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Una storia di CristianDong

BREVI ESPERIENZE DI UN EX UNIVERSITARIO

L’inizio della rovina

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3 minuti

Pubblicato il 12 febbraio 2020 in Didattica

Tags: #Esperienza #sbagli #universit

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Ho smesso l’università durante il secondo anno. Frequentavo ingegneria informatica. Una facoltà pressoché difficile ma non impossibile. Perché ho smesso dunque mi chiederete. Non mi piaceva l’ambiente scolastico.


Ogni giorno dovevamo andare in un’aula prefissata in un’ora prefissata ad ascoltare un tizio/a ripetere meccanicamente la propria materia di insegnamento, o leggere, con voce monotona, le proprie slide, preparate chissà quando da chissà chi.


Noi non avevamo la minima idea di chi fosse il tizio messo lì ad insegnarci la materia assegnatagli e il tizio non aveva la minima idea di chi fossimo noi.


L’unica materia interessante era informatica pratica. L’insegnate era simpatico. Peccato che non sapevo fare niente della sua materia, per cui mi vergognavo a chiedergli spiegazioni. La mia vergogna era alimentata inoltre da tutti gli altri studenti del corso: mi davano l’aria di chi ne sapeva tanto. Parlando con i miei vicini di banco scoprii che quasi tutti venivano da studi tecnici informatici. Maledii il giorno in cui optai per il liceo scientifico come scuola secondaria di secondo grado.


Esisteva un altro motivo per il quale mi vergognavo. Non avevo studiato le slide di informatica teorica. La tizia era una di quelle che leggevano le proprie slide e basta. Letteralmente basta. Ad ogni domanda che le ponevi ti rimandava al professore di informatica pratica con un semplice “lo vedrai meglio in laboratorio” oppure con “Dopo ti spiego meglio” (Un dopo che non arrivava mai).

Però il giorno in cui ho preso in mano quelle slide posso dire che erano effettivamente chiare a loro modo: solo con l’abbinamento ad una pratica adeguata avevano senso.


Primo esame. Analisi 1. Un trauma. Presi 0 su 14. Era un semplice esame a crocette con una domanda in cui si richiedeva di fare vedere i passaggi svolti. Inoltre l’esame ti permetteva di usare tutti gli appunti e materiali che ti portavi da casa.


La tizia assegnava 2 punti per ogni risposta corretta e toglieva un punto per ogni risposta sbagliata.


Tutte le mie convinzioni cedettero. Non capivo. Il liceo avrebbe dovuto prepararmi al meglio in queste materie. Invece non riconoscevo più la materia, un tempo tanto amata.


Non mi diedi per vinto. Fu l’inizio della mia rovina. Mi impuntai su questa materia e durante tutto il tempo dedicato agli esami mi preparai solo per questa materia. Arrivò il giorno in cui passai con gioia la prima parte.


Presi 9 su 14. Ero felicissimo. Incominciai subito a ripassare per la seconda parte dell’esame: la parte teorica. Non sono mai stato bravo a memorizzare definizioni e dimostrazioni, ma l’esame richiedeva ciò. Erano solo 2 quaderni pieni solo di definizioni, da memorizzare pari e avresti passato l’esame, semplice.


Una cosa mi hanno sempre continuato a ripetere durante tutta la mia carriera scolastica, non imparare a memoria. Capire ciò che c’è scritto e ripetere ad alta voce con le tue parole mi avevano detto. Cazzate.

Vi spiego il problema di questo punto.

Leggi un testo.

Comprendi il testo.

Ti sembra di aver capito.

Stravolgi il significato del testo.

Ripeti.

Hai memorizzato una cazzata.

La ripeti all’esaminatore.

Ti valuta come insufficiente.

Giornate buttate.


Stessa cosa per la storia di studiare sugli appunti. Sbagli un appunto ed è finita.


Tre giorni dopo. Seconda parte dell’esame. Non passai l’esame. È un esame semplice. 3 domande. 7 punti per domanda, meno 3 se non rispondi o sbagli la domanda.

Ti chiede semplicemente TUTTO in un’ora. Scrivere una definizione dietro l’altra con dimostrazione se richiesto.


Durante l’esame mi scordai quasi tutto. Vuoto. Mi ricordavo solo dei pezzi di definizione qua e là. Improvvisai usando parole mie per rispondere.

Buttai la mia prima sessione di esami per una materia.


Mi convinsi che non sarà lo stesso per la prossima sessione.

Non c’è cosa più pericolosa dell’autoconvinzione.


Prima lezione di informatica 2 teorica. Professore bravissimo, nulla a che fare con la tizia del trimestre scorso. Inizia la lezione dicendo “Immagino che tutti voi abbiate passato l’esame di informatica, perché ciò che vi sto per raccontare sarà strettamente collegato a ciò che avete acquisito grazie a quella materia…”


OK. Lascio indietro questa materia e la recupero più avanti, quando avrò passato informatica 1.


Ciao.


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