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Una storia di Jelena

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Lettera alla fidanzata del mio ex

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4 minuti

Pubblicato il 16 ottobre 2018 in Storie d’amore

Tags: #amore #ex #lettera

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Ottobre 2018



Non eri inclusa nei miei piani.

Non avevo mai pensato, nemmeno per un istante, alla tua esistenza.

C'ero solo io, con i miei occhi verdi e le mie insicurezze.

Lo amavo molto di più di quanto lui amasse me, ma credevo che il mio amore sarebbe bastato.

Ero abbastanza forte da amare per due.

Così le mie lacrime, pesanti come sassi, colmavano le voragini provocate dalle sue mancanze, mentre i miei sorrisi facevano da ombrello durante i giorni di tempesta.

Tu non c'eri mai.


Ero io ad intrecciare le mie dita con le sue, a cercare nel suo sguardo un punto debole per cercare di abbattere il muro dietro il quale si trincerava.

Ero sempre io ad aspettarlo nelle notti invernali, quando mi sentivo sola anche dopo il suo arrivo, quando il freddo veniva da dentro e mai dalla strada.

Ma continuavo a bastare, credendo che l'amore possa nascondersi sotto altre forme, che un messaggio ricevuto nel cuore della notte potesse sopperire ai suoi continui giorni di latitanza.

Frasi vuote digitate sulla tastiera del telefono a tempo perso potevano essere abbastanza.

Mi aggrappavo a quei messaggi quando la sua mancanza si faceva più acuta, quando respirare diventava doloroso e la testa cercava disperatamente di ricordare i suoi tratti più fedelmente possibile, di come la curva del suo sorriso facesse impennare il mio umore, di come mi avesse salvato dalla noia di una vita senza stimoli.


Lui è stato il mio colpo di scena, lo stagliarsi inaspettato del mare, un tuono nel silenzio profondo.

Era stato sufficiente il suo ingresso nella mia vita per far sì che non potessi desiderare altro da lui.

Lo ripetevo spesso alla me stessa più egoista, quella che non si accontentava delle presenze ad intermittenza, quella che con voce ferma mi sibilava che mi riteneva più intelligente di così.

Mi ha stravolto l'esistenza, credo sia già troppo, le rispondevo.

Sulla pelle degli altri, sibilava di nuovo.

Non potevo negarlo, avevo lasciato il mio ragazzo storico calpestando la sua felicità , triturandogli il cuore con un cingolato di scuse e recriminazioni, urlandogli in faccia che avrei preferito l'inferno a quel mortorio di storia che avevamo.

Ho sbattuto la porta ponendo fine ad un futuro che avevamo progettato milioni volte.

Disfatto ancor prima di essere creato.


Avevo bisogno di una missione da portare a termine, di sentirmi in grado di salvare qualcuno dalle sue paure e fragilità.

E così ho fatto, ma più amore gli donavo più dolore mi procurava.

Ma nemmeno in questi momenti c'eri.


Non c'erano i tuoi occhi scuri così differenti dai miei, non c'era la tua voce a scandire il suo nome. Non c'eri ma esistevi.

Ed esiste un messaggio con il quale me lo comunica. Non una faccia da prendere a schiaffi, non un'espressione del volto dalla quale sentirmi disgustata, un solo e dilaniante messaggio.

Io e te coesistevamo nella sua vita, a tuo vantaggio il fatto che eri consapevole della mia esistenza.

Ma non ti ci vedo a fare pressioni per spingerlo ad una scelta, a dire - o lei o me - in una sera in cui ti disdice improvvisamente l'appuntamento per il quale avevi cambiato vestito tre volte.

Eri ben consapevole che eri la sua decisione.

Il piccone che ha sgretolato il suo muro al primo sguardo.


Ho odiato te, lui e la vostra nuova felicità. I vostri baci sotto al portone di casa tua, quelli che ho immaginato potesse darti prima di lasciarti andare a dormire. Ho odiato il fatto che tu sia più grande di me e più grande di lui, mi sono sentita insignificante come mai prima.

E poi ho visto una vostra foto, postata ovunque, quasi senza rispetto, senza tatto, sbattuta in faccia ai miei sentimenti.

Non ho potuto evitare di notare la tua bellezza, mediterranea e disordinata, completamente diversa dalla mia, nordica e composta.

Fuoco e ghiaccio.

Chi avrà la meglio sull'altro?


Devi ammettere che, però, sono stata molto brava. Sono sparita dalla sua vita alla velocità della luce, niente chiamate nel cuore della notte, niente appostamenti sotto casa, nessun messaggio minatorio.

Ho consumato il mio dolore in silenzio, lontano dalla vostra esistenza, lontano da tutto ciò che mi provocava nausea.

Sono stata coerente persino quel giorno in cui l'ho trovato sotto casa mia, mentre mi chiedeva scusa, mentre cercava una spalla amica a cui confidare i vostri primi problemi, gli augurato ogni bene con un sorriso smagliante e l'ho rimandato da te.

Non sono più esistita.


Se fossi mia amica ti direi di scappare il più lontano possibile da quest'uomo, di non credere a ciò che dice, di non avere la superbia di pensare che sia tu a farlo finalmente cambiare.

E' lui che cambia te.

Forse mi sbaglio, forse il vostro è un amore sereno, vi porterà lontano mano nella mano.

Non eri inclusa nei miei piani, ma nei suoi.

Non devi esistere per me, ma per lui.


Ti auguro l'amore più sincero che possa desiderare, ma anche amici fedeli ai quali bagnare di lacrime le magliette.

Ti auguro il meglio con o senza di lui.



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