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Una storia di Albert5454

Alzheimer.

A te, che hai perso, ogni cassetto della memoria.

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2 minuti

Pubblicato il 15 novembre 2018 in Altro

Tags: #Alzheimer #amore #anziano #figlio #vita

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A voi, persone fragili dalla memoria oramai “evaporata”. Alzheimer.


Ed ora sono qui in questa stanza dal tempo andato.Son solo, con i pensieri che sono pochi, guardando e riguardando questo cielo ramato. La pendola ogni tanto lancia il suo suono. Ricorda, scandisce il poco tempo che ho. E allora facendo pace con Dio gliene chiedo altro. Gli dico...”dammene, riservamene ancora un po’” Lo so, lo sento, sarà forse tempo sprecato così come mi trovo, così come sto. Ma ti prego è solo quanto ricordo, le ore gli anni il tempo che forse avrò.


Mi pesa questa stanza chiusa ne vedo solo i bianchi muri ma gli occhi parlano, osservano, capiscono questi miei tempi così scuri. Le ore sono lunghe e pesanti. Sai non mi ricordo. Ho solo vuoto e faccio poco. La voce non esce i pensieri cercano il volo
ma restano qui, in loco. Lontani da questo tempo che fugge, che, a volte comprendo
che mi distrugge. In questa stanza il passo come il fiato resta corto. Non scalo più nessun monte, nessuna vetta. Esco poco, nessuna città, nessun porto. Ma tu se vieni a trovarmi ed entri, parla lentamente, cercherò di capirti. Ma senza dirtelo, se non comprendo, a volte ripeto a me stesso non fa niente.


È vuota, mi fa male questa mia mente. Se puoi, se vuoi, stammi ad ascoltare, anche se ti ripeto solo, che son lunghi i giorni a passare. Non portarmi nulla neppure un fiore
entra portami e fammi capire il tuo amore. Fammi capire che sono stato un buon padre
una persona, un uomo corretto. Questo mi darà forza, mi farà sentire sorretto.


Non ho più memoria come se non avessi mai avuto storia. Come se la vita, questi novant'anni, non fossero passati non fossero stati. Ero forte ma ora sono fragile sai. Ma anche se i ricordi sono pochi, sbiaditi e fiochi, ti ho cresciuto e ti ho voluto bene ricordatelo dai. Su sforzati cerca di capirmi, questa mia distanza non sarà mai lontananza. Tu te li ricordi quegli anni ora meglio di me. A volte ti rivedo ancora come un figlio felice, correre , giocare, vicino ed assieme a me.


Per questa fragilità, ti chiedo scusa.Ti chiedo Perdono. Ma ora è così che sono.
E ricorda ancora.. Quando arrivi, non portarmi fiori, ma fammi vedere il tuo amore. Fammi capire che sono stato un buon padre sempre presente, sempre corretto.
Questo mi darà forza, Ho un tremendo bisogno di sentirmi sorretto.
Albert.

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