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Una storia di Francescapanzolato

una banale storia diversa

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2 minuti

Pubblicato il 06 agosto 2019 in Giornalismo

Tags: #storia #vera #ansia #depressione #malattia

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Ci sono delle volte in cui ti ricordi perfettamente un momento della tua vita, tutt'altro che recente, mentre delle volte fatichi a ricordarti perchè sei entrato in una stanza.

Ho sempre avuto bene in mente il momento in cui ho capito di essere diversa, ma non perchè. Sapevo che molti miei comportamenti non erano come quelli degli altri bambini.

Ero solo quella che piangeva tanto senza ragione. Ero quella strana che stava da sola. Era quella che a volte aveva il cuore che batteva a mille e si nascondeva perchè non capiva cosa le stava succedendo.

Con gli anni diventi più grande, capisci più cose e pensi di essere invincibile, ma io mi sentivo sempre quella fragile.

Mettevo su la facciata di quella che rispondeva ai professori, che litigava con i genitori e si ribellava alle regole. Ero sempre chiusa in casa, e quando riuscivano, i miei genitori mi costringevano ad andare da qualche psicologo, davanti al quale facevo scena muta e dal quale non sarei più tornata.

Non capivo come uno sconosciuto potesse aiutarmi. Non ero pazza, ero solo strana. Nessuno poteva capirlo, ero fatta cosi.

Mi vergognavo. Nessuno dei miei amici doveva saperlo, specialmente alle superiori. Come avrei potuto farmi degli amici se ancora una volta fossi stata quella strana?

Nascosi tutto a tutti. Ma tutto si manifestava all'ennesima potenza in altri ambiti. Pessimi risultati scolastici, continui cambi di scuola, continui litigi e ribellioni.

Negavo a me stessa che ci fosse qualcosa da curare, e più mi si diceva il contrario , più forte diventava la mia voglia di ribellarmi e di dimostrare che si sbagliavano.

Tutto ebbe senso quando mi ammalai. Diventai anoressica , non pazza, per poco credetemi. Ma tutto cominciò a collegarsi e uno psicologo , l'unico che se ne interessò, mi fece capire tutto. Non ero asociale o timida, soffrivo di ansia sociale, non ero troppo emotiva, soffrivo di ansia che non riuscivo a capire. Non ero ribelle e cattiva, avevo attacchi di panico che avevo inconsciamente imparato a gestire con la rabbia.

Non ero anormale, soffrivo di un leggero disturbo di attenzione e di personalità.

Ho passato una vita a combattere contro qualcosa che non conoscevo, a combattere contro qualcosa che gli altri non vedevano e non capivano.

Mi sono vergognata di qualcosa di cui non avrei dovuto, non era colpa mia, ero solo diversa, ma non sapevo quanto.

Non sarà mai facile, nemmeno con le medicine. Ci saranno sempre alti e bassi, ci saranno sempre ricadute, ma vado fiera del fatto che sono in grado di alzarmi, e vado fiera di essere quella che sono. Borderline pazza, ma almeno lo so. Che c'è di male a soffrire di una malattia mentale? Almeno io non ho mai fatto sentire qualcuno come se fosse parte di un altro mondo.


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