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Una storia di IBonamiciFredducci

Dimenticanze e Dipendenze...

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7 minuti

Pubblicato il 22 agosto 2020 in Humor

Tags: #diario #dipendenze #pensieri #svapo #vita

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Dopo aver passato il pomeriggio da amici torno a casa ma, prima di farlo, controllo bene di non dimenticare nulla. Mi guardo intorno, controllo i miei fianchi e noto che ho preso la mia borsina, la apro e controllo di aver ripreso il telefono…

Chiavi della macchina? Presenti

Chiavi di casa? Presenti

Mascherina? Non l’ho presa, per la prima volta da quando esiste sta storia me la sono dimenticata (ma tanto è un microviaggio in macchina e, a piedi, devo solo coprire poche decine di metri incontrando il nulla perché il rione è deserto).

Cervello? Quello l’ho perso davvero parecchio tempo fa ed è inutile che lo cerco… Lo spazio all’interno della mia scatola cranica è occupato da ben altro: c’è di tutto, ma di sicuro non c’è un cervello.

Guardo la Boss e Wombax, sbracati sul divano: ho la sensazione che sto dimenticando qualcosa…

-Ma quindi ho preso tutto????- chiedo ad una non meglio precisata entità, con voce dubbiosa. Mi rispondo di sì e me ne vado, accendendo felicemente l’aria condizionata a casa con Alexa tramite smartphone in modo che, entrando, l’appartamento sia già fresco.

Torno a casa, sistemo quello che devo sistemare e la sensazione di aver lasciato qualcosa a casa della Boss continua a procurarmi fastidio e leggera paranoia.

Faccio pipì...la sensazione di aver scordato qualcosa è ben presente.

Mi lavo le mani: nello specchio si materializza la scritta “tu hai dimenticato qualcosa di importante!”.

Accendo FireStickTv in cucina e un inquietante bisbigliare mi attraversa la testa da destra verso sinistra: “hai lasciato qualcosa a casa della Boss!!!!”.

NON HO DIMENTICATO NIENTE!!!! AVEVO TUTTO, CAZZO!!! Quando non dimentico niente, non dimentico niente: sta paranoia è completamente priva di senso!!!!!

Arriva un messaggio su whatsapp ed è proprio della Boss! Apro e c’è una foto (quella del post, che ho ribaltato malamente per farcela stare)…

PORCO TENSING!!!

E’ come se un doubledecker londinese mi mettesse sotto...

La foto ritrae la mia adorata sigaretta elettronica, rimasta lì!!!

La sensazione aveva ragione: avevo effettivamente dimenticato qualcosa di importante!!!!

Me ne esco pensando un maturo “Vabbè: che problema mai ci sarà? Appena li rivedo me la riprendo” e rispondo su Whatsapp ostentando calma e sicurezza: -Prima o poi la riprenderò, diahane-. La Boss dice che, intanto, giustamente la userà lei ed io continuo a mostrare una tranquillità ascetica, dicendole che ne sono felice perché così, almeno, servirà lo stesso!!!

Tutto tranquillo, tutto ok. Non ho bisogno della sigaretta elettronica: non morirò se per qualche giorno non l’avrò con me.

Mi metto a preparare qualcosa da mettere sotto i denti: in casa c’è un microclima perfetto.

Sparo in tv un vecchio episodio di TopGear (rigorosamente in lingua originale) e metto a “macerare” una iper insalata composita: deve starsene immersa nel suo esagerato condimento per almeno mezz’ora...altrimenti non mi piace.

-Sto sale non sala-: ci metto sempre tanto a raggiungere la giusta quantità di sale nell’insalata.

Son cose importanti, Dio Santo!

Con la destra aggiungo il sale e con la sinistra giro l’insalata. Assaggio...ancora sale, perché sto sale non sala davvero. Aggiungo, giro...mentre giro afferro con la destra la mia sigaretta elettronic…

CAZZO. La sigaretta non c’è: afferro l’aria. Ci resto male.

No problema: per qualche giorno potrò anche stare senza svapare quantità industriali di vapore!!!

Butto l’acqua per la pasta, complimentandomi perché ormai riesco a mangiarla una sola volta al giorno senza pensare al suicidio. Ci sta un super mega tiro dalla mia sigaretta elettronica da polmone (molto soddisfacente), per festeggiare l’uscita dal tunnel della dipendenza da pasta…

La sigaretta elettronica te la sei dimentica a casa della Boss, stupida forma di vita di infimo livello!!

Oh, cazzo… Vabbè: posso stare qualche giorno senza sentire sulle labbra e sulla lingua quel cremoso sapore vanigliato…


Una gag divertente a TopGear: con la destra afferro la sigaretta elettronica e voglio sparare una candida e gigantesca nuvola verso lo schermo, sorridendo…

L’appendice prensile all'estremità del braccio afferra uno dei componenti del “kit da pino”. Un pino ci sta sempre...ma io volevo fare un ipersupermegastratiro dalla mia sigaretta elettronica!!!!

Forma di vita squinternata: la tua sigaretta elettronica non c’è!!!!!!!! Possibile che tu possa ricordare nei minimi particolari cose di millemila anni fa e non ti entri in testa che hai dimenticato la sigaretta elettronica a casa della Boss????

CAZZO.

Oh, cazzo. Cazzo cazzo cazzo.

Ho bisogno della mia sigaretta elettronica: appare chiaro che non posso reggere qualche giorno senza averla con me.

Porco Tensing.

No...no, macché: ce la posso fare. Ce la faccio. Ce la fo.

Non sbiellerò. Non uscirò di testa solo perché non potrò sentire quel sapore cremoso di vaniglia sulle labbra e sulla lingua, e produrre tonnellate di denso vapore bianco bianco bianco…

Bianco bianco bianco…

Vapore candido…

Vaniglia…

Sapore di vaniglia sulle labbra…

Orgasmatico sapore di vaniglia sulla lingua…

No. Sto sbiellando. Sta succedendo sul serio.


Ipotizzo di correre giù, saltare in macchina e volare da loro a riprendermi il dispositivo elettronico di fumatura cremosa…

Che ci vuole? Al massimo in 20 minuti sarò di nuovo qui!!!!!

No. Non se ne parla.

Ok: reggo fino a domattina e chiedo su Whatsapp quando posso passare a riprendermi la sigaretta elettronica!

Oddio...magari scrivo direttamente nel tardo pomeriggio, tipo “Raghi, qualcuno di voi è a casa, che passo un istante a fare un saluto, un pinino, due chiacchiere e mi riprendo la sigarolla elettrostatica?”

Sì, ok: roba così…

Domani sera la riavrò con me, domani sera saremo nuovamente assieme.

E se la Boss e Wombax non fossero a casa?

Ci sono. Ci saranno: di certo prima di cena qualcuno c’è...magari anche solo per un attimo! Giusto il tempo di montare su Natasha (è il nome della mia macchina), correre lì superando la barriera del suono, lanciarmi in corsa dall’abitacolo e spiccare un salto felino di 3 metri per atterrare proprio davanti alla porta finestra del loro salotto, gridando “RAGHI!!!!!!! MI DATE LA MIA SIGADROGA ELETTROFORETICA??”.

Ce la posso fare: è un gioco da ragazzi.

Non è eroina. Non è bamba. Non sono zuccheri (la dipendenza da zuccheri è la peggiore di tutte).

E’ solo una sigaretta elettronica…

Da polmone…

Che ha una megabatteria che le dà quel giusto peso che te la fa risultare così piacevole da tenere in mano…

Ha le giuste dimensioni ed il giusto peso da dare davvero grande soddisfazione anche solo a tenerla in mano…

Stavo anche dicendo quanto fosse piacevole metterla tra le labbra, ma mi rendo conto di quanto risultino ambigue le ultime righe.

Ok, sto sbiellando.

No, non sbiellerò.

Sì, sto sbiellando...no, non sbiellerò.

Ma è la nicotina di cui hai bisogno o il gesto dello svapamento?

Hai bisogno della nicotina, hai bisogno della sigaretta, hai bisogno del sapore di vaniglia, hai bisogno delle nuvole di vapore, hai bisogno del gesto del fumare?

HO BISOGNO DI TUTTE STE COSE, MADONNA ATOMIZZATRICE…


Cerco di non pensarci e ceno impegnando il cervello che non ho in tutt’altro modo, ma è come se ci fosse una finestra sempre aperta…anzi non è una finestra, ma un banner.

E’ un banner fisso nei miei pensieri, in basso a destra, che a caratteri ben visibili riporta un lampeggiante “NON HAI CON TE LA SIGARETTA ELETTRONICA” che fa un male cane: ogni volta che lampeggia è come se la mezzaforbice di Ryuko Matoi mi venisse conficcata nel petto e mi squarciasse…


Dopo aver mangiato, quando sto per finire di rimettere a posto la cucina, su Whatsapp arriva un nuovo messaggio della Boss: -Vogliamo fare una passeggiata per sgranchirci e fare un minimo di movimento: passiamo da te e ti riportiamo la sigaretta elettronica-.

Una passeggiata di un chilometro con 4 milioni di gradi centigradi non è proprio confortevole e probabilmente arriveranno qui sciolti o quantomeno cotti; ma MI RIPORTANO LA SIGARETTA ELETTRONICA!!!

Rispondo con un semplice “ok”, cercando di non far trapelare la mia ciclopica felicità.

Ringrazio tutte le Divinità che mi vengono in mente, per aver instillato nel cervello della Boss quella meravigliosa idea.

Tutto è bene quel che finisce bene.


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