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Una storia di Giovannip74

Il mio Pennywise

Katarsi

177 visualizzazioni

2 minuti

Pubblicato il 25 agosto 2019 in Thriller/Noir

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La mia Pennywise

Ero piccolo, forse andavo in prima o seconda elementare; dormivo tranquillamente, quando in piena notte vidi la luce della cucina accesa che disturbandomi il sonno mi svegliò.
Sedetti a letto, nel lettino accanto al mio, mia nonna dormiva, pensavo fosse uno dei miei genitori e quindi aspettai che dalla porta un viso si affacciasse a guardare se stessi dormendo; vidi un'ombra avanzare ma non somigliava affatto a nessuno che io conoscessi e tirai le lenzuola a coprire parte del viso, quasi a difendermi o nascondermi.
La vidi avanzare verso me, con una scatola di legno in mano e un laccio, avevo tantissima paura ma non riuscivo a svegliare nessuno, la voce mancava, come accade a volte nei sogni quando tenti di urlare ma io ero sicuro che non stessi sognando.
Più di 40 anni fa conobbi il mio Pennywise ma lei non mi portava un palloncino, solo una scatola; si avvicinò a me porgendomela, io la presi, non ero più terrorizzato ma mi sentivo quasi avvolto in una misteriosa altra dimensione, lei mi indicò il cuscino, capii che voleva mettessi sotto lo stesso quella scatola; lo feci, tornai a guardarla, lei andava indietro, stava per uscire dalla stanza, sempre fissandomi e si spense la luce della cucina.
Scomparve ma io rimasi tutta la notte a occhi aperti, alzai il cuscino e la scatola era sparita, cavolo ero sicuro di non aver sognato nulla; quando gli occhi sembravano chiudersi, vidi davanti a me, sospesa in aria, una corda annodata su se stessa, tipo quella utilizzata dai muratori; era solo un pezzo di corda, un nodo e volava davanti a me; la fissai e di colpo cominciai a sentirmi male, sentivo lo stimolo di vomitare ma non accadde; anche quella corda sparì nel nulla.
L'indomani non raccontai nulla a nessuno anzi, è la prima volta che racconto questa strana notte che è rimasta impressa in me, dopo decenni.
Diversi anni fa, camminando, incontrai una signora, credo fosse una zingara, mi guardò negli occhi e mi chiese se avesse potuto leggere la mia mano; credo poco a determinate cose ma comunque suggestionato e le risposi che non mi andava, continuò a fissarmi e in quegli occhi rividi qualcosa di familiare ma non riuscivo a ricordare cosa.
Tornai indietro, erano quegli occhi? Di quella notte di tantissimi anni prima?
La guardavo e lei sorridendo prese la mia mano e stavolta non mi opposi.
Guardava, passava sul palmo le dita e mi diceva tante cose, non volevo credere ma dentro me ho sempre avuto una predisposizione particolare per tutto ciò che è paranormale.
Non volevo crederci comunque...quella signora, assieme a tante altre cose, predisse anche la mia dipartita...continuo a non crederci.


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