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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7

I 7 - parte 12

67 visualizzazioni

10 minuti

Pubblicato il 15 marzo 2020 in Avventura

Tags: #fantascienza #fumetti #giovani #mutanti #poteri

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Naima, la moglie di Fabio il Curandero, entrò in casa bella felice ed esclamò: -Amor, estamos de vuelta!!!!-.

Il Sardo e il curandero in quel momento si trovavano seduti sul grande divano angolare del salotto, coperto da teli di plastica come tutto il resto del mobilio ed il pavimento della stanza, per evitare che si rovinassero con il lavoro di restauro di quella scrivania in bambù che faceva bella mostra di sé in mezzo a quell’atmosfera a metà tra il post apocalittico ed il film di fantasmi…

-Cazzo, ci ho pensato pure io! Perché i mobili coperti fanno correre la mente subito ad una vecchia magione infestata da fantasmi?- Vì, ti prego...non ricominciare: tu non sarai presente neppure in questo episodio! -Neppure qui? Ma tu hai problemi seri!! Che ti ho fatto???- una valanga di cose, ma non è per quello...dai, tranzollina, per piacere, ok? -Fottiti!! Confinata in una stanza di cemento armato e manco mi fai buttare lì un pensiero...- lo hai appena fatto; anzi ne hai espressi diversi! Basta, per favore! Ok...so che vuoi dirlo ed è un vecchio tormentone che piace tanto anche a me quindi fallo, su…

-TI TORNERÀ’ TUTTO INDIETRO COME UN BOOMERANG!!!- perfetto, brava bravissima.


A sto punto possiamo tornare a noi, anzi al Sardo ed a Fabio. Quando Naima entrò il teleporta dei 7 stava giusto per dire all’amico che cosa avrebbe dovuto fare per aiutarlo ma, naturalmente, si bloccò. Per essere precisi non si bloccò quando sentì la chiave infilarsi nella serratura, la porta che si apriva e neppure quando la moglie del curandero si rivolse al marito dicendo che lei ed il figlio erano tornati a casa…

Il Sardo rimase di sasso non appena poté vedere per bene la giovane donna e pure lei restò come momentaneamente paralizzata appena si rese conto che sul divano, accanto al suo bel maritino dalla testa pelata, si trovava quel ragazzo elegante dall’aria vagamente inquietante.

Lui continuò a squadrare lei con l’espressione più stupefatta che mai fosse apparsa su quella faccia e poi, ripresosi da quello strano ed inaspettato shock, appoggiò il bicchiere con l’amaro (che il padrone di casa aveva servito lui qualche attimo prima) per terra e, dopo una svapata, mormorò “non ci posso credere” e lo ripeté per altre due volte.

Naima , pur essendo Argentina, di ispanico non aveva proprio granché: era piuttosto alta (oltre 175cm), di pelle bianchissima, capelli di un bel biondo vaniglia ed occhi azzurrissimi. In realtà di ispanico non aveva niente, ma qualcosa di Argentino sì visto che l’8% della popolazione è di origine tedesca (e il 62.5% di origine italica...così per snocciolare un dato).

Entrò di corsa anche Dagoberto, coi suoi ricciolini biondastri e la faccina da autentico peperino e, lasciato cadere a terra il suo zaino, corse a lanciarsi sul padre.

La giovane donna fulminò il Sardo con uno sguardo e lui comprese che significava “non dire nulla finché lui è qui”, così quello bisbigliò un quasi impercettibile “il piccolo non sa niente?” e Fabio rispose “ovviamente no” e usò solo il labiale per aggiungere che comprendeva benissimo l’Italiano.

Il giovane uomo sempre accompagnato dalla fedele sigaretta elettronica squadrò quel vecchio zaino che era un Invicta “Jolly” dei primi anni ‘80 del secolo precedente ed aveva coperchio e tasca inferiore gialli, corpo blu scuro e spallacci, cerniere e cordini celesti: un tempo erano di moda in Italia e, nonostante l’età, data la robustezza ce n’erano ancora tanti in giro… Si disse che quello di certo aveva accompagnato Fabio per chissà quanti anni di scuola, e poi lo avesse passato al figlio.

Naima si “riavviò” sul serio (sembrava davvero essere andata in crash dopo aver visto il Sardo), raggiunse il divano, baciò Fabio sulle labbra e accarezzò Dago sulla testa ricciolosa per poi dirgli: -Ehm...mi amor, vete a jugar al jardín, que luego te bañas y haces los deberes, ok?-.

Dago scese dal divano e osservò il Sardo per poi domandare con tono acutissimo: -Y vos quien eres???- -Soy amigo de tus padres...- -Pero nunca te he visto!- -Oddio...beh...tu no naciste...- -Oh! Tu sei italiano??? Come mi papa?????- -Sì...-

Naima invogliò (anche un po’ bruscamente) nuovamente il figlio ad uscire e, non appena sparì nel giardino sul retro, il Sardo sbottò: -E così non sei umana neppure te!!!! Porca troia!! Assurdo!!!!!!!-

-E in base a cosa lo dici?????- ribattè lei, che parlava un italiano praticamente perfetto (lei e Fabio, come già vi ho menzionato, si erano conosciuti proprio nel Belpaese).

Il Sardo rispose che erano passati oltre 10 anni dall’ultima volta che l’aveva vista e non era invecchiata neppure di un secondo: naturalmente è impossibile che un essere umano, o almeno un essere umano “normale”, non invecchi!

Fabio annuì e ammise rapidamente, guardandolo negli occhi: -Certo: Naima è come noi...- e subito il Sardo bevve in un sorso tutto il bicchiere di amaro (era una quantità davvero spropositata) per poi tirarlo a sè e allarmarsi assai: -E quindi Dago?????? E’ DAVVERO VOSTRO FIGLIO?????-.

Fecero tutti e due segno di sì con la testa e il Sardo sbiancò. Non esagero: sbiancò sul serio: si fece pallidissimo e scosse il capo per poi sentenziare: -Ok, ok...ok...sono il primo con la convinzione che paternità e maternità non debbano essere per forza genetiche per definirle tali...-

Fabio mise lui una mano sulla spalla: -E’ nostro figlio: mio e suo… Non ti farò vedere il video del parto di Naima, ma ti giuro che è realmente nostro figlio, concepito coi metodi “tradizionali” e venuto alla luce in modo del tutto naturale...-

Il Sardo guardò Naima che annuì un po’ imbarazzata, si voltò verso Fabio che gli sorrise e poi borbottò con voce tremante e stupefatta: -Ma noi...noi...noi non possiamo riprodurci: ci hanno fatti sterili per evitare che diventassimo troppi...-


Fu Naima a rispondere, togliendo di mano al marito il suo bicchiere di amaro e bevendolo lei per poi ribattere: -VI hanno fatti...a voi, perchè Fabio ed io siamo ORIGINALI-

-Noi abbiamo due “originali” nel gruppo, ma sono sterili...-

-Ma noi non siamo mai stati “al servizio” di qualcuno, nè abbiamo mai frequentato quei simpatici posti dove rendevano sterili anche gli originali: niente Fuling o Harbin, niente Semipalatinsk o Astana per noi, niente Monte Conero o Poveglia, niente Socorro o Charlotte...-

-Lublin...-

-Lublin?-

-Sì Lublin, in Polonia: anche lì c’è un “centro”…- -No, niente Lublin...-


Il Sardo raggiunse il mobile bar teletrasportandovisi, nonostante fosse a massimo 5 metri di distanza da dove si trovava: quando era particolarmente sotto stress o sovraeccitato gli capitava di muoversi così e nemmeno se ne rendeva conto infatti, non appena ebbe riempito nuovamente il bicchiere con quell’amaro italiano, scomparve e apparì istantaneamente in piedi davanti a Naima, ad un millimetro da lei. Le punte dei loro nasi quasi si toccavano.

-Avete idea...- mormorò come se fosse sicuro che qualcuno stesse ad ascoltarli -Avete idea di che cosa significa questo? E’ la notizia più incredibile della nostra storia!!! Questo CAMBIA la storia!!! CAMBIA TUTTO!! Vi rendete conto di quanto sia importante la vostra famiglia per quelli come noi?????-

I due coniugi non avevano espressioni convinte ma, al contrario, si rabbuiarono entrambi nel sentire quelle parole.

Il Sardo, apparendo continuamente prima davanti a Naima e poi davanti a Fabio, era in preda alla frenesia: -Cazzo cazzo cazzo cazzo!!!!! Finalmente abbiamo la prova che possiamo riprodurci anche noi...o almeno qualcuno di noi!!!! Ma...ma Dago è ovviamente come noi, no?-


Fabio rispose che il giovane Dagoberto non aveva ancora manifestato alcun potere o capacità “particolare”, ma era impossibile che da due come loro nascesse un semplice Umano; poi domandò: -L’ultima volta che hai visto Naima Dago ancora non c’era...di persona non lo hai mai visto fino ad ora, ma hai sempre saputo che era nato… Sapevi che io e lei avevamo un figlio!!! Non capisco...credevo che tu avessi compreso la situazione da subito!-

-Fin quando non ho rivisto Naima esattamente com’era 10 anni fa la pensavo umana! Mi hai detto che avevate avuto un figlio ed ho pensato che en volevate così tanto uno e, per ovviare alla tua sterilità, avevate risolto: fecondazione eterologa, adozione, un suo vecchio amico che la mette incinta per farvi un favore...che ne so io! Non è che ci frequentiamo spesso: non so niente di voi, alla fine! Non ho mai minimamente pensato che anche Naima fosse una “originale” e comunque, anche se lo avessi saputo, avrei dato per scontato che Dago non fosse vostro figlio biologico!!! Comunque...-

Il Sardo si fregò le mani. Si teletrasportò istantaneamente alla finestra che dava sul cortile posteriore e guardò cosa stava facendo il piccolo, per poi sparire e riapparire seduto sul divano accanto al curandero. Tutti quei piccoli boom sonici stavano dando molto fastidio alle orecchie dei due coniugi ed il Curandero glielo spiegò e lo invitò a calmarsi. Palesemente su di giri, il Sardo fece 3 tiri in rapidissima sequenza dalla sua sigaretta elettronica e parve calmarsi perchè la velocità della sua parlata rallentò fino a tornare “umana”: -Avete ragione: chiedo scusa per il mio comportamento, ma è tutta la vita che sta cosa del fatto che noi siamo tutti sterili è una certezza incrollabile, e ora scopro che la vostra famigliola felice è composta da 3 “originali”...anzi, a proposito di questo mi sa che ho proprio bisogno di un altro bicchier...-

-Niente teletrasporto: vattelo a riempire normalmente, alzandoti da qui e camminando!!!!- lo invitò Fabio, che possedeva un tono di voce davvero rassicurante.

Il teleporta nonchè telecineta fece volteggiare la bottiglia di amaro fino alla sua mano e, dopo un “perchè non lo hai fatto subito, coglione?” che gli rivolse il farmacista col potere di resuscitare e riparare ogni essere vivente deceduto, gridò: -Dovete venire tutti con me...non solo Fabio!-

-Coooosa?????- fece Naima, già sulla difensiva

-Il Capo deve vedervi...e non posso lasciarvi qui: è troppo pericoloso per voi!!!-

Il Curandero affermò che nessuno mai li avrebbe trovati lì e che avevano vissuto le loro vite in modo del tutto normale e come dei normalissimi Sapiens Sapiens, senza mai utilizzare a proprio vantaggio i poteri di cui erano dotati e quindi non dando mai nell’occhio e non destando il minimo sospetto.

-Siete al sicuro qui???- li canzonò il teleporta -A Bariloche???? Credete di esservi rifugiati in un posto dimenticato da Dio? Ma vi rendete conto di quanto questo posto sia conosciuto? Qui c’erano valanghe di Nazisti ed il Project Huemul, Dio Santo!!! MA COME L’AVETE???? Chi di dovere prima o poi si accorgerà di voi...se non lo ha già fatto! DOVETE VENIRE CON ME, SENZA DISCUTERE!-


Naima fece apparire sulla sua mano sinistra una sfera semitrasparente di tonalità purpurea e la lanciò contro il Sardo: colpendolo si ingrandì, lo inglobò e lui si ritrovò a fluttuarci dentro.

Provò a teletrasportarsi via da lì, ma fu tutto inutile: -Fighissimo: un campo energetico che blocca i poteri!!! Una dote non da poco...però ora potresti anche farmi uscire...-

Naima, avvicinandosi alla sfera, ghignò: -Ascoltami bene, esperimento mal riuscito: abbiamo vissuto le nostre vite in modo del tutto tranquillo e siamo riusciti benissimo a stare fuori dagli assurdi progetti Russi, Americani e Cinesi che riguardavano gli individui come noi...-

-Fino ad ora...AHHHHH!!!!!!!!-

Il grido di dolore del Sardo fu causato da una violenta contrazione della campo di energia, comandato dalla biondissima argentina stringendo il pugno sinistro.

-Per quanto mi riguarda ti vedo pericoloso esattamente come la gente che gestisce quei “campi” che abbiamo nominato prima, specie perché adesso sei a conoscenza del nostro segreto e, a differenza di mio marito che, è risaputo, è una persona esageratamente buona e ripone sempre troppa fiducia nel prossimo...beh...diciamo che io sono più “realista” e più risolutiva...-

-Vuoi uccidermi? Vai tranquilla, che poi Fabio mi resuscita!!! AHHHH!!! Porca troia: fai parecchio male...fai parecchio male, cazzo!!!!!-

Naima aveva uno sguardo assassino davvero preoccupante, ma la cosa che iniziò ad allarmare il Sardo fu che Fabio non sembrava avere intenzione di fare qualcosa...

CONTINUA...


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