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Una storia di angelaaniello

Fra gli scaffali le parole stipano storie d'umanità

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3 minuti

Pubblicato il 02 agosto 2019 in Recensioni

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"Che poi è così importante essere felici? Tutti sembrano ossessionati dal raggiungimento di questa felicità, eppure si può sopravvivere senza, anzi sembra che nessuno sia mai felice davvero o che lo sia solo per poco tempo."

Essere felici o tentare di esserlo, cercare di carpire dentro la giusta direzione per arrivarci, cercare di vivere e non sopravvivere è l'orizzonte in cui si muovono i quattro personaggi principali del romanzo "Il peso delle parole" pubblicato con Dark Zone e scritto da Olimpia E. Petruzzella, scrittrice molfettese laureata in Archeologia che collabora con alcune testate giornalistiche e magazine on line.

Salti temporali fra Milano, Roma, Londra e Molfetta e minuziose descrizioni la scrittura si rivela davvero interessante e intrigante.

Il primo personaggio che compare sulla scena è Vanessa Vitozzi, una ragazza molfettese dall'inquieta indole e affettività e un matrimonio fallito alle spalle a Parigi. Di qui la decisione di trasferirsi a Roma, dove per un po' si appoggia presso l'amica d'infanzia molfettese Diana, sceneggiatrice e poi affitta una stanza nella villetta monofamiliare a tre piani al civico n. 34 di via Biella di un tale Sean Prescott, ex violinista londinese dai riccioli rossi e la pelle bianchissima.

Sean ha una personalità particolare e pone molte condizioni nel contratto d'affitto a Vanessa, tanto che Diana, dai capelli corti e sbarazzina, tenta di dissuaderla in ogni modo dall'accettare. Eppure fra Diana e Sean nascerà una storia d'amore che li porterà a fare i conti con verità da non accantonare.

La vita è un tessuto di scelte e storie che condizionano il fluire degli eventi. Non si può fuggire dalle proprie responsabilità anche se ricostruire il proprio vissuto può essere doloroso.

Vanessa, figlia unica insicura nel portare a termine le sue scelte, Diana con una triste storia di bullismo alle spalle, Sean con un rapporto intermittente con la musica e suo padre, anche se la passione brucia dentro come un fuoco mai spento.

Nel bilocale di Diana ogni tanto compare Logan, un attore gay britannico che le presenterà il grande Mark Miller, per cui nutre ammirazione. Mark è sposato con Michael ma spesso viene indotto in tentazione da Logan, senza scrupoli e dedito all'alcool.

Non è semplice riuscire a mantenere in equilibrio relazioni così delicate e, spesso, accese discussioni mettono a rischio anche forti amicizie come quella fra Diana e Vanessa.

Il lettore viene trasportato dall'autrice fra crisi di identità e rinascite, fra tensioni ed episodi di grande tenerezza, fra speranze e famelici desideri d'amore e sesso.

L'amore può svuotare la mente, annichilire, ma anche sussurrare alle orecchie che le emozioni, che il cuore pompa, sono necessarie per procedere, per sciogliere nodi insoluti, per specchiarsi e riconoscere le proprie fragilità.

Quando ci si ferisce, il vuoto fa aggrottare la fronte e l'anima, in un rimpasto di braccia tese per abbracciare e crampi allo stomaco per le parole soppresse dai singhiozzi.

Ne esce un quadro variegato che riproduce la frenesia e la bellezza della quotidianità.

Il vero biglietto da visita è smettere di nascondersi e accettarsi.

Il resto verrà da sé, quando le bugie smetteranno di essere tali e la verità galleggerà senza scandali. Ridere, poi, è stemperare la tensione in un abbraccio. Al momento giusto!


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