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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 18

75 visualizzazioni

15 minuti

Pubblicato il 03 aprile 2020 in Avventura

Tags: #fantascienza #fumetti #mutanti #ragazzi #superpoteri

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Sulla riva del fiume Parma aveva raggiunto la prima ragazza “resuscitata” e le aveva fatto una completa scansione mentale. Prima di passare al secondo “novello Lazzaro” la telepate comunicò mentalmente con la Canadese: -Lei non sa nulla di preciso su dove Lansing potrebbe aver portato Valeria; non sa nulla di preciso neppure su di noi… Verrà fuori ciò che avevamo già pensato: questi 96 erano solo un morboso diversivo!- -Già...Quello yankee non è uno stupido: nessuno di questi Sapiens Sapiens verrà dalla base dove ha portato quella squinternata di Vì, e nessuno avrà la minima idea di dove avesse intenzione di andare, una volta catturatala...-

Poter parlare tramite pensieri con Parma era di una comodità assoluta: Acerina lo stava facendo mentre “riaggiustava” un ragazzone di colore davvero gigantesco che, pur essendo un semplice umano, la metteva in soggezione.

Sentì una voce alle sue spalle: -Scusami...-


-Esatto: “Scusami”...ma c’è continuità temporale ogni volta che salti da episodi dedicati a me ed episodi dedicati agli altri, o te ne strafotti altamente???- santo cielo...avevi smesso! Avevi smesso di farlo!!!! Basta con sto trip di entrare in scena senza un perché e parlarmi, Valeria!!!! -Sul serio: quanto sono stata svenuta l’ultima volta che mi hanno sedata? No, perché potrei essere rimasta priva di sensi per tipo 18 ore, e tu torni dai miei compagni ripartendo esattamente da dove li avevi lasciati alla fine dell’episodio 16, come se fossero passati pochi minuti!!!- così è per loro, infatti: le due linee narrative sono divise e non perfettamente contemporanee l’una all’altra! E comunque tu sei stata priva di sensi per pochissimo tempo: soltanto poco più di un’ora!! -Eh, ma questo non lo avevi detto!!! La gente si confonde!! Mi hanno lavata così per bene in così poco tempo? Avevo i capelli pieni di sangue e altro schifo!!! Ci vuole un’eternità a lavarli!!!- i tuoi capelli sono indistruttibili, le 3 che ti hanno lavata non hanno certo dovuto usare modi delicati… -Ok, ti lascio in pace...- DAVVERO MOOOLTOO GENTILE!!!!


La Canadese si voltò mentre i tessuti di quel “gigante” ancora stavano ricomponendosi: era la ragazza dagli occhi grigi ed i capelli a spazzola, la prima dei 96 riportata in vita che, osservate le ossa del cranio di quel ragazzo che si rigeneravano, seguite dalla pelle della testa (era rasato a zero, quindi niente capelli), mormorò: -Wow...ODDIO...è la cosa più incredibile che io abbia mai visto… Tu, tu mi hai fatto questo????-

-Già: stiamo rimettendo a posto ognuno di voi...-.

In quel momento quel ragazzone rinvenne ed ebbe una reazione un po’ violenta, gridando “Che cazzo mi stai facendo, maledetta Sintetica???” e mollando un sinistro micidiale dritto in faccia alla mutaforma che, però, rese la sua testa temporaneamente metallica (per la precisione di titanio)! L’impatto di quella enorme mano contro di lei fu devastante...per la mano del grosso mercenario: si sentì un rumore di ossa sgretolate e quello iniziò a gridare come un disperato, contorcendosi per terra. Il viso di Acerina tornò normale e la ragazza balzò a cavalcioni sul petto dello sventurato novello Lazzaro, gli mise la sua mano destra al collo e la ingrandì in modo da cingerglielo per bene. Con tono freddo e deciso spiegò: -Non sono una Sintetica ma una Originale! Sono una Originale che ti ha appena ridato la vita e adesso, mentre ti strozza un po’, ti sta pure riparando quella mano fracassata. Ora arriverà una ragazza telepate che ti aiuterà a darti una calmata: ti suggerisco di non darle della Sintetica, perché potrebbe scombinarti la mente e magari ti ritroveresti a comportarti come un oritteropo per il resto della tua vita. Hai capito? Bravo...scusami per la durezza: mi rendo conto che resuscitare sia una cosa un po’ traumatica, ma tu renditi conto che non avrei potuto buttarla sulla dolcezza, con te...-.


