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Una storia di

Incontri Ravvicinati

minuti

Pubblicato il 29 luglio 2021 in Humor

Tags: #bosco #diario #insetti #paura #viaggi

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Sono in un bosco, sto tornando alla macchina.

Diversi insetti hanno punto il mio corpo ovunque e, oltretutto, nonostante abbia passato tutta l’infanzia e l’adolescenza a fare trekking, continuo a scordare una delle regole base ovvero coprirsi il più possibile, quando si va in giro nei boschi, proprio per difendersi dagli insetti!!!

Mentre mi avvicino a Nikoletta (la mia auto), guardando i 3 ponfi che adornano il mio gomito destro, una vespa mi assale.

Inizia a girarmi attorno al viso!!!

La scaccio con versi e movimenti da delirium tremens: se ne va senza discutere.

Salgo in macchina.

Appoggio la mia borsina sul sedile del passeggero.

Mi metto la cintura di sicurezza.

Accendo, metto in Drive, disattivo il rumore sintetico del motore e sto per lasciare il freno...E LA VESPA APPARE DAL NULLA E MI ASSALE NUOVAMENTE!!!!

Caccio un urlo acutissimo che, nonostante in parte venga attutito poiché mi trovo all’interno di una vettura chiusa, probabilmente viene udito in modo piuttosto chiaro entro un raggio di 3.5km.

Afferro la maniglia della portiera con la sinistra mentre mi sgancio la cintura con la destra e salto via dalla macchina. Mi lancio fuori con un balzo che nemmeno il più agile ed allenato dei felini potrebbe mai eguagliare!!!

Maledetta vespa: dove cazzo si era nascosta?? Non l’ho sentita entrare, cazzo!!!

La domanda che si materializza nella mia testa è piuttosto semplice: -E adesso che cazzo faccio???-

Una vocina suggerisce: -Dai fuoco alla macchina: ormai è inutilizzabile!!-

-Ma scherzi??? Non ha ancora 8 mesi!!!!! E poi sono in mezzo al nulla: come ci tornerei a casa!!-

-Raggiungi la Provinciale e fai l’autostop!!!-


Non do ascolto alla vocetta e, dopo una trentina di secondi, mi faccio coraggio ed ispeziono “Nikoletta”: spalanco tutti e 4 gli sportelli e pure il portellone del baule.

Perquisisco l’abitacolo a fondo, addirittura illuminando sotto ai sedili con la torcia del telefono!!!

Dopo la perlustrazione (condotta con ansia via via crescente al punto da tramutarsi in terrore, va detto), e considerando che ho lasciato lo sportello anteriore sinistro spalancato dopo la mia fuga, mi dico che la vespa stavolta è davvero andata via.

E’ per forza andata via: l’avrei trovata!!! Nemmeno la Finanza perquisisce così bene le macchine, cazzo!!!!

Mi avvicino con circospezione e do’ alcune ultime occhiate all’interno della mia “puttanella elettrica”, mentre via via chiudo gli sportelli.

Faccio ondeggiare la vettura: se la vespa si fosse posata da qualche parte all’interno e fosse riuscita a sfuggire alla mia perquisa, col dondolio di certo decollerebbe!

NIENTE: LA VESPA DAVVERO NON E’ PIU’ IN MACCHINA.

Salgo.

Appoggio il telefono sul sedile del passeggero.

Chiudo la portiera.

Mi metto la cintura di sicurezza.

Accendo.

Disattivo il rumore artificiale del motore.

Metto in Drive, tolgo il piede dal freno…

LA VESPA SBUCA FUORI DA SOTTO IL MIO SEDILE, E MI VOLA IN FACCIA!!!!

Lo so che non ci credete, ma giuro che è così!!!

E’ una scena assurda: sollevo il piede dal freno e la vespa sbuca fuori da sotto al mio sedile, volando rapidamente verso il mio viso!!! ALLORA LO FAI APPOSTA, STRONZA!!! LO FAI DAVVERO APPOSTA!!!!

Mi sento mia cugella (cugina-sorella), a cui da tutta la vita capitano di continuo simili scene con api e vespe...E ADDIRITTURA PASSEROTTI (è impressa nella storia dell’Umanità la disavventura di mia cugina attaccata in bagno, mentre stava facendo pipì, da un passerotto disorientato!!!).

Slaccio la cintura, mi lancio nuovamente fuori dalla mia Volkswagen e stavolta urlo una coloritissima bestemmia.

Le bestemmie diventano due, poi 3 e pure 4, perché la vespa decide di seguirmi e mi vola intorno.

Probabilmente mi sta pure perculando nella sua lingua, ma non posso capire di preciso cosa mi stia dicendo e in che modo mi stia apostrofando.

L’ira si impadronisce di me e colpisco a mano aperta la vespa con tutta la forza che possiedo, e pure molta di più: la vedo precipitare a terra e riprendere quota un attimo prima di toccare il suolo, per poi andarsene via.

Finalmente posso andare via anche se, non vi nascondo, quando ho mollato il piede dal freno e Nikoletta ha iniziato a smuoversi ho provato un brivido e ho seriamente pensato che la vespa sarebbe spuntata ancora una volta dal nulla!


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