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Una storia di Dolly

Speranze...infrante

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3 minuti

Pubblicato il 01 marzo 2019 in Storie d’amore

Tags: #gay #passione #amore

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‘Perché sei triste?’ gli chiede Claire. ‘E’ tutto così difficile’ risponde.

Quel giorno era andato a scuola. A metà mattinata, per ricreazione, decide di andare a comprare un panino al bar.
Non appena attraversa la porta si rende conto di quante altre persone abbiano avuto la sua stessa idea. Il locale è pieno, e la coda per comprare i panini lunghissima. Aspetta il suo turno e intanto si guarda intorno. Tutti quelli che vede sono venuti lì insieme a qualcun altro, e parlano. Le voci si sovrappongono, nessuna che domina sulle altre , tutte pari, e insieme creano un rumore indistinto, che riempie il locale.
Non appena guarda davanti a sé il suo sguardo viene catturato .
Un ragazzo, con i capelli biondi, viso dolce ed espressione tranquilla sta in piedi dietro al bancone. E’ nuovo, è la prima volta che lo vede.
Lo osserva, lo sguardo si posa sui suoi occhi e lì rimane, per qualche secondo, e poi, molto lentamente, scende sul naso e infine sulla bocca. Tutto avviene in pochissimi istanti, ma a lui sembra che il tempo si sia fermato per permettergli di assaporare ogni particolare di quell'esperienza.

Non vuole smettere di guardarlo, quasi per paura che se distogliesse lo sguardo si sveglierebbe da quel sogno, e non avrebbe più la possibilità di rivederlo.
Osserva come le sue mani abili cercano di preparare i panini il più velocemente possibile, con energia. È esperto, nel suo lavoro
Così, a poco a poco, le persone vengono servite, e la distanza tra loro si accorcia. A un certo punto i loro sguardi si incrociano, e il ragazzo al bancone accenna un sorriso, distrattamente, di fretta, senza darci troppa importanza , ma lui non può che vederlo come una conferma delle sue speranze .
‘Wow, mi ha sorriso’, pensa, abbassando per un attimo lo sguardo.
Ancora una persona viene servita.
Improvvisamente, ritorna alla realtà. Si rende conto che è quasi il suo turno, e che non ha ancora deciso quale panino ordinare. Si era distratto, ha pensato solo a costruire castelli, e a metterci dentro i frutti della sua immaginazione.
Comincia a respirare in maniera sempre più agitata. Non riesce a guardare il ragazzo al bancone.
‘Prendo lo stesso dell'ultima volta’, pensa, e cerca nervosamente i soldi nel portafoglio. Le mani sono già sudate. ‘Dannazione’ dice sottovoce quando una moneta cade a terra. Nessuno reagisce, nessuno se ne accorge.
Si abbassa, e la raccoglie. Cerca di riprendere la calma.
Intorno a lui le persone non sanno quello che sta provando, sono assorte nelle loro conversazioni, ignare delle storie che ha creato nella sua testa.
Gli è difficile mettere a tacere tutte quelle emozioni. Sono emozioni nate dalla sua immaginazione, dalla sua abilità di creare storie che ruotano intorno ad altri, e di viverle con loro.
Sente qualcuno dire ‘Grazie’. La persona davanti a lui viene servita.
Finalmente è il suo turno. Si trova davanti al ragazzo delle sue storie, protagonista di una vicenda mai accaduta e che mai accadrà. Ma lui aveva costruito tutto perfettamente, tutto era nato da quel sorriso, e su quello aveva realizzato il resto. Deve dire quale panino prendere, è l’unica cosa che deve fare, è l’unica cosa che gli altri si aspettano da lui. Ma non riesce a portare a termine questo semplice compito, dalla sua bocca non esce alcun suono, si guardano negli occhi, abbassa lo sguardo…e capisce.
Capisce che non avrebbe dovuto sperare, che tutti i castelli che ha costruito sono stati buttati giù dal vento. Prova sempre a sperare che sia come crede, e solo troppo tardi si rende conto che non avrebbe dovuto aggrapparsi a quelle speranze.
Non prende nulla, si allontana velocemente, corre, cerca di scappare da quella rivelazione, il più lontano possibile. Ci casca sempre, si lascia sempre ingannare, e adesso non gli resta altro che la delusione di chi si appiglia alle fantasie per restare in piedi, e crolla a terra, distrutto, quando ritorna alla realtà.


Claire non capiva cosa volesse dire, e lo guarda con sguardo confuso. Ma lui non ha voglia di spiegare, non ha mai voglia di spiegare e le fa cenno di andare.

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