scrivi

Una storia di AliceInWonderland17

C'è il sole anche a Dicembre

Un uomo, due anime

125 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 12 febbraio 2019 in Storie d’amore

Tags: #love #romance #ebook #days #sun

0

Mi capita spesso di ripensare a quel pomeriggio, la sua malattia era arrivata al culmine, non prestava più attenzione a nessuno, rimaneva ore ed ore a fissare il vuoto persa nei suoi ricordi probabilmente, ma la sua mano, i suoi occhi si illuminavano quando mi vedeva entrare sorridente dalla porta di casa, non le avrei mai permesso di vedermi piangere, asciugavo le tante lacrime e racimolavo quanta più forza racchiudessi dentro di me, suonavo il campanello, non era più lei ad aprirmi quella porta, non era più pronta ad aspettarmi sul ciglio delle scale quando tornavo da scuola, non era più lei a viziarmi, a prendersi cura di me… Adesso c’era solo nonno ad aprirmi a malapena con forza quella porta, adesso ero io a prendermi cura di lei, nell’unico modo che mi aveva insegnato, amandola come lei aveva fatto per ben diciotto anni con me…

Me lo ricordo quel giorno, era dicembre, mi sedetti vicino a lei e le presi la mano, lo facevo spesso, perché sapevo che a breve non avrei più sentito il suo calore, avevo paura di dimenticarla col tempo, di dimentica i suoi lineamenti ed allora le prendevo la mano, la scrutavo, chiudevo gli occhi e prendevo tutte l’emozioni che mi lasciava, per poter un giorno chiudere gli occhi e risentire esattamente la sua stretta attorno alla mia mano…

Ma come il mio cuore aveva già capito anche la mia mano doveva arrendersi e lasciarla andare…


Sono passati tre anni, non abito più nel mio piccolo paese di mare, dove mi bastava poco per essere felice, dove ogni sorriso era un gesto d’amore verso la gente che mi aveva vista crescere, studio all’università ma nonostante questo ogni qualvolta riesco a trovare qualche giorno libero, scappo a casa mia, nel mio paese, alla ricerca di un pizzico di serenità.


Suono il citofono, salgo correndo le scale e la trovo li, sorridente bella e giovane come sempre, con i suoi capelli biondi ed il suo grembiule bianco, mi abbraccia, mi fa il solletico, come quando tornavo dall’asilo, corro per il corridoio, entro in camera da letto e come sempre i vestiti di nonno sono appoggiati sul letto, puliti e profumati, lui è in bagno, è appena tornato dalla campagna e nonna gli ha insaponato la schiena, lo coccola da quarant'anni ormai… C’è un profumo in tutta la casa, è la pasta al forno con le polpette che amo tanto, sulla poltrona ci sono gomitoli di lana, mi sta facendo una sciarpa bianca, sa quanto mi piacciono e quindi le fa di tutti i colori, le prendo la mano e le do un leggero bacio sulla guancia, poi sento che nonno dalla sala da bagno la chiama e lei corre da lui ad aiutarlo, felice e spensierata.


Ci sediamo a mangiare, io al mio posto, a capo tavola proprio di fronte a lui, comincio a raccontare dell’università, dei professori, delle mie coinquiline, poi lui m’interrompe, mi chiede di aspettare la nonna prima di raccontare tutto…

Nonna se n’è andata quel dicembre di tre anni fa, è stato l’inverno più freddo da quando sono nata, così freddo che per mesi, non sono riuscita a riscaldarmi…

Mi alzo dal mio posto e mi metto seduta vicino a lui, ma lui continua a sostenere che la nonna sta arrivando, che ha fatto la pasta al forno apposta per me, che sta finendo la mia sciarpa e mi chiede che colore vorrò la prossima, mi esce una lacrima ogni volta, allora chiudo gli occhi gli prendo la mano e sento la mano di nonna…

Lei ormai vive dentro di lui, non posso biasimarlo, rivive ogni giorno quegli attimi dove lui ha lasciato la sua felicità.

Poi apro gli occhi lo guardo, gli do un bacio sulla guancia e sorridendo gli dico che ha ragione.

Non è più un solo uomo, adesso sono due anime ed io lo amo il doppio, prima era lei che si prendeva cura di lui ogni giorno ed adesso è proprio grazie a lui se lei vive ancora…

Quando si insapona da solo la schiena, quando si prepara da solo i vestiti sul letto e quando prova a mettere le polpette e la mozzarella su un po’ si pasta col sugo, per imitare la sua pasta al forno per quelle volte che torno a casa… Si rattrista solo quando guarda i gomitoli di lana, allora cerca il mio sguardo ed io sorridendo, prendo i ferri comincio a intrecciare quei fili senza successo, poi quando si gira prendo la sciarpa di nonna quasi finita e la sostituisco con quella appena iniziata…

Non lo prendo in giro, cerco solo di renderlo felice facendogli credere che nulla è cambiato esattamente come fa lui amandomi per tutti e due.

Il loro amore è troppo grande, non finirà mai perché per loro non sarà mai dicembre si riscalderanno sempre, come riscalderanno sempre me….

Da quando l’ho capito, anch’io, anche a dicembre esce il sole.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×