scrivi

Una storia di angelaaniello

Il coraggio di restare dietro il vento del cambiamento

105 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 27 giugno 2019 in Recensioni

0

"Il cambiamento si misura solo col miglioramento della vita delle persone.
Col lavoro che è l'antidoto più potente al degrado e alla povertà, che emancipa e non sfrutta, che dà dignità e non la toglie."

In una Puglia che sta cambiando, tuttavia, accade di farsi fagocitare da pressioni di clan malavitosi e il nuovo si confonde con l'antico con un unico scopo: quello di veder muovere sempre danaro.

Questo lo sfondo molto interessante del romanzo "Ci voglio credere" pubblicato con Radici Future e scritto da Giovanni Forte di Castellaneta, Dirigente Cgil sin da giovane e attualmente segretario regionale dello Spi di Puglia, con diverse pubblicazioni in attivo.

La famiglia Leonetti cerca di non affondare ma è squarciata al suo interno: Biagio nei guai ci si è messo da tempo e non fa che deludere Angela, bella, alta, mora e con i capelli raccolti a coda di cavallo.

Nonno Lillino, "uomo concreto e proteso all'essenziale, occhi vispi e sguardo acuto, con la coppola sempre calata di lato sulla testa e il suo Ape verde scuro" ha sempre pensato che quell'amore non avrebbe retto ma si è guardato bene dal dirlo.

Però Coppolachiatt con addosso la sua vita di lavoro nelle campagne ama i suoi nipoti e ci tiene a trasmettere i suoi valori.

La sua saggezza popolare costituisce il cuore di storie, di esperienze di vita in un paesaggio fra mare e collina che guarda, attrae, racchiude, amalgama.

Franco rifiuta di omologarsi e non vuole seguire gli amici pronti a fuggire da Ostuni, è un ragazzo a modo, riservato, discreto, timido mentre Michele, suo fratello, ha uno spirito ribelle difficile da domare, molto simile al carattere tracotante del padre Biagio.

La vita separa quando le coincidenze affievoliscono il senso di appartenenza, e accade alle persone semplici, a quelle che non reggono il sapore della monotonia, a quelle che non vogliono soccombere per onestà d'intenti e chi sbaglia ha sempre un alto prezzo da pagare.

Biagio sconta con tredici anni di carcere l'accusa di essersi allineato con i contrabbandieri, Franco si sente in colpa per due amici morti in un incidente mentre lui e Antonio si sono salvati.

Le cicatrici più difficili sono quelle che si portano dentro e affiorano di tanto in tanto seminando scompiglio.

L'autore fa un'analisi lucida del territorio, delle ferite della Puglia, del caporalato, passando in rassegna il bene raffrontato al male, il lucore della bellezza e il tramestio del buio inquieto e illegale.

Emerge la personalità di Matteo, medico impegnato in missioni umanitarie e sempre prodigo con i più deboli e fragili.

"Un accampamento fatto di baracche costruite con materiale di scarto, come le vite di chi ci abitava... Un puzzo orribilmente penetrante. Di piscio. Di rifiuti lasciati a imputridire sotto il sole..."

Questo è l'altro volto del ventilato cambiamento, quello fatto di minacce, di pastoie burocratiche mai completate, di disumani compromessi, di sfruttamento a discapito delle persone indifese e in condizione di non potersi ribellare.

I profondi contrasti della Capitanata avrebbero bisogno di altro, perché dietro il turismo c'è tanta desolazione. La ricchezza di pochi e l'inferno dei più.

Franco torna dall'Inghilterra in cui si era rifugiato per restare. L'aggressiva malattia della mamma non gli lascia scelta.

Ci vuole credere che è possibile dare una svolta ma non è semplice in un sistema malfunzionante e pieno di pregiudizi.

Come si fa a lottare contro il vuoto? Il vento del cambiamento spesso dirotta, aggredisce, morde allettando con una facile remuneratività.

E non basta circondarsi di persone cui voler bene: bisogna imparare a superare schemi collaudati, le contraddizioni di chi sbraita e se la prende con tutti, a collaborare con la giustizia anche per riscattarsi, a guardare con fiducia a un contesto palesemente ostile.

Fra l'osso e la polpa lo spazio di sopravvivenza richiede coraggio.

Imparando ad amare anche la vita si impara a fare cose importanti anche per gli altri.

Questo il messaggio finale ad alto impatto emotivo. Si può non cedere smaltendo l'amaro in bocca e allora ci si accorge che la vita non è stata mai affatto inutile!





Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×