scrivi

Una storia di Clomaximus

Essere o non essere

All’inizio tutto andava più che bene. Lui stava bene. Si era svegliato nel nulla, un nulla vuoto e senza fine. Tutto attorno a lui era buio

26 visualizzazioni

7 minuti

Pubblicato il 08 luglio 2020 in Spiritualità

Tags: #atmosfera #ipotesi #prospettiva #religione #storiabreve

0

All’inizio tutto andava più che bene. Lui stava bene. Si era svegliato nel nulla, un nulla vuoto e senza fine. Tutto attorno a lui era buio ed egli era confuso riguardo a dove si trovasse. Dopo un po’, iniziò a sentirsi stanco di muoversi nell’infinito e perciò iniziò a pensare alla luce. Ci pensò per un po', considerando ed immaginando come avrebbe potuto creare la luce. Alla fine decise di fare un’esplosione. Si concentrò più che poté e poi la sentì, l’esplosione che egli aveva creato. Era bellissima. Per la prima volta era in grado di vedere la luce ed era molto soddisfatto del risultato.


Iniziò a notare, con molto interesse e stupore, che dei pezzi dell’esplosione stavano sfrecciando via dal suo centro. Creavano spirali e viaggiavano in traiettorie bizzarre. Erano le prime cose che lui avesse mai visto, poiché senza luce non era a conoscenza di nient’altro che il buio, e la curiosità lo portò a seguirli, allontanandosi dall’esplosione. Si muoveva rapidamente dietro a loro, osservando i loro movimenti che lasciavano una strana polvere dove si erano trovati pochi istanti prima. Quando gli oggetti si fermarono lui fece lo stesso.


Avevano perso tutta la loro energia e ora si trovavano fermi in un posto semplicemente ruotando su sé stessi. Erano variamente colorati e presentavano tutti i tipi di forme sui loro nuclei. Mentre li stava studiando la luce dell’esplosione iniziò a cessare, ma lui aveva visto la luce e gli oggetti, e aveva deciso che tutto era più affascinante con la luce. Intrappolò la luce dell’esplosione in vari globi prima che svanisse e li piazzò vicino a tutti i nuovi oggetti così che li potesse osservare senza problemi. Ottenne ciò che voleva e tornò ad ammirare questi incredibili oggetti, soddisfatto.


Li guardò da vicino per molto tempo. Ma col tempo finì di esplorarli e tutti i loro segreti non erano più tali per lui. Si sentì annoiato di nuovo, ma questa volta era a conoscenza della luce e di ciò che la luce potesse mostrargli. Si sentì solo. Decise di avere dei figli così che potesse stare con qualcuno. Scelse di dare ai suoi figli il più bello dei suoi oggetti, così che potessero condividerne la bellezza, e così fece. Ebbe dei figli e loro erano grati per il regalo ricevuto dal loro padre. Erano incredibili, erano capaci di fare cose col suo oggetto che lui non avrebbe mai nemmeno sognato di fare. Creavano, costruivano, inventavano, studiavano. Ma più importante di tutti, lo amavano, e lui amava loro. Parlava spesso coi suoi figli, quasi ogni giorno. Teneva a loro e li teneva al sicuro e per questo loro lo rispettavano. Per molto tempo tutto andò più che bene e lui non si sentì mai annoiato perché loro trovavano sempre nuovi modi di usare l’oggetto, modi che lui trovava piuttosto intriganti ed interessanti.


Fu un periodo in cui lui si sentiva felice e gioioso. Un giorno però, iniziò a notare qualcosa di strano nei suoi figli. Più creavano ed ottenevano, più iniziavano a desiderare l’uno dall’altro. Iniziarono ad avere delle lotte tra di loro e a farsi del male a vicenda. Non capiva cosa stava succedendo, facevano facce e pensieri che non avevano mai fatto prima, facce piene di rabbia, pensieri pieni d’odio. Alcuni iniziarono a credere di essere superiori agli altri. Sempre più di loro erano arrabbiati con lui e si comportavano in un modo che lo contrariava. Era turbato per le lotte che i suoi figli avevano, ma non riusciva ad essere arrabbiato con loro, trovavano sempre un modo di farsi perdonare. Parlavano con lui, chiedevano il suo consiglio e la maggior parte di loro si pentiva di ciò che aveva fatto. Perciò li lasciò stare.


