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Una storia di angelaaniello

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #unastoriaunacanzone

Ossigeno puro

338 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 20 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #unastoriaunacanzone

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Bazzecole tutte le chiacchiere informi che avevo sentito sull'amore!

Al diavolo quei quattro matti che pensano che l'amore sia fatto di prigioni!

Più guardavo il cielo, più avevo necessariamente bisogno di ossigeno, ossigeno puro.

"Che c'entra l'amore con l'ossigeno?" mi domandò perplessa Carla, mia sorella.

Era talmente buffa la sua faccia che inavvertitamente scoppiai a ridere.

"Ti diverti a prendermi in giro, eh?" ribatté alterata e stizzita, con gli occhi strabuzzati.

"Ma no, mi piaceva l'espressione del tuo viso... Aspetta... Sediamoci su una panchina e ti spiego"

Era una fresca mattina primaverile. Il sole faceva timidamente capolino fra le nuvole e i giardini erano semideserti.

A quell'ora chi era chiuso in ufficio, chi correva da una parte all'altra della città.

Noi ci sedemmo sull'ultima panchina sotto una quercia altera ed elegante.

"Allora?" chiese ancora con insistenza quell'impertinente mentre cercavo di mettere in fila le parole in modo semplice e chiaro.

"L'amore, in fondo, è collegato ai respiri. Devono armonizzarsi per produrre un suono delicato e forte e vibrante. Se l'ossigeno si ammala, ne risentono anche i respiri. A volte capita che incontri gente, pensi di amarla, poi ti accorgi che non l'hai mai incontrata davvero. Perché è mancato l'ossigeno, sin dall'inizio."

"Dunque, l'ossigeno è l'aria senz'ombra?"

"Esattamente! Prendi Marco, ad esempio. Mi dichiarava amore folle, ogni momento. Mi baciava, mi cercava diversamente, si divertiva a stuzzicarmi. E io cedevo, perché mi ero innamorata. Poi, mi è bastato entrare nel suo letto per accorgermi che non avevo capito nulla. Tutto era finalizzato al corpo, ma senza respiro, senza ossigeno. Una notte li ho contati tutti i passi che ci separavano. Quando ho superato il cento, ho avuto la certezza che ci eravamo persi da un momento preciso."

"Cioè, quale?"

"Quando io gli avevo chiesto l'anima e lui non sapeva darmela. Era solo un amore meccanico. Baci, abbracci, baci. Dietro, sopra, oltre non c'era nulla. Né progetti, né respiri, né passi da condividere."

Si era a corto di ossigeno. Ne avevo terribilmente bisogno. Una sera non ce l'ho fatta più e gliel'ho detto.

"Tra noi è finita, Marco! Io non ti amo! Non posso amarti senza ossigeno!"

È rimasto a fissarmi in silenzio, sconvolto, ma passivo. Sicuramente mi dava della pazza e non mi capiva. Non poteva. Era troppo concentrato su se stesso.

Io, invece, ero felice. Mai sentita così libera. Non sola. Non triste. Leggera come l'aria.

"E ora? Ora come stai? Ci pensi ogni tanto?"

"A chi? A Marco? No! Non può mancarti chi ti ha dato pochissimo di sé!"

"Ma credi ancora nell'amore?

"Certo! Solo che ci vado piano. Col cuore e con la testa. Senza ossigeno non volo. Non prendo quota! Tu, piuttosto, quando darai il primo bacio, non pensare solo alla lingua, chiediti se c'è respiro!"

"Veramente... Io... ho già dato un bacio. Ma non m'è piaciuto! Adesso che mi fai riflettere, non ci entrava proprio l'ossigeno! Hahaha!"

Ci alzammo dalla panchina con le idee più chiare sull'amore.

Il cielo sembrava una casa sopra di noi.

Quando prendi più ossigeno, la vita non fugge: la respiri più intensamente. Come l'amore.

I wanna be better than oxygen

Until I'm dizzy, time to breathe

So close my eyes and start again anew

E gli occhi riprendono il giro della felicità sulle spalle dell'attesa.



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