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Una storia di Albert5454

Di pazienza...

Eppure le amo le tue strane domande.

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5 minuti

Pubblicato il 01 febbraio 2019 in Altro

Tags: #bar #pazienza #piazza #Tu #vita

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Davvero tiepido questo pomeriggio che sembra per corpo e spirito, creare ossigeno migliore da respirare a pieni polmoni. L` esterno del bar con i suoi impeccabili tavolini raccoglie un brulicare di gente, io noto che vicino allo spigolo più lontano uno resta ancora libero così lo raggiungo e mi ci siedo. La piazza seppure conosciuta ha sempre quel suo fascino dolce

forse, perché ha saputo con il tempo unire il nuovo e l’antico. Anche il suo nome

”Indipendenza” profuma di tempo andato e anche la vista riesce a carpire molto del periodo napoleonico. Possiede un nome ricco in significato questa piazza, un nome che riporta storia costruita in battaglie per la libertà. Un nome caro ed antico come L’ obelisco che la adorna immobile e sempre uguale.Un marmo a cui siamo tutti riconoscenti e che sembra proteggere ogni cittadino nostro. Una stele che resta e resterà li ad aspettare lo scorrere delle stagioni così lontano dal correre della vita. Ancora oggi, l’ osservarlo riesce come sempre ad instillarmi calma.


Il caffè ordinato arriva ed a breve giungerai anche Tu amica mia. Sono curioso e racchiudo in me il piacere di ritrovarti, rivederti. Alzo lo sguardo e la in fondo sbuchi dal viottolo. Nella penombra che lancia la parete guardo il tuo passo ancora leggero. Il taglio nuovo dei capelli rischiara ancor più il tuo viso. Avanzi e riconosco il tuo giocherellare con le chiavi dell’auto. Un dettaglio tutto tuo che ancora intenerisce questo mio osservarti e sa di certo amplificare un bel senso Te.


Ci si racconta. Mi parli dei laboratori di ora. Sembri infiammarti nel tono dicendomi quanto ancora ami questo lavoro. Non sei mai cambiata, sei sempre Tu, quella che ricordo e stimo. Ancora la stessa anche dentro dura e determinata. A volte so che indossi una maschera affinché si oscuri quella fragilità che comunque io conosco. Ti guardo. Qualche segno sul viso è la giusta traccia del tempo che vola. Vorrei dirti che comunque, l` incedere del tempo, non riesce ancora ad offuscare la tua bellezza. Sono convinto come anni fa che il tuo fascino giunge sempre dal tuo animo e dallo stile innato che hai. Sembro distratto a volte ma è solo per osservarti un po` di soppiatto sfuggendo a quel tuo sguardo un po` inquisitore. Quasi come ai tempi del laboratorio quando qualche cosa non funzionava e tu ridevi della mia calma. Sempre al mio fianco allora, sempre stupita da quel mio instancabile trovare soluzioni.


Noto un tuo nervosismo nei gesti. Hai una insistenza strana ora nel guardarmi. Sembri in conflitto con te stessa pronta a cercare aiuto, a strapparmi un pensiero, un` idea un semplice consiglio.

Così all’improvviso, mentre togli gli occhiali scuri, mi chiedi. “Conte, cosa è la pazienza?".

”Mi spiazzi per fortuna il caffè lo ho bevuto, mi sarebbe rimasto in gola. Si perché so a quanto tieni a ciò che ti dirò. Prendo fiato riallungando lo sguardo sull’obelisco.

Poi provo a raccogliere e dare un senso ai miei pensieri.


La pazienza... la pazienza... Sai, è difficile descriverla, analizzarla oppure misurarla. Resta solo il fatto che è in noi e che nasce con noi. Ci accompagna ovunque volenti o nolenti. Non la puoi cercare in nessuna biblioteca per capirla e comprenderla. Non possiamo distruggerla né allontanarla dobbiamo solo accettarla e conviverci. Poi come sai la pazienza è varia come lo é la sua percezione. Racchiude in sé le sue molte sfumature e te le propone e proporrà sempre nei tempi della vita. A volte sembra sfuggente e breve, a volte sa apparire lunga quasi infinita. Se la osservi bene ti appare sempre pronta a lottare con Te. No sai, non lotta con le giornate i mesi o gli anni, ma sempre sarà in lotta solo con te, con il tuo di tempo.


Di tanto in tanto sembra accettabile ma in alcuni momenti invece fornitrice di disagio e seminatrice di rabbia. Vedi vi è quella semplice che agita per una piccola cosa, magari per un semaforo rosso. Poi vi è quella terribile, quella dura conosciuta in ospedale durante un ricovero. Si può a volte conoscere la pazienza pesante che sembra quasi una strana sorella e ti accompagna nelle malattie con evolvere incerto, quella cattiva, che sembra impedirti il vivere.


Strana cosa la pazienza, quando sembra giocare con noi per il postino che non arriva o quando un messaggio non ha risposta. Sa invece dare calma nelle case dove i silenzi risultano ampliati da amori stanchi.Ricorda, la pazienza sa seminare le anime e le attese che a volte non risultano inutili. Bisogna impararla, saperla accettare. Sapere darle il giusto peso secondo le circostanze. Non possiamo cacciarla o nasconderla, quindi cerca di accettarla di sapere che è in noi e che ci seguirà per la vita intera. Vedi questa piazza è immobile li ad osservare quanto qui scorre. La pazienza è un po` cosi. Resta silente in noi, rintanata in noi. Lei come una strana giocoliera ci osserva e dal suo letargo uscirà all’occorrenza. Non per farci dispetto ma per dirci semplicemente che la vita non è solo corsa.


Ascoltala Stella, sembra dirti: “Negli attimi di pazienza brevi vuota solo la mente e vedrai che la rabbia scemerà". Comprendila quando sembra sussurrarti e vedrai, che nei tempi di pazienza lunga imparerai ad ascoltarti. Amala e saprai accettare una guarigione lunga e tardiva. Vuole insegnarti a dare tempo ad un amore che sta scemando o nascendo. La pazienza ti assisterà ad attendere che crescano i tuoi figli.


Ti leggo sul volto che vorresti dirmi:

“Sai la pazienza sembra barbosa”. Non è cosi… Prova a crederci Stella.

Mi guardi, sorridi e mi dici:

“Riesci sempre a dirmi il giusto, a buttarmi addosso speranza, non cambiare mai”

Ne rido mentre cerco di non osservare quegli occhi chiari arrossati, ed aggiungo:

“ E con lui abbi pazienza…” Capisci che ho capito… La risata unita lo conferma.

“Ancora un caffè?” “No dai è tempo di un prosecco”.

Ora ti riconosco. So che stai meglio e ne sono felice. Albert.


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