Continuarono a trovare modi di usare il suo oggetto, fino a che un giorno iniziarono a fare qualcosa che lui non avrebbe creduto possibile. Iniziarono a distruggere il suo oggetto. All’inizio lo vide come se i suoi figli cercassero di vedere come avrebbero potuto influenzare l’oggetto, ma, col passare de tempo, realizzò che i suoi figli non pianificavano di fermare la loro pazzia. Non sapeva cosa fare al riguardo, non capiva le loro azioni. Stavano cambiando il suo oggetto dai molti colori in una pallida massa grigia. Lo fecero ammalare e continuarono a peggiorare la sua malattia invece di guarirla. Sempre più delle loro folli creazioni furono innalzate in breve tempo, ognuna rendendo l’oggetto più malato. La situazione continuò a peggiorare e lui era sempre più preoccupato, finché la sua vista non si posò su qualcosa di molto più drammatico. I suoi figli si stavano distruggendo a vicenda.


Era accaduto tutto così in fretta; era così occupato a preoccuparsi del suo oggetto che non aveva guardato come i cuori dei suoi figli erano diventati bui e pieni d’odio. Era accaduto tutto così in fretta che non si era accorto che i suoi figli erano ossessionati dall’avere uno più cose dell’altro, e stavano lottando per quello. Non una semplice lotta però, era la più grande lotta che lui avesse mai visto. Raggiunsero un livello di crudeltà di cui non pensava i suoi figli fossero capaci. Si uccidevano a vicenda con tale rabbia e ad una tale velocità che aveva paura che si sarebbero completamente cancellati a vicenda, poi si fermarono. Si senti rilassato, si erano fermati, era tutto finito. La sua tranquillità non durò a lungo. Iniziarono a lottare di nuovo, ora era perfino peggio di prima, cosa che lui non credeva possibile. Provò a parlargli di pace. Nessuno ascoltò. Li vide fare delle esplosioni come quella che egli stesso aveva fatto molto tempo prima, ma questa volta le usarono per uccidersi a vicenda. Per la prima volta ebbe paura. I suoi figli erano stati capaci di replicare ciò che aveva fatto ma lo avevano usato per distruggere invece di creare. Era terrorizzato dal fatto che non era stato in grado di fermarli. Non avevano ascoltato il loro padre. Era troppo per lui. Svenne.


Non era passato troppo tempo quando si svegliò di nuovo, per la seconda volta nella sua vita. Non gli ci volle molto per ricordare cosa i suoi figli avevano fatto. Ancora una volta non riuscì a reggere il pensiero, ma questa volta non svenne. Pianse. Gridò. Perché mai i suoi figli farebbero tali cose? Perché mai non darebbero ascolto al loro padre amorevole? Era triste come non lo era mai stato. Quando finalmente ci riuscì, tornò al suo oggetto. Lo trovò ancora più malato. Adesso i suoi figli continuavo a farsi del male a vicenda e a distruggere l’oggetto. Li chiamò, ma loro non risposero. Provò a parlargli, ma loro non risposero. Continuavano a vivere le loro vite come se non fosse mai esistito. Vide che i suoi figli non gli parlavano. A nessuno importava la sua opinione. Nessuno chiedeva il suo consiglio. I suoi figli avevano smesso di amarlo.


Un pensiero gli venne in mente. Era debole all’inizio, quasi un sussurro. Ma più guardava i suoi figli, più questo pensiero si arrampicava nella sua mente, crescendo in certezza. Aveva visto che i suoi figli continuavano a vivere senza di lui, perciò iniziò a chiedersi- io esisto? Si chiese, sono reale? Rise dell’idea inizialmente, ma era una risata insicura. Riusciva a vederlo. Tutto continuava ad accadere, anche senza il suo aiuto o il suo consiglio. Niente dipendeva da lui. I suoi figli si comportavano come se non esistesse. Con il passare del tempo crebbe in lui l’idea che egli non esisteva, ma non era forse lì? Non stava forse pensando? Stava certamente pensando e perciò doveva esistere. Però non ne era sicuro, non gli sembrava corretto. Ci pensò a lungo. La sua mente era ferma su questo unico pensiero: se tutto ciò che faccio non importa, se le mie azioni non contano, se niente dipende da me e se i miei figli non credono che esisto, Io Esisto o non Esisto? Non riusciva a trovare una risposta. Dio si sedette e riiniziò a pensare.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×