Scese da quell’energumeno, riportò la mano a dimensioni normali e mostrò uno dei suoi meravigliosi sorrisi alla mercenaria: -Che volevi dirmi?-

La sua interlocutrice era ancora sbalordita e pareva trovarsi di fronte alla propria celebrità preferita: -Cazzo...Tu...tu sei una Originale???-

-Anche lei lo è- e Acerina indicò Parma, che si inginocchiò accanto al ragazzone.

-Esistete davvero???-

-Certo...anche il tizio col passamontagna lo è. Ormai siamo rimasti pochissimi, quindi considerati molto privilegiata a vedere 3 Originali tutti assieme… Ma avevi bisogno di qualcosa?-

restò come imbambolata per un paio di secondi e poi rispose: -Sì: devo assolutamente togliermi sti vestiti di dosso e lavarmi…-

-Hai pienamente ragione: sta divisa piena di sangue, materia cerebrale, merda e piscio non è effettivamente il massimo...-

-Puoi trovarmi del sapone e qualcosa da mettermi addosso?-

-Sì, certo...ma...che fai???-

La mercenaria si spogliò di ogni indumento in un nanosecondo, ed entrò nel torrente.

-Cacchio cacchio cacchio: è fredda!!! E’ fredda, ma è bellissimo!!! Portami del sapone, del sapone per favore!!!!!-

La Canadese ebbe l’istinto di usare Parma come “interfono”, ossia di chiamarla col pensiero e dirle di contattare il Sardo in quanto era davvero una figata usarla come sistema di comunicazione (poteva intercettare i pensieri della gente e comunicare mentalmente con chiunque nel raggio di oltre un chilometro) ma, voltatasi a guardarla, vide che era notevolmente impegnata con quel ragazzone e che lo sarebbe stata con tutti i membri della finta scorta di Lansing che venivano via via resuscitati e decise di usare il metodo tradizionale: prese lo smartphone che aveva in tasca e chiamò il teleporta. Si sentì anche un po’ in colpa perché aveva momentaneamente smesso di aiutare Fabio e si domandò quanto quel poveraccio stesse sudando con quel passamontagna in faccia, visto che la temperatura era abbastanza alta e, in quel momento, il sole batteva proprio dove si trovavano tutti quei cadaveri (ancora non per molto cadaveri, ovviamente).

-Guarda che hai sbagliato: sono il Sardo e non il tuo amato Tommasino!!!!!!-

-No no: cercavo proprio te! In sottofondo c’è Emma Marrone, quindi suppongo che siate già al supermercato...-

-Sì: al mio preferito di Torino!!!-

-Perchè cazzo siete andati fino lì???-

-Sono un teleporta: per me è tutto vicino, grulla! E poi è una tattica paranoica di Tom: se per caso diamo nell’occhio e qualcuno ci nota, non possono risalire a dove si trova la nostra base!!!!- e si sentì la voce del ricciolone ribadire con un convinto “infatti” seguito da un “ciao, Amò!”.

-Senti, dovresti teletrasportarmi qui un bagnoschiuma!!!-

-Perchè??? In casa non c’è? Ne abbiamo milioni in casa, di certo!!!!- -Mi fa fatica salire fin lì: ricordi che sono sul torrente ad aiutare Fabio a riaggiustare tutte quelle...- - “scimmie nude”?- -Non fare citazioni dagli anime!- -Brava che hai capito! Comunque è quello che sono, in fin dei conti… Dai: manda la posizione precisa!!!- -Eccola!!- -Bene...ed eccolo!!!-

Un piccolo boom sonico annunciò l’arrivo di un bagnoschiuma all’avena, che si materializzò proprio accanto alla mutaforma: Il Sardo non era un “semplice” teleporta, ma poteva anche fare sti giochetti come spedire roba istantaneamente a coordinate precise.

