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Una storia di Albert5454

Questa storia è presente nel magazine Pillole di pensieri.

Te lo devo sai...

E Tu, in questo tempo, che scorre, fugge via.

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6 minuti

Pubblicato il 08 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #giorno #occhi #speranza #Tu #uomo

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Te lo devo sai…
…Da un po’ il mercato ha iniziato a chiudersi su se stesso. Verrà riposto, come un ombrello, in attesa della prossima occasione. Di fianco a noi, ancora molta gente a rendere colorati, vivi, sedie e tavolini.Oggi, sai, abbiamo dato respiro alla mattinata. Senza dare senso al tempo, siamo ancora qui. Questa volta, lasci l’orologio nascosto dal polsino della bianca camicia. Ti giri quasi di scatto, verso quello grande nella piazza, strizzando gli occhi, per verificare l’ora. Poi di botto, mi dici “devo fuggire”.È la terza volta che racconti, che devi allontanarti. Che sei attesa, ed il ritardo tuo, è già forse troppo. Ma in fondo, in questi frangenti, non sei molto migliore di me. Ora davvero, ti alzi. Mi giungono, sulle guance, gli immancabili tre bacetti, a cui si aggiunge il mio sulla tua fronte. Da sempre è stato così. Non ne conosco il motivo ne quando si iniziò. So, che tu, lo ritieni un segno di affetto immane, un simbolo di protezione.Ti brillano gli occhi sai, mentre scosti la frangia, ricevendolo. Ti accompagno con la mente, nel tuo allontanarti. Noto il tuo innato stile nell’incedere rapido del passo.


Osservo, ancora una volta, gli abiti scuri, curati, lineari che sanno da sempre, esaltare la tua esile figura.Ti seguo con lo sguardo, mentre sembri accelerare l’andatura sul viale. Mi raggiunge una malinconia piacevole, pregna di ricordi, mentre controluce, fra breve scomparirai.La tua ombra è allungata. Ricorda, un sole sempre meno carico di calore in questo inizio di autunno. Ricorda, l’arrivo delle stagioni in cui la luce sarà minore.Quelle che entrambi, abbiamo sempre amato.Quante di queste stagioni abbiamo visto assieme. Certo, è raro il trovarci, lo stare assieme in modo piacevole. Quando capita, resta nella mente. Par voglia accumulare sensazioni, pronte poi, ad accompagnarci, nei giorni di lontananza. Bello, e lo sappiamo entrambi. Gli anni sembrano volati. Oramai lontani, quelli giovanili in cui, ci si scambiava, la speranza. Noi già allora, rivolti ad un futuro incerto, dubbio, forse temuto, ma che nelle vene, ci esplodeva. Tempi andati, oramai sfumati, riposti in un cassetto della memoria. Ed eccolo qui, quel futuro, quel domani, che già allora era dentro noi. Lo sentivamo davvero vivo. Accompagnava, ogni respiro, ogni alito di fiato. Sembrava incendiarci le punta delle dita.Qualcosa, mi dico, entrambi la abbiamo costruita. Poi una strana domanda nasce in me.”Chissà perché siamo stati sempre, solo, grandi amici”. Impossibile cercare, trovare, imbastire una risposta. È stato giusto così, ed è bello ora, non avere ne rimpianti, ne magoni strani. Eppure sono convinto che lo stesso pensiero, lo hai provato anche Tu. A volte, nei paralleli binari delle nostre vite, uno scambio che raggruppava i binari lo abbiamo visto, incrociato. Avrebbe potuto consolidare e poi unire queste nostre vite. I dadi del destino, invece, non hanno mai voluto estrarre, i due “ Sei pieni” ed è stato giusto così.


