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Una storia di Yolima

Simon Pegg, l'anello e la chiave.

di Yolima M.

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5 minuti

Pubblicato il 01 maggio 2020 in Fantasy

Tags: #fantasy #ilsignoredeglianelli #harrypotter #magia #avventura

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La famiglia Pegg era una delle dieci famiglie, al mondo, più importanti. Nel settecento erano stati grandi esploratori, bottanici, filantropi, illuministi. Nell'ottocento la famiglia aveva fatto il grande passo: dall'Inghilterra si erano imbarcati per l'America. Una volta giunti non aveva dovuto faticare molto per essere notati dall'aristocrazia americana. Liam Pegg divenne nel giro di poco tempo un famoso allevatore di cavalli. Nel novecento, all'alba della prima guerra mondiale, i Pegg costruirono molti ospedali da campo nella vecchia e cara Europa e diedero ospitalità, nella loro residenza di campagna, a molti bambini che scappavano dalla guerra. Durante la seconda guerra mondiale alcuni Pegg combatterono con onore in battaglia, aiutando non solo il proprio paese ma anche quello degli altri, dando una grossa mano alla resistenza italiana. Si dice che fu proprio la Signorina Lisa Pegg, di anni venti, che nella sua casa a Milano stampava documenti falsi per aiutare gli ebrei a fuggire dalla crudeltà nazista. Di giorno giocava a fare la donna di mondo e di notte vestiva i panni da partigiana.


Ora dopo quasi settantacinque anni i Pegg restavano una famiglia molto influente e di una certa importanza e fu per questo che quando Albert Pegg ,figlio di Lana e Charles Pegg, annunciò che presto ci sarebbe stato una festa per celebrare i suoi sessant'anni, l'intera Hoville si mise in agitazione.

La gente ne incominciò a parlarne in ogni angolo della città. Vennero avvisati i giornali e le radio locali. La vita bizzarra e avventurosa di Albert Pegg ritornò ad essere l'argomento principale in tutta Hoville. Non c'era persona che non ne parlasse.

Il primo a congratularsi con lui per la bellissima idea di festeggiare il suo compleanno invitando tutta la città, fu Bob Higgins.

Bob Higgins era il proprietario del pub " I tre scudi" che si affacciava sulla via principale. Non c'era uomo, più di lui, che non considerasse il signor Albert Pegg un vero gentiluomo in tutto per tutto. I due erano cresciuti insieme, avevano condiviso gli stessi giochi quando erano stati bambini e anche se provenivano da famiglie molto diverse, si volevano un gran bene. Bob Higgins era stato il primo a ricevere l'invito dalle mani di Albert Pegg e questo lo aveva fatto piangere come un neonato. Adesso che anche lui, come il caro amico di una vita, stava invecchiando e iniziava a sentire la fatica del lavoro che li gravava sulle spalle, la sua figlia più piccola, Judith, avrebbe preso in mano il pub. Albert aveva aggiunto anche che la festa che avrebbe dato non era solo per lui ma anche per il suo vecchio amico di giochi. Solo dio sapeva quanto Bob si meritava una festa coi fiocchi per il suo pensionamento. E questo aveva fatto di nuovo piangere il vecchio Bob.

« Il Signor Albert Pegg è un vero gentiluomo. » ripeteva a chiunque lo stesse ad ascoltare « E anche il suo nipote, Simon. Un bravo ragazzo, davvero»

Simon era il nipote di Albert. I genitori di Simon erano studiosi e spesso erano via per questo lo lasciavano dallo zio per lunghi o brevi periodi.

« Ho sentito che quel Simon Pegg è un ragazzo assai vivace» disse il vecchio Tom Kent, seduto al bancone. Bob Higgins pensò che tutti i ragazzi dell'età di Simon e della sua Judith fossero vivaci. La verità era che Simon era stato adottato e non era un vero Pegg per i bravi cittadini di Hoville.

« Anche noi, alla loro età, eravamo vivaci» disse Bob strizzando l'occhio al vecchio Tom che sorrise prima di sollevare il suo boccale di birra e portarselo alla bocca.

« Ho sentito dire che il ragazzo proviene da una famiglia povera di San Francisco» disse qualcuno in fondo alla stanza.

« Sua madre biologica non faceva la prostituta a New York?» disse qualcun'altro.

Bob Higgins stanco di queste calunnie, disse:« Poco importa. Simon è un bravo ragazzo. E il suo passato non ci deve interessare. » e con questo fece terminare ogni cattivo pensiero che alleggiava sulle teste dei presenti.

La primavera era appena sbocciata ed era il più bel aprile che ci si potesse augurare. Qualche giorno dopo si sparse la notizia che ci sarebbero stati i fuochi d'artificio alla grande festa organizzata da Albert Pegg e questo fece agitare i bambini che scalpitavano perché il giorno della festa arrivasse subito. Il tempo passava e il grande giorno si avvicinava. Uno strano camion colorato e dalla scritta strana, sul cofano, arrivò a casa Pegg. I vicini si affacciarono dalle finestre per vedere cosa stava succedendo. Il camion, enorme, era guidato da una donna dai capelli colorati e da un largo sorriso che a solo a guardarla ti innamoravi all'istante. Un gruppo di bambini incuriositi seguirono il camion su per la salita di villa Pegg mentre il cancello alle loro spalle si chiudeva piano piano. Qualche bambino disse che quel camion stava portando i fuochi d'artificio, altri invece dissero di no, il grosso camion stava solo portando dