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Una storia di Cosimo

Una nuova storia da raccontare

Episodio zero

303 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 21 novembre 2018 in Avventura

Tags: #fenice #nuova #Racconto #storia #whisky

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Fuori dal mondo, fuori dalle regole del mondo, fuori da ogni sorte di socializzazione proposta da questo mondo. Ecco all'incirca come mi sento in questo momento.

Avevo dei sogni, delle aspirazioni, ma sono finito a sognare ad occhi aperti respirando polveri sintetiche che mi hanno cambiato la visione delle cose. Ora, però, sono qua, sono ritornato, risorto dalle ceneri, ma con niente attorno, se non le solite quattro mura che mi hanno cresciuto. Brandendo il solito bicchiere di whisky colmo di speranze mai morte, ma con un nota, definitiva, amara, ma questo è quello che mi fa andare avanti, ciò che mi fa sentire che sono vivo; sentire quel gusto amaro della vita, così forte e deciso che basta solo assaggiarne quel poco in più che ti traumatizza e ti cambia la personalità, mentre la nebbia oscura la visione ciò che ho dinanzi, ma che non mi fa mai mettere un punto. Forse perché sono curioso, speranzoso, ma al con tempo fermo.

Questo è il mio bivio, metaforicamente parlando, ho qualche opzione, la prima è fermarmi e accettare la desolazione che in qualche modo mi sono creato, la seconda è di andare avanti e vedere cosa la vita ha in serbo per me, ma la terza opzione, quella che, forse, può piacermi di più, è quella di provare, tentare e sperare di riuscire a scrivere la mia vita, magari riprendendo da dove l'avevo terminata.

Sapete, per chi non mi conosce, questo non è il mio primo tentativo di scrivere un romanzo, storie brevi o almeno qualcosa che si avvicina, ho già provato e in qualche modo ed ho creato qualcosa nella mia vita, come tempi ancora più remoti, avevo una band musicale e ogni volta che salivo su un palco, raccontavo senza copione delle storie così da intrattenere il pubblico fra una canzone e l'altra, ed anche li creai qualcosa di veramente positivo. Solo che ho sempre avuto un deficit nella costanza. Iniziavo, creavo, godevo anche della mia creazione, ma nell'ultimo passaggio, spesso e volentieri, tralasciavo il passo della creazione proponendo una dissolvenza lenta e dolorosa.

Non so come sia successo in realtà, forse perché credevo che una volta realizzato qualcosa, essa durasse nel tempo. Ma ho capito a mie spese, più di una volta, che è come qualsiasi altra cosa, bisogna mantenerla con tutte le forze. La cosa buona è che non sono persone, le persone si lasciano andare, molte non tutte, invece una tua creazione la puoi insegnare, la puoi fare crescere, vederla nei suoi primi passi, nei suoi primi frutti e perché no, nei suoi primi amori.

È chiaro una cosa, che se non soffri, non potrai, quasi, mai creare nulla. Poi assolutamente, non giudico, ma dato che io a mio modo ho sofferto parecchio, da qualche parte ho custodito gelosamente una parte di me che nessuno potrà mai toccare, non è in nessun luogo, non so neanch'io in realtà dove sia, ma quando tocco il fondo, mi passa a trovare, mi tende la mano e mi accompagna lì dove più ne ho bisogno. Mi tiene il sellino della bicicletta ed una volta che muovo i pedali e che ho acquisito l'equilibrio necessario, mi lascia andare dicendomi, “Spero di non incontrarti più”. È una frase davvero magica se la stiamo ad analizzare, dato che mi viene a trovare solante nei momenti peggiori. È un augurio, ed io la ringrazio.

Questa volta prendo un impegno, non sono uno scrittore professionista e non sono colto come la maggior parte di essi, però ho qualcosa da raccontare, ho bisogno di creare, ma questa volta non voglio più essere solo. O meglio dire, inizierò da solo, come sempre, ma ho deciso in questa vita sociale, di condividere, così che chissà la magia delle parole possa creare una comunità, possa creare di meglio unendo le nostre forze. Ma sopratutto di farmi sentire a gran voce, invece che solo da qualche mio amico che ha pazienza per sentire cosa ho da dire.

Questo è il primo episodio, la puntata zero, non so chi lo leggerà, se lo leggerà qualcuno, ma spero che in queste poche parole io abbia seminato quel seme che aiuterà a crescere la speranza e sopratutto la creazione e la rivoluzione che tanto abbiamo bisogno.

Ora mi fermo qua, è un quadro abbastanza generale e succinto di ciò che sta per nascere.




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