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Una storia di BeppeGVida

Il suo nome può essere celato…

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Pubblicato il 26 giugno 2019 in Storie d’amore

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Mentre i piccioni tubano gli aspiranti amanti indugiano, cercano conferme, avanzano, indietreggiano entrano in uno stato di incertezza dove è meglio capitolare e dimenticare; salvo come un rigurgito di storie personali comincia il confronto con nuovi incontri e lo spettro di una ipotesi di aver lasciato, abbandonato una presunta eccellenza ecco sotto altra forma apparire i dubbi e le nuove incertezze…

Quello che poteva o non poteva essere in quanto una supposta sperequata differenza tra lei e lui ha posto fine a quell’ipotesi solare di un incontro che forse avrebbe cambiato la vita ad entrambi…


L’autostima a seconda dell’emancipazione diverge tra le persone. Per taluni è un’ipotesi letteraria – una vecchia strada legata all’incertezza personale per cui il detto del novecento: “bisogna avere autostima di se stessi”. .. Una persona sicura del suo modo d’agire in senso ampio chiama le cose col nome noto. Parlando a se stessa si dice “ho fatto un errore; oppure, ero andata troppo avanti mi sono sentita in pericolo ho preferito fermarmi”…


A volte per volere mantenere un livello della così detta autostima, che poi nessuno sa dove si trova il livello, basta una cena nel periodo a ridosso del dubbio, se abbracciare e rinunciare ad altri incontri, per non sentirsi in difetto con se stessa taglia corto anche col dubbio, parte alla volta di nuovi incontri.


Conosco un episodio che è speculare a ciò che sto scrivendo con tutto il rimpianto, però gestito senza subirne gli effetti negativi, l’ho vissuto in tempi ormai remoti.


L’insicurezza è una sentinella che vigila sulla prudenza. La prudenza può essere in parte per estensione alle paure che raccogli dalle raccomandazioni fiduciarie in famiglia, durante gli anni dell’incertezza, da amicizie da letture… La certezza non c’è mai: solo o prove dirette che implicano un rischio, oppure teorizzate attraverso indizi. La decisione conseguente andrà comunque bene per chi è protagonista purché non sia perseguitato dal rimpianto per non aver osato…


Chi legge questo breve racconto non deve prendere il suo contenuto “alla lettera” ogni caso fa letteratura a sé. Di una cosa posso rassicurare chi legge, la costante critica al proprio agire dovrebbe trovare equilibrio in una consapevole valutazione intellettuale che controbilanci gli eccessi: siano essi di presunta felicità siano essi di presunto pessimismo…

Ed infine se una persona ha superato per maturità di vita l’autocompiacimento - da cui deriva la percezione dell’autostima – probabilmente si deve affidare alla propria “intellettualità critica” per bilanciare e avere equilibrio sull’operato in corso (meglio) al passato (peggio).


Scoprire a distanza di tempo mentre il pensiero in gestazione si poneva tra il (si) e il (no), e la voglia di approfondire, scopri al di là dell’essere attratto, lei fa uno “scivolone” sgarbato e volgare, al di sotto di contenuti che sembrava avesse – ma probabilmente facevano parte di una messa in scena -….Viene a galla: “la fine dell’interesse per la persona che

t’aveva fatto battere il cuore”.



Autore Beppe G. Vida




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