Ne apparve un’altra confezione, poi un’altra ancora (ovviamente non pagate). -Basta?-

-Sì sì, grazie...- -Ma a che ti serve???- -La prima ragazza che ho rimesso a posto voleva giustamente lavarsi perché, sai, nei film non lo fanno mai vedere e anzi i cadaveri son spesso fighissimi; ma quando...- -Certo: quando tiri il calzino ti caghi e pisci addosso: è ovvio!- -Esattamente...comunque lei ora è nel torrente e mi ha chiesto un sapone per lavarsi per bene! Gran bella scelta questo bagnoschiuma all’avena...- -Quindi è nuda che si lava nel torrente?- -Già!- -E’ bella? Ha un bel viso? Un bel corpo? Seno? Fianchi? Derriere?????-.

La Canadese attirò l’attenzione della bagnante con un fischio e le lanciò uno dei bagnoschiuma che quella prese al volo emergendo completamente dall’acqua. Dopo averla squadrata per bene, l’Originale proveniente dal Canada rispose: -Ha due splendidi occhi grigi e il viso già lo sapevo ed è bello, anche se non apprezzo particolarmente i capelli cortissimi sulle ragazze...e sì: ha un bel corpo...- -Me la fai vedere??? Attiva il video un attimo!!!- -No!!!! E’ una “scimmia nuda”: denigri i Sapiens e poi vuoi vedere quella soldatessa?- -Sono esseri inferiori; ma non ho mai detto che sono brutti!!! Molti esemplari di sesso femminile sono effettivamente assai gradevoli!!! E poi quella scimmia nuda deve essere davvero nuda nuda, no?- -Sardo...giuro che, se ti teleporti qui per vederla, mi trasformo in un mietitrebbia e ti riduco davvero male!!!!! Mi trasformo in un mietitrebbia teleporta, così posso inseguirti ovunque!!!!!!!- -Ok, non vengo...torno con la spesa e Tom, appena abbiamo fatto- -Per quale cazzo di motivo è apparso un gioco per la PlayStation?- -E’ uscito ora: lo volevo! Me lo porti in camera...ovviamente quando torni al casale???- -Ma spostalo lì, no????- -Ok, faticona!!!! Ci vediamo tra poco! Ti saluta il tuo uomo, che è in paranoia per tutta la roba che ti ho mandato-.

Si sentì la voce di Tom che si lamentava col Sardo, insultandolo per aver teletrasportato tutta quella roba e manifestando la convinzione che li avrebbero subito rintracciati tramite le riprese della sorveglianza. La ragazza dagli occhioni blu invitò il partner a calmarsi, salutò lui ed il Sardo e tornò ad aiutare Fabio.

Una volta lavatasi per bene con quel bagnoschiuma dal profumo “gustoso”, la prima resuscitata si immerse nella profonda e magnifica piscina naturale sotto alla cascata.

Era davvero del tutto naturale, ma non lo sembrava perché aveva una forma quasi perfettamente rettangolare, i bordi di pietra talmente lisci e piatti che erano perfetti per mettersi seduti con le gambe in ammollo o sdraiati a prendere il sole ed una profondità variabile dal metro e mezzo ai 6-7 nei punti più fondi. Osservando quell’acqua limpida che invitava proprio a tuffarsi, la mutaforma si chiese se mai avrebbero sfruttato a dovere quel bellissimo torrente: provò invidia vedendo “Lazzara” che faceva la sirenetta in quel magnifico specchio d’acqua, andando addirittura a mettersi in piedi sotto alla cascata...

Via via tutti gli altri giovani iniziavano a seguire l’esempio della loro collega: si spogliavano e andavano a lavarsi nel torrente. Lei mise bene in chiaro che nella piscina naturale, che si trovava naturalmente più avanti del punto dov’era stata a lavarsi, si poteva entrare solo una volta puliti. La Canadese chiamò nuovamente il Sardo affinché mandasse lì una gran quantità di bagnoschiuma…

-Porca miseria: non vedevo una così grande quantità di gente nuda da...io non ho mai visto una così grande quantità di gente nuda dal vivo!!!- esclamò guardando quelle decine di ragazze e ragazzi che si lavavano nel torrente.

