a riguardo. Con il senno di poi, si è più propensi a non ergersi a giudici di ciò che non si sa, tuttavia vige una ‘regola’ non scritta ma pur sempre valida: “quando non si ha nulla da dire è preferibile il silenzio”, e quindi mi taccio.

Giuliano Brenna
Giuliano Brenna

Il richiamo ai contenuti è però qui di rigore, per quanto sia esplicito l’interesse nel voler mettere un punto fermo sulla vita sessuale dei protagonisti (fin troppo casuali) e nel fare uso di particolari (fin troppo minimalisti) comuni a tutto il genere umano, che nulla aggiungono alla ‘formazione evolutiva’ del carattere dell’uomo in quanto tale. Se non a dirci che l’espressione sessuale, attiva o passiva che sia, è propria della natura umana, che altre forme di sessualità sono solo un fatto letterario, un voler etichettare ogni cosa dentro un contenitore che finisce per non contenere nulla che non stia già nella germinazione della natura stessa. L’omosessualità e/o il lesbismo non si apprendono, sono presenti nella combinazione ormonale del corpo umano, da cui il prevalere di una maggiore e/o minore disposizione evolutiva dell’organismo.

Altro fatto è assumere un ‘atteggiamento’ più o meno aderente allo sviluppo psico-fisico naturale della propria tendenza sessuale, che porta inevitabilmente alla devianza, sia che ciò avvenga per scelta, per opportunità, per tipo di frequentazioni; sia soltanto perché fa ‘moda’, ‘stile’, o per dare adito al ‘glamour’ di ciò che rimane solo una 'parvenza’. Nulla di tutto questo riguarda però il contenuto del libro se non nell’aspetto esteriore del linguaggio, in cui i particolari finiscono per sfiancare i protagonisti (e i probabili lettori), quasi a voler dire “quello che c’è, c’è", ed è quanto detto, il resto è silenzio shakespiriano (per alcune liriche riportate nel testo) che, se vogliamo, ricalca la siniopia di ciò che noi tutti siamo a livello interiore, cioè, quelli definiti da Alasdir MacIntyre nel suo libro: “Animali, razionali, dipendenti” (Vita e Pensiero 20001). O, se preferite, quegli esseri inibiti propensi a sintomi d’angoscia che Sigmund Freud a finito per destabilizzare in “L’Io e l’Es” (Newton Compton Edit. 2010).

Copertina del libro.
Copertina del libro.
Copertina del libro
Copertina del libro

L’autore, Giuliano Brenna, ha volutamente eluso certi aspetti formativi per rilasciare al piacere della lettura le formalità di una vita sessuale che non implichi la mente a dover pensare, tantomeno a giudicare: “si può pensare senza parole!? Così come si può amare senza dover pensare!”. Un fatto questo più volte attestato da Massimo Recalcati, sia nei suoi libri “La forza del desiderio” (Qiqajon/Sympathetika 2014), che nelle sue ‘lezioni’ televisive di “Lessico amoroso” (andato in onda su RAI3), in cui è detto: “Noi siamo portati dal desiderio, […] (o meglio), siamo posseduti dal desiderio, non nel senso negativo del termine”,(bensì) “il desiderio ci attraversa, […] che non è la forza dell’io semplicemente, ma che è qualcosa di ulteriore rispetto all’io; […] l’esperienza di una forza che mi supera.” […] “Dove c’è l’io, dove c’è la supponenza dell’io di governare il desiderio, non c’è desiderio. Viceversa, esso appare quando l’io si indebolisce, quando l’io riconosce la sua insufficienza. È per questo che l’io è in fondo la malattia mentale dell’uomo.”

Copertina del libro
Copertina del libro

Quel desiderio che spesso abbiamo tenuto nascosto e/o segregato, perché avevamo e/o abbiamo ‘paura’ di esternarlo, e che guarda caso, come un tarlo continua a condizionare la volontà dei nostri sentimenti e delle nostre azioni. Al punto che tradire di fare l‘esperienza del ‘desiderio’ è un po’ come tradire noi stessi, ma poiché siamo esseri antropici, diversi dagli animali che provano solo istinti, dovremmo anche ammettere a noi stessi di non essere perfetti, anzi di essere imperfetti e quanto più diversi, per questo considerati ‘umani’ e alquanto meravigliosi. Se pure alla stregua di una transumanza d’intenti (di desideri) da considerare senza alcuna colpa e/o responsabilità; nella possibilità di fare d’ogni eventualità un’esperienza: "Finché c’è desiderio, c’è vita; il desiderio allunga la vita, nella misura in cui il desiderio ci attraversa, dilata l’orizzonte della nostra vita" (Recalcati).

E l’esperienza di cui si narra in questo libro offre indubbiamente una lettura per certi versi finanche sorprendente.

Un suggerimento di Lord David Cecil
Un suggerimento di Lord David Cecil

L’autore:

Giuliano Brenna è cofondatore e collaboratore della rivista letteraria libera online LaRecherche.it. Ha pubblicato due raccolte di racconti, “Ricette in brevi storie” e “Luoghi comunei”, e una raccolta di traduzioni di poesie di Anna de Noalles, “Le passioni”. Suoi racconti e traduzioni sono in varie riviste e antologie. È inoltre vincitore del “Città di Conza” 2018 nella sezione racconto breve. Questo è il suo primo romanzo.


Bibliografia di consultazione per argomenti:

Vivien Burr, “Psicologia delle differenze di genere” – il Mulino 2000

Umberto Eco, “Tra menzogna e ironia” – Bompiani 1998

Umberto Galimberti, “L’ospite inquietante” – Feltrinelli 2008

Zygmunt Bauman, “Amore liquido” – Laterza 2004


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