Sempre bello il tempo trascorso a discutere con te, a raccontarci questo ”ora” di noi. Io con la mia pacata tranquillità e Tu, con quel viso che a volte, sa ancora infiammarsi, quando mi racconti, di uomini ed amore. Sei sempre stata così. A volte arrivavi, senza dirmelo, a volte sembravi fuggire. In lotta spesso, con quelle tue ansie. Sapevo che quel tuo sfuggire un poco a tutto era la tua protezione. Mi inteneriva sai... Potevi rubare qualsiasi cuore, e lo sapevi. E succedeva, si succedeva. Sia con il sole a picco nelle calde estati, sia nel buio precoce dei mesi invernali. So che eri e sei così. Ancora ora, a volte arrivi… a volte per giorni non ci sei.Oppure, in sere di compagnie piene, in silenzio ti alzi e te ne vai. Il tuo sguardo di sbieco, a dirmi: “ Tranquillo, per te ci sono”. Lo ho sempre riconosciuto, mai mi è pesato. Nessuno si accorgeva, allora come ora. Sempre diretto a me, quasi a modo di scusa. Ancora questo pomeriggio me lo hai lanciato, prima di alzarti. Resta identico negli anni sai…


Penso che quel “colpo di occhi”, era e resta, il simbolo, di quel tuo stupendo, innato, senso di libertà. Da sempre lo ho amato. E quanti, di cuori, ne hai distrutti. Quanti hanno pensato, che ti avrebbero colta, oppure persa per sempre. Alla tua roulette, non volli mai giocarmelo il cuore. Sapevo, che era ed è il tuo modo di essere libera.Ti ho sempre detto: “Acchiappali i tuoi sogni, prima che fuggano via”. Non ho trovato mai neppure un nome strano per Te. Tu, che mi chiami ancora oggi “Conte”, come gli amici più preziosi.Vedi, non potevo trovarlo un nome per Te, cambiava talmente in fretta la tua mente, il tuo essere, l’animo tuo. Come sai, in tutto il tempo comune, non ho guadagnato nulla, ma neppure ti ho mai perso. Non è stato certo un costo questo sai, bensì una solidarietà da sempre bellissima amica mia. Con i tuoi modi aggraziati, a volte, me lo ricordi questo. Mi rammenti, che già allora, non ti ho mai incitato a perderli i tuoi sogni, per rincorrere storie futili. Ti urlavo invece, di lottare, per le tue speranze. E che libertà, che risate, in quelle strane mattine in complicità. Il Martini, quel tuo cilindro strano, qualche cicca spenta per errore, sul pavimento. Ridevo, quando ancora sdraiata, mentre uscivo da casa, sussurravi: “Ma troverò un uomo un po’ come te un giorno? “Ed io ti rispondevo semplicemente: “Certo, vedrai”. Poi… poi… me la ripetevi di tanto in tanto, questa tua speranza. A volte ridendo, a volte rabbuiata in volto. Lo ricordo ancora, quel giorno in cui le tue lacrime, volevano” Sembrar lavare” la spalla della mia camicia. Ora è bello sapere che lo hai trovato, che fra i tuoi mille dubbi sei felice. Che un sogno ,magari grigio, si è tramutato in viva, colorata realtà. Ed è una felicità anche mia sai. Una gioia piena, nel sentire ancor oggi, di avere, in Te una amica speciale, unica.


Ricorda, a volte, regala a tuo marito quel trucco curato speciale, sai quanto ci tiene. Ti auguro sogni che rallentino lo svegliarsi, in quanto unici, solo tuoi. Continua ad imparare la vita, l’amore. E mantieniti così. Cerca di non consumarti in fretta ora, che sei nel tuo tempo migliore. Fa che nessuno ti cambi, resta libera. Perditi ancora su quella panchina ad osservare il rosso sulle guance dei bimbi che corrono. Tieni illuminati i tuoi occhi chiari. Cerca di trovare nell’amore, l’amore. So, che non terrai, non accetterai mai, l’ amore inutile, quello falso. Non lo accetterai, solo per avercelo garantito. Perché non saprà in questo caso, far traboccare la felicità nella tua anima. E poi… e poi… continua a non farti scegliere amica mia. Ma come sempre, scegli le persone, gli amici. Rincorri, come da sempre fai, solamente la vita. Mi alzo, sorridendo pago i vari Martini. In fondo, anche da questo dettaglio, capisco che sei sempre Tu, che siamo ancora noi. A distanza di anni ed anni, per sempre noi.


E ricorda, non chinare mai il mento, il capo, amica mia. So, che non avrai mai, l’anima arrugginita. Cerca sempre di capire le persone, le idee. Sii solo Tu a scegliere chi vuoi essere. Mi incammino. Penso a queste ore speciali. Penso che in fondo, abbiamo fregato anche il tempo, perché non è riuscito a cambiarci. Ciao. Albert.


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