Jakov, che controllava tutto volando sopra la zona, atterrò un attimo e fece presente che la situazione poteva sfuggire di mano (lui non poteva comunicare mentalmente con Parma: era connesso solo con Vì). La telepate lo tranquillizzò: -Guarda che, come era ovvio, non solo ho scansionato le loro menti ma li ho calmati tutti quanti! Sono più facili da controllare di una grossa gita scolastica delle elementari! Sono mansueti, spensierati e, cosa non meno importante, temporaneamente ho represso ogni loro istinto sessuale: l’ho fatto appena ho visto “la prima” lanciarsi in acqua per lavarsi poichè ho subito pensato che lo avrebbero fatto tutti e quindi ho cancellato il pericolo che la situazione degenerasse in cose tipo “orge modello Antica Roma”-

-In realtà nell’Antica Roma le orge non erano così diffuse; semmai nell’Antica Grecia!!!-

-Cacchio, Jakov, hai ragione!!! Vabbè: comunque il senso si capiva...-

-Ad ogni modo...non ero preoccupato per una possibile deriva sessuale del bagno di gruppo; ma sul come vogliamo sistemare la situazione!- -Tranquillo: appena torna Il Sardo glieli facciamo spedire uno per uno a casa: ho già memorizzato dove abitano e basterà che lo comunichi mentalmente a lui...- -Meraviglioso! Allora torno a controllare il perimetro...-


“La Prima” uscì dall’acqua e, camminando sulle rocce della riva con un minimo di fatica perché risultava un po’ doloroso farlo a piedi nudi, raggiunse la Canadese.

-Senti...non è che puoi trovarmi qualcosa con cui possa asciugarmi, e qualche vestito da mettermi addosso?-

-Ah…certo: saliamo in casa. Tu sei piuttosto alta e per fortuna che c’è la Diavolessa, perché tranne lei siamo tutte piccolette...-

Quando raggiunsero il casale la Canadese si annunciò così: -Capo, continua a fissare i fornelli perché sto entrando con una Sapiens Sapiens nuda e non voglio che la tua donna si incazzi se fai il curioso!!!!-.

In cucina c’era un gran buon profumo, e piacevoli e rassicuranti rumori e suoni: il capo stava mescolando qualcosa che sobbolliva in una grossa pentola mentre la sua partner era intenta nel taglio di una gigantesca zucca, su un tagliere poggiato sul tavolo pieno zeppo di ingredienti, pentole e teglie. Indossavano dei grembiuli identici, con stampata sopra una foto di loro in costume, abbracciati su una spiaggia deserta: era il ricordo di un viaggio alle Canarie.

-Diavolooooona??? Posso darle qualcosa di tuo per coprirsi? E’ troppo alta per i vestiti di noi altre...-

la pirocineta guardò per un istante la ragazza, seminascosta dietro ad Acerina, e rispose: -Certo: no problema!!! Però almeno a Valeria l’hanno fatta così perché occupasse il minor spazio possibile e potessero facilmente infilarla in casse o addirittura grosse valigie; ma tu e quell’altra siete mezzeseghe di natura!!!- -Un cazzo, perché io posso essere come voglio!!!- -Nella forma base sei una mezzasega!!! Basilarmente sei una mezzasega, Missauga!!!- -La città si chiama “Mississauga”! Comunque grazie, molto gentile!!!!-

La mercenaria, spinta da Acerina in direzione della camera padronale, buttò uno sguardo in cucina e esclamò: -E chi sono loro??? Wow!!! Quella ragazza è bellissima!!! E’ una Valchiria??? Dio...siete tutti così belli!!!! Lui era di spalle, ma son certa che è bellissimo!!- -Dai dai, entra lì! Dopo te li presento, quando sarai vestita...-

