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Una storia di angelaaniello

Questa storia è presente nel magazine RecensiAMO....

l'acino del peccato

529 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 18 ottobre 2018 in Recensioni

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"La fanciulla stesa tra foglie profumate

ha occhi si smeraldo e miele,

la sua pelle odora di terra e uva,

ha voce soave e bocca di vino..."

Pochi versi che racchiudono il mistero del romanzo "l'acino del peccato", edito da Virginia Edizioni, scritto da Violetta Traclò, docente di matematica e scrittrice di talento che ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

A volte la vita è racchiusa in una stanza bianca, un luogo neutro, privo di contaminazioni odorose e visive, in cui nascono preziose creazioni. E Sophie, la giovane bellissima protagonista, ha un naso speciale che sa trovare combinazioni perfette in una sinestesia di sensi e affetti.

Il paesaggio della campagna, che fa da sfondo, si presta a una ricerca intima di significati perché dietro e dentro ogni bellezza s'infila una malinconia di accenti difficile da mandar giù.

Il passato è una finestra socchiusa che spicca nel silenzio, nel richiamo suadente e quasi fastidioso per la sua intensità in un corpo disinibito percorso da brividi di piacere.

È in uno strano pomeriggio di maggio che l'incontro con Edoardo Torresi rimescola tutto: Sophie e i suoi straordinari occhi verdi ammaliano Edoardo, così come in precedenza era accaduto alla nonna.

C'è qualcosa di strano, animalesco nella sua bellezza che cattura.

L'aroma mielato dei grappoli d'uva è come un bozzolo in cui si smarrisce il senso del tempo e ogni preludio amoroso racchiude in sé una distanza da superare.

In un briciolo di riverenza e sarcasmo anche la fantasia sghignazza amara covando rabbia.

Non sempre è facile perdonare e la realtà richiama l'attenzione con bruschi interventi: può il cuore in tumulto rimuovere ogni rumore d'amore?

E come ci si avvicina a qualcosa che non si comprende?

Il lettore è travolto dalla continua sovrapposizione fra passato e presente in un vortice di emozioni che tolgono il fiato: l'amore e la pazzia, il desiderio e la sua negazione, il magico rapimento dell'atto sessuale nella sua purezza e l'intero stravolgimento di vite.

Il fremito dell'attesa si ricongiunge alla muta domanda di schizzi d'ombra: la verità poi balza all'improvviso cucendo insieme l'etica dei ricordi.

È la memoria a salvare, a scomporre e ricomporre frammenti di minacciosi pensieri.

"Mai affezionarsi se non alle cose" sussurra spesso Sophie alla gatta Teodora quando l'odore di Edoardo complica tutto; ma l'amore è un appuntamento che ritorna strisciando sul collo e scivolando giù in un amplesso languido. Come la gocciolina di moscato sull'indice portato alla bocca.

Non va mai via il meraviglioso profumo che si indossa ed Edoardo è bellezza e devozione.

E se ogni fiore è un'opera d'arte da contemplare in ogni rinascita, perché poi l'amore non dovrebbe sostare sul davanzale del cuore e adagiarsi sprigionando unicità?

"... ha voce soave e bocca di vino,

mani gentili e unghie rosate

macchiate dalla luna".

Non esiste un momento sbagliato quando si ama: l'attimo di ogni battito è una macchiolina d'imprevedibile felicità.

"Il destino sceglie strane strade"!

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