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Una storia di Abcookies

Djaimerí’c

Una serendipità e in effetti altre cos’e

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8 minuti

Pubblicato il 11 febbraio 2021 in Arte

Tags: #Arte #Azzurrato #Fennec #Mondiali #Serendipita

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È Febbraio e debbo dire che non è esattamente freddo, ma neppure esattamente (o stranamente) caldo, non posso neppure dire che è esattamente mite, né esattamente tendente a uno, l’altro o quell’altro ancora. La meteorologia è un'arte esatta? Non ne so un cavolo, ma ho un insetto pragmatico sotto la campana d’un bicchiere di vetro da una serie di bicchieri di vetro che si è rotta tutta male. Non so se queste temperature siano in effetti favorevoli oppure no alla vita notturna degli insetti, e neppure se siano favorevoli o no a qualche altra specie a caso fra le altre, ma in effetti penso che non sarebbero proprio favorevoli, per esempio, a una volpe delle nevi, e neppure a una vipera cornuta del deserto. Forse lo sarebbero per un canide a pelo medio, accompagnato quindi da una di quelle pelurie che in effetti non fanno percepire tanto il caldo ma nemmeno proteggono troppo dal freddo. Sarebbe per cui perfetto per un cane portoghese, o per un Fennec, o per quella volpe minuta e bianchiccia che pare un Fennec ma non lo è per un cavolo (altri avrebbero detto che pare un cucciolo di volpe comune ma albino, ma sto parlando ancora del Fennec, giacché la volpe bianchiccia è in effetti il Fennec) o per qualche qualche altro quattrocioccato a caso sui litorali del sud-ovest.


Il fatto di adesso è che l’ho beccato a muoversi in maniera assai pragmatica сул muro, e tutto quello che posso fare (a dirla tutta, ci sono pure altre cose che in teoria sarebbero fattibili, ma non mi vengono in mente) è prendere un bicchiere di vetro di una serie di altri bicchieri tutti rotti e finiti al cesso per chiudercelo dentro e smettere di pensare a situazioni ipotetiche in cui potrebbe infastidirmi o al limite uccidermi, in qualche maniera. Penso:

  • Potrebbe finirmi nella gola mentre dormo a bocca aperta e farmi strozzare
  • Potrebbe finirmi in gola mentre dormo a bocca aperta, passare oltre le vie aeree senza soffocarmi, appiccicarsi alle mucose della gola e causare un risveglio turbolento tossendo (è vero che questo fatto forse non mi ucciderebbe neppure, ma a me non piace svegliarmi nel cuore della notte tossendo)
  • Potrei direttamente mangiarmel’o
  • Potrebbe finire nel mio naso, passare oltre le vie aeree oppure no, soffocarmi oppure no
  • Potrebbe essere in qualche modo velenoso
  • Potrebbe non esserlo, ma avere un sapore счхифосо
  • Potrebbe volare e scatenare in me invidie turbolente e non solo
  • Potrebbe nuotare
  • Potrebbe correre rapidamente sul pavimento come un bacherozzo moderno (difficile intercettarne uno peggio ), finire in qualche anfratto a me sconosciuto dell’ abitazione e fare come gli pare
  • Nessuno e casa mia fa come gli pare, a meno che io non glielo lasci fare
  • Non è mai ancora successo
  • Non credo accadrà mai.

Anche il mio nuovo coinquilino è un insetto, nel senso che mi infastidisce un sacco, per questo so bene quanto irritanti possano essere. Quindi quando ho detto che nessuno a casa mia fa come gli pare, mentivo direttamente solo per trasmettervi quel senso d’autorità minima da me mai realmente brandito in nessun frangente di vita. Stamane ha lasciato un bigliettino azzurrato con colori di quella marca col nome di un artista importante della storia artistica classica, con su scritto:

Caro Mario, sappi che:

  • “Il tuo coniglio ha fatto un bel volo dalla credenza, ma grazie a Dio è atterrato sul divano blu, nel caso ne compravi uno quando andavi a fare la spesa. Non sto parlando di un coniglio spellato da cuocere nel forno, solo di un altro vivo da comprare al negozio di cuccioli che sta vicino al supermarket, nel caso tu non avessi col’to.”

E poi:

  • “Ah, giusto, od’jo il formaggio in genere, molte verdure a foglia larga, molti leg’umi, alcuni tipi di carne, alcuni tipi di pesce azzurro, la verdesca, il salmone, il merluzzo, nello specifico il pesce spada siculo, le patate dolci, il pane azimo, quello integrale, l’humus, i ceci in genere, il maj’s, i fagioli scuri, moltissime verità di frutta (soprattutto le pere verdi) e di salumi, però mi piace il coniglio.
  • Ricordatene bene quando vai a fare la spesa per tutti e due, al supermarket, stavolta.”
  • PS non mi mangierò il tuo, perché so che gli vuoi bene e anche perché penso non sia neppure commestibile.


Ho preso questo biglietto tutto azzurrato con i colori e pieno di fesserie e l’ho buttato al cesso. E ci ho fatto pure tanta cacca su. Ti sta bene, Alfredo. Tié.