La Canadese chiese anche istintivamente scusa per l’immenso disordine che regnava nella stanza del Capo e della Diavolessa. -Puoi prendere anche roba che è impilata qui perché, come la maggior parte dei Sintetici, anche la Diavolessa non suda e il suo corpo non ospita batteri: i vestiti che ha già portato potranno essere al limite polverosi, ma non sporchi o puzzolenti...- -La...Diavolessa???- -Sì: è una Pirocineta e sta col Capo…- spiegò sbrigativamente la mutaforma, appoggiandole addosso un vestito viola lungo, di viscosa. -Perfetto: ti starà un po’ largo perché hai forme meno dirompenti della Diavolessa, ma come altezza ci siamo. Poi arraffiamo un paio di mutande a caso e lasciamo perdere il reggiseno, che quella ha due bocce clamorose...-

-Ancora non ci siamo presentate: mi hai ridato la vita, e non so neppure come ti chiami...-

Aiutandola ad indossare quel vestito lungo e liscio le rispose: -Beh...io un vero nome non ce l’ho… Sui documenti che uso c’è “Paola”, ma nessuno mi chiama così. Mi chiamano la Canadese, Acerina o con il nome di qualsiasi città del Canada: mi piace così e non lo cambierei con un nome “normale”- -Ma perchè non hai un nome vero?- -Nessuno di noi lo ha...- -Ma tu sei una Originale!- -Già- e le passò delle culotte di un viola appena più chiaro di quello del vestito -Ma non so quando sono nata e chi fossero i miei genitori...in effetti... Ho passato tutta la mia vita tra vari “centri” come la maggior parte di noi, e lì mi chiamavano con un numero. Mi hanno trovata e liberata che ero in Canada, e per quello mi chiamano così...- -Ma Valiera ha un nome! E lei è una Sintetica!- -Quindi lei la conosci, eh?- -Era l’obbiettivo della missione: ci hanno informati su di lei anche se, per come sono andate le cose, non abbastanza...-. Acerina notò lo sguardo della ragazza dai capelli a spazzola incupirsi e la fece sedere sul lettone.

Accarezzandole la testa (era piacevole farlo, con quei capelli cortissimi) le domandò che cosa si ricordasse di quanto era successo e quella rispose: -Ricordo Valiera che volava verso di noi, e poi si è fermata a mezz’aria. Ho pensato che fosse bellissima, ed in effetti in questo poco tempo mi sono resa conto che voi “non umani” lo siete tutti...e poi...e poi ricordo te...- -Su su, tranquilla: non pensarci. Stai bene, è tutto passato… Piuttosto io ti ho detto come puoi chiamarmi; ma il tuo nome ancora non lo so- -Demetra- -E’ un gran bel nome! Importante, potente!!!- -Già...mia madre si è innamorata del nome fin dai tempi di scuola: Demetra era la Dea della terra, del grano, dei raccolti...secondo il mito era sorella di Zeus, ma in realtà il suo culto è molto più antico. A mio padre il nome piacque un sacco perché gli ricordava Demetra Hampton e la serie “Valentina”, che ovviamente lui aveva apprezzato...- -Mai vista...- -Non ti perdi niente; ma la Hampton era molto bella a quell’età...- la Canadese le prese le mani -Andiamo: ti presento al Capo ed alla Diavolessa-.

Demetra si alzò e, fissando la mutaforma con quegli occhi talmente chiari da non sembrare umani, domandò in tono timoroso: -Che ne farete di noi?- -Tranquilla...Uno del nostro gruppo è un Teleporta: spedirà ognuno di voi a casa- -E voi?- -Noi dobbiamo capire dove Lansing abbia portato Valeria- -Valeria? Non si chiama Valiera?- -Non vuole più essere chiamata Valiera… Mi dispiace per quello che vi ha fatto ma ti giuro che non si comportava così da anni. Fa parte della nostra famiglia: vogliamo ritrovarla e riportarla via con noi-.

Acerina aprì la porta ed uscì, fermandosi ad osservare Demetra che la guardò dritta negli occhi e si fece estremamente seria, per poi annunciare: -Io resto con voi. Non mandatemi a casa: voglio restare con voi, trovare George Lansing...e dargli una lezione...-.

CONTINUA...


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