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Una storia di rosanna

Lezioni di vita

Difficoltà  della vita che   con tanta comprensione ed  altrettanto  vero amore, si possono brillantemente superare

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Pubblicato il 25 settembre 2018 in Storie d’amore

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Lezione di vita


Giorgio, un bellissimo bimbo di quasi sei anni, trascorreva la maggior parte del tempo nella sua cameretta trastullandosi coi suoi giochi, la televisione o ascoltando musica sempre in compagnia di Jack, il cagnolino meticcio raccolto per strada che lo seguiva come un ombra e che quando lo vedeva triste, lo consolava con tante affettuose leccate.

Si volevano davvero un gran bene e Giorgio non solo lo coinvolgeva nei suoi giochi, ma divideva con lui anche la sua merenda.

Ma quando dovette affrontare la scuola elementare, iniziarono i primi guai. Sin dal primo giorno Giorgio si scontrò con quel mondo sconosciuto e da bambino giudizioso e tranquillo come era a casa, si tramutò in un piccolo ribelle.

Insofferente e disubbidiente era ammirato solo da quei compagni che, ritenendolo forte, lo facevano sentire al centro di quelle attenzioni che fino ad allora non aveva mai sperimentato.

Quel nuovo ambiente invece di entusiasmarlo con tante esperienze, stava diventando il suo peggior nemico e i compiti a casa erano talmente odiati che gli impedivano anche la minima concentrazione.

Accudito dalla anziana nonna un po’ malferma sulle gambe, poiché la mamma per lavoro stava lontana da lui parecchie ore, Giorgio provava persino soddisfazione quando le vedeva entrambe disperate e smarrite di fronte a questo improvviso mutamento.

Marina la mamma, incapace di darsi una spiegazione, ma memore dei metodi correttivi usati in tempi remoti, dopo aver tentato di convincerlo senza risultati, passò subito a toni più severi.

Gli vietò i programmi più amati della TV e lo privò dei suoi giochi preferiti, tutte attività che fino ad allora avevano soddisfatto, almeno esternamente, parte dei suoi bisogni.

A nulla valsero i consigli di amici con cui Marina confidava le sue ansie, anzi quei suggerimenti, uno diverso dall'altro, creavano in lei ancora più insicurezze, mentre lui per attirare la sua attenzione, iniziò a rifiutare anche il cibo, ad accusare malanni che non aveva e a rinchiudersi sempre più nella sua oasi blindata.

Un bel giorno, attratto da schiamazzi e vinto dalla curiosità di scoprire cosa vi fosse di tanto esaltante, si approssimò nei dintorni del campetto dell’oratorio dove aveva sede anche un campo scout.

Seguito dal suo inseparabile Jack, ma ben attento a non farsi notare, si posizionò in modo da poter osservare quei ragazzini che giocavano a palla.

Da allora, ogni giorno raggiungeva il suo osservatorio segreto, ma quella presenza un po’ guardinga, destò la curiosità di Massimo, giovane allenatore capace di leggere nei cuori solitari.

Coi toni di una persona sensibile e intelligente, pian piano riuscì a conquistare la sua fiducia e lo convinse anche ad andare a sedere accanto a lui, sulle panchine posizionate a bordo del campetto.

Giorgio finalmente riuscì anche a sorridere, e in breve tempo si ritrovò fra amici a calciare i primi palloni che faceva rotolare fino in porta.

Ora quelle grida di entusiasmo che ascoltava da lontano erano rivolte anche a lui seguite dalle esortazioni di quel giovane sportivo che divenne il suo punto di riferimento.

Felice come non mai, Giorgio cambiò improvvisamente umore e la sua giovane mamma, piacevolmente sorpresa da quel mutamento, lo considerò quasi un miracolo.

Dovendo sostituire anche la figura del padre che li aveva abbandonati proprio quando entrambi avevano più che mai bisogno della sua presenza, Marina sempre più obliterata da gravosi impegni di lavoro, in quel momento si sentì particolarmente sollevata e la sua esistenza ora le sembrava avviata verso un più roseo futuro.

A dare una svolta a quel nero periodo, fu proprio Giorgio che, quasi incontenibile, le volle presentarle quel nuovo amico che nel tempo libero, si dedicava con passione ai ragazzi della parrocchia.

Marina, entusiasta, accettò di incontrarlo per ringraziarlo di aver saputo smuovere il cuore del suo ragazzo e si soffermò a lungo a conversare con lui traendone ottimi suggerimenti.

Ora il tempo libero di Giorgio era anche tra le fila del gruppo AGESCI che lo inserì nei giovani esploratori, mentre il gioco del calcio che lo aveva accolto così calorosamente, divenne il suo sport preferito.

A questo piccolo miracolo fatto di affettuosi gesti gratuiti ma impagabili, si aggiunsero anche quei testi scolastici che da allora, aiutato dalla mamma a da Massimo, gli divennero addirittura amici e la sua maestra incoraggiandolo, iniziò a gratificarlo affidandogli piccole mansioni di responsabilità che orgoglioso eseguiva con tanta dedizione.

Senza rendersene conto, anche Marina soffriva di solitudine e mancanza di affetto di cui necessitano sia grandi che piccini, perché l’amore sincero non ha età, ed è sempre indispensabile in ogni fase della vita.

Finalmente capì che il mondo non è solo negativo e imparando lei stessa a distinguere il bene dal male, volle fermamente aiutare il suo piccolo a superare quel baratro chiamato società che tanto lo aveva spaventato.

Ormai sapeva che insieme avrebbero trovato la forza necessaria per superare senza timori, tutti quegli ostacoli che inevitabilmente avrebbero incontrato sul loro cammino, perché la strada della vita è piena di insidie da sconfiggere.

La sera, abbracciata al suo campione, stringendo quella piccola mano sul suo cuore, mentre lo osservava dormire sereno accanto a lei, non finiva mai di ringraziare il cielo per averli indirizzati sulla giusta via di quel lungo cammino che è la vita e sorretti dall'affetto sincero di tanti veri amici, sapeva che uniti, nessun ostacolo avrebbe mai più potuto fargli paura.


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