Penso che tutti avranno notato che se avessi usato “feci”, tutto sarebbe stato assai buffo, attraverso una parola altrettanto buffa da piazzare in una frase buffa che parla, appunto, di feci, ma in quel caso specifico sarebbe solo stata a significare effettivamente quello che avreste letto -E ciò che leggete e quello che ci leggete sono cacchi vostri.- Ma bando alle ciance, sto qui tenendo in mano un bicchiere di vetro proveniente da una vecchia serie di altri bicchieri di vetro andati in frantumi, lo tengo appicciato al muro come fosse una gomma rosacea masticata sotto un banco verde scheggiato (i colori sono importanti a definire il grado di appiccicume) e dentro ci tengo un insettino marroncino. Ha le alette tutte trasparenti e due antennine tutte dritte, pure le zampe sono dritte e la capoccia è talmente minuta da non potere essere neppure vista di striscio. Mi ricordo bene di quando stavo giù in cortile a giocare a pallone da solo. Calciavo divertito la palla contro un muro verde-marrone-grigio per la scoscesione intonacale, facendo finta ci fosse seriamente qualcuno pronto a impedirmelo, ma a impedirmelo non c’era proprio un cacchio di nessuno, e questo faceva di me il vincitore incontrastato dei mondiali. Ero bravo al punto che nessun portiere di serie A o altri campionati di spessore poteva effettivamente definirsi capace di parare i tiri che mi inventavo, neppure uno che effettivamente non esisteva. Pensate. Una volta, però, calciando il pallone in modo cammellato e infondo assai scolastico, per poco non presi in pieno un insettino uguale a questo sul muro di casa, e mi dispiaque molto pensare di averlo quasi eliminato in fondo solo a causa della finale di coppa del mondo nello stadio della capitale del paese (sotto casa) del mondo ospitante appunto la coppa del mondo di cui vi sto in effetti parlando. Nessuna creatura della natura merita di essere eliminata senza motiv’o. Questa cosa la penso ancora, ed è per questa ragione che non ammazzerò neppure questo qui. Il fatto è che ora non so come comportarmi. Se non lo ammazzo io mi ammazza lui (forse). Oppure no, boh. Ma tutto può essere in fondo.


Ho appena sentito la porta schiudersi. Si tratta del rientro a casa mia del coinquilino mio. Миo Диo. Adesso penserà che sono pazzo e finirà per approfittarne ancor di più. I bigliettini azzurrati diverranno bigliettini bianchi o post-it più seriosi e pieni di fesserie, ma più serie, stavolt’a. Le pretese si alzeranno, l’asticella si alzerà. E io non sono un atleta domestico capace di saltare le avversità quando un coinquilino alza l’asticella delle pretese! Sta avvicinandosi rapido al salotto, proprio il posto dove sto. Ascolto le suole avvicinarsi a dove sto. Ho una paura matta mò. Sto guardando bene metà della sua faccia che sbuca dall’imboccatura del corridoio. Adesso è tutta fuori, la boccac’cia dentata rosata lurida s’apre e fa:


-ma che cazzo è che stai facendo?-


Ecco, m’ha visto.

Ha visto che in effetti sto tenendo in trappola un insettino marronato sotto un bicchiere di vetro in effetti da una serie di alcuni altri bicchieri che si sono rotti prima e che sono finiti al cesso. -quello non è forse l’ultimo bicchiere della serie?- domanda -sì, è in effetti proprio lui- rispondo. -tutto chiaro- mi fa, e veloce se ne va a far cacca. Aveva sì la bocca tutta all’ingiù, curvata a u, come chi si domanda qualche cosa senza farlo ин эффэтти a parole, ma non lo fa in effetti. Quindi forse mi sono effettivamente salvato. Non trarrà del giovamento di basso livello da ciò che mi ha visto fare. Oppure sì. Forse ancora non me lo vuole dire. Lo farà domani, con un biglietto biancato (oppure uno già bianco di suo dal negozio) con su scritte tante di quelle fesserie che nemmeno le posso pensar tutte. Alla finfine riesco a buttare l’insettino sul fondo del bicchiere senza fargli male, sollevo la tap’parella e lo libero nel mondo.

Che poi sarebbe stato schiacciato, maciullato, arso, mangiato, intossicato dalle nubi mefitiche delle bomb’olette, spezzettato per uno spezzatino fatto pure con altri insettini tutti spezzettati, questo è un altro discorso. Non sarei stato io a fare, orrendament’e, ciò.


Il giorno dopo trovo un biglietto tutto bluato vicino a delle pietanze da consumare per la

colazione delle 12 (difficile credere fosse la cena, vista l’ora)

C’è scritto:

Caro Mario, sappИ che:

  • “Ho comprato una serie di bicchieri tutta nuova, perché come sapra’j, la serie vecchia di bicchieri di vetro s’è quasi tutta scassata.”
  • “Nel caso ti servano altre trappole per insettini marronati.”
  • “Puoi pure buttare l’ultimo bicchiere della serie vecchia al cesso, tanto ora ne abbiamo una nuova di zecca.”
  • “Oppure te la puoi tenere come ricordo, in effetti.”

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