scrivi

Una storia di utente_cancellato

Questione di equilibrio

49 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 02 aprile 2021 in Altro

0

Sembrava il superamento di un confine che delimitava due universi completamente discrasici fra loro. Un casello autostradale a metà tra lo scorrimento veloce, fluido e irrefrenabile da una parte e il limite di velocità dall’altra. Smettere di fumare non è una cosa semplice, per di più se fatto non in maniera progressiva. Da un giorno all’altro ritrovarsi a non compiere per niente quei gesti che non erano solo degli atti motori ma veri e propri linguaggi gestuali. Sì, perché quando sei un fumatore, ancora di più se non accanito e credi in quello sfizio da togliersi poco più di una volta al giorno, la mancanza di un semplice involucro con dentro le sigarette equivale alla mancanza di molto di più rispetto al mozzicone che prontamente si butta per terra accennando, anche se con un solo piede, un passo di twist.

È incredibile come certe attività, per esempio aspettare qualcuno su una panchina quando si è in anticipo ad un appuntamento importante, diventino quasi insensate arrivando al punto di perdere letteralmente la percezione del gusto che hanno. Non è solo un viaggio di monossidi negli alveoli polmonari, è molto di più. I pensieri che si fanno quando una ragazza sta per arrivare hanno un sapore diverso, una valenza diversa. Probabilmente neanche nascono in noi e a quel punto ci renderemo conto che quei vapori che prima erano solo la risultante dell’adrenalina, ora sono solamente ciò che rimane dell’essenza di quegli istanti: aria non consumata, non vissuta.

Per quanto possa far male, quel fumo di sigaretta è una firma che la persona mette a seconda delle circostanze: quando si è nervosi, quando ci si vuole sfogare oltre che per una semplice chiacchierata davanti a una birra, magari fuori da un pub guardando una partita di calcio. Ma è quando si viene ricordati proprio per quell’odore che quella firma diventa un vero e proprio marchio di fabbrica. “Mi mancano quei panni impuzzoliti di fumo appesi sulla sedia” e quasi che si va a perdere quell’atmosfera maleodorante ma magica allo stesso tempo, nella stanza da letto dopo aver fatto l’amore.

Anche semplicemente contemplare il solito paesaggio che puoi osservare dal belvedere sembrerebbe perdere il suo valore reale senza quella sigaretta che ti accompagna. Anche qui mancano forse dei pensieri ma forse ciò che davvero viene meno è quella capacità di ascoltare sè stessi che tanto premurosamente si stava coltivando. Quasi che quest’ultima fosse la porta e la sigaretta la chiave per aprirla. È dura nei primi tempi tenere a bada l’auto della dipendenza lanciata a forte velocità verso di te, pronta di nuovo a investirti. Puoi sempre fare in tempo a schivarla ma credo sarebbe più facile non vederla partire: prendendo in prestito dalla fisica quantistica il concetto di “collasso della funzione d’onda”, un sistema, nel momento in cui ne prendi coscienza, vai a perturbarlo. E tra la nuova coscienza percettiva da soddisfare e quella morale da non tradire, è meglio continuare a rimanere sul filo che le unisce.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×