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Una storia di Balarm

Panormo e l'oro dei Normanni

Tassello dopo tassello una storia di convivenza tra Musulmani e Cristiani

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Pubblicato il 18 marzo 2019 in Didattica

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PANORMO

DA CAPITALE ARABA A CAPITALE NORMANNA


La conquista della Sicilia è stata iniziata nel 1061 da Roberto il Guiscardo ed è stata portata al termine nell’arco di trent’anni dal fratello Ruggero I, che alla fine dell’impresa fu denominato perciò “Gran Conte di Sicilia” e permise l’unificazione della Sicilia con tutte le regioni della penisola poste a sud delle terre papali. Protagonista di questa unificazione fu Ruggero II, figlio del Gran Conte, che divenne re di Sicilia.

Capitale di tutto il Mezzogiorno divenne allora Panormo, la città che la dominazione musulmana aveva trasformato non solo in un grande centro urbano, ma anche in un efficiente centro amministrativo.

Uno dei primi eventi dopo la presa della città fu la cerimonia di riconsacrazione della cattedrale, che era stata prima chiesa cristiana, poi moschea. Ora tornava nuovamente al culto cristiano con il vescovo greco Nicodemo. Fu questo l’atto formale e simbolico di un nuovo corso, in cui il bagaglio culturale avanzatissimo dei vinti passò ai vincitori. Nello Stato, che prima fu contea e poi dal 1130 regnarono le varie etnie, continuarono a convivere fin quasi alla fine della dinastia.

Il cosmopolitismo e il vasto orizzonte culturale, la varietà etnica degli abitanti che avevano contraddistinto la Palermo islamica, caratterizzarono, anche la capitale normanna.

La prima Corona del Re



Ruggero II d'Altavilla

Tanto tempo fà Ruggero II, figlio secondogenito di Ruggero d’Altavilla e di Adelasia di Monferrato, stava passeggiando nel quartiere reale quando incontrò una principessa di nome Penelope che stava andando a scegliere la frutta per il suo banchetto. Il giorno dopo si rincontrarono e la sera uscirono con la luna piena per recarsi al laghetto vicino il castello di Maredolce. Fu amore a prima vista, così una settimana dopo Ruggero andò a conoscere la famiglia di Penelope per chiederle di sposarlo. Essi acconsentirono così si celebrò una festa sontuosa presso la regia di Ruggero e crearono una nuova famiglia. Vissero tutti felici e contenti.

STORIA DI GUALTIERO

Gualtiero, arcidiacono di Cefalù, dal 1161 fu l'istitutore dei figli di Guglielmo I e Margherita di Navarra. Alla sua morte, l'erede al trono Guglielmo II aveva solo tredici anni, quindi la madre Margherita assunse la reggenza, affidando il figlio alle cure del prelato. Quando poi Guglielmo assunse il potere, Gualtiero fu una delle figure più vicine al re.

Le sacerdotesse di Gualtiero

Noi siamo le sacerdotesse di Gualtiero, lo conosciamo da quando era un tifl, mia sorella Merika l’ha battezzato ed io ho dato la benedizione per il suo zawaj, lui aveva 25 anni invece la sua sposa 23, praticamente l’abbiamo visto crescere, per noi era come un figlio soprattutto per Merika perché era lei ad occuparsi di lui quando era un tifl invece io l’ho conosciuto da ragazzo all’età di 13 anni. Poi arrivò il giorno della sua morte, un giorno difficile da superare, ma ci concedettero l’onore di partecipare alla celebrazione del suo funerale ed assistimmo anche alla tumulazione nel bel sarcofago che ancor oggi si trova dentro la Cattedrale. Per noi nella vita bisogna sempre conoscere delle persone così!

La Meschita

Quando gli Ebrei arrivarono nella nostra adorata Balarm, una strada accanto al nostro osservatorio chiamato “Muḥammad e Jabir” fu ristrutturata e nominata Giudecca dal rabbino Ebreo, e noi arabi li accogliemmo calorosamente.

La Giudecca era suddivisa in due contrade: la Meschita e la Guzzetta, un intrico di vicoli, piazzette, orti e giardini, le sue strade colorate e piene di persone e bancarelle, i venditori gentili. La Guzzetta fu quasi completamente cancellata, della Meschita rimasero invece poche e rare tracce. Nel percorrere le strade così come si presentano oggi, con un po’ d’immaginazione il visitatore attento, seguendo un itinerario, si può scoprire il fascino che questi luoghi conservano e tornare a respirare antiche atmosfere Ebree.

La prima volta che percorremmo la Meschita eravamo incuriositi dallo strano odore di arance fresche, che ci condusse in una bottega che vendeva infusi e elisir, molti di questi all’arancia. Dopo aver comprato quattro o cinque infusi decidemmo di esplorare un po’ meglio quelle meravigliose strade piene di odori e di bancarelle della frutta e dei pescivendoli Ebrei. Le strade erano fatte da mattonelle lisce e compatte, e inoltre erano piene di tendoni bianchi e rossi. Quella era decisamente una delle strade più belle di Balarm. Gli Arabi erano gentili, abili a costruire e creativi, costruirono addirittura nuove case per quelli che non trovarono una abitazione già presente nella città, ci sentimmo a casa nostra, come in Palestina. Poi arrivarono i Normanni, che usarono gli Arabi e la loro creatività per prendersi il merito delle costruzioni. A noi non sembrava giusto, volevamo difenderli, loro ci avevano accolti e noi avremmo fatto di tutto per ripagare il favore.

LA STORIA D’AMORE TRA KATRIN E LUIS

Tanti anni fa, precisamente nel 1089 d.C. la famiglia Shirabba diede al mondo un fanciullo di nome Luis. Però nello stesso giorno i Santilopoli acerrimi nemici dei Shirabba, diedero anche loro al mondo una fanciulla di nome Katrin. I due ragazzi crescevano diventando sempre più belli e gentili. Un giorno Katrin andò a fare una passeggiata ai giardini della Martorana. Katrin, mentre leggeva, vide un ragazzo bellissimo, che era proprio Luis; i due si innamorarono a prima vista, si presentarono ma decisero di vedersi di nascosto proprio perche le loro famiglie si odiavano. I due ragazzi sapevano del rischio che correvano ma per loro quello era il loro ultimo pensiero perché pensavano solo all’amore che c’era tra loro. Mentre i ragazzi si incontravano la dama di compagnia di Katrin vide tutto e la sera riferì a Katrin tutto quello che aveva visto, ma Katrin la pregò di non riferirlo ai suoi genitori. Un giorno di primavera Katrin seppe dai suoi che avrebbe dovuto sposare un uomo normanno. A Katrin le crollò il mondo addosso e riferì con tristezza la brutta notizia a Luis. Luis, triste, però volle intrufolarsi la sera prima del matrimonio nel palazzo della sua fanciulla per dargli l’ultimo bacio. Il ragazzo ha rischiato molto! Quella sera Luis chiese a Katrin di fuggire via in segreto in un paese lontano. Mentre una risposta usciva dalla sua bocca i genitori lo scoprirono, cacciarono Luis e punirono la loro figlia. Katrin non volle più mangiare e la tristezza sgorgava dalle sue lacrime: i genitori erano stupiti dall’ amore che c’ era tra i due ragazzi e cosi le raccontarono la storia del conflitto tra le due famiglie. Anche a loro era accaduto la stessa cosa; così, riunite le due famiglie al palazzo degli Sharibba decisero di fare pace e di far sposare i due ragazzi nella chiesa dove si erano conosciuti, cioè alla Martorana. Katrin e Luis vissero per sempre felici e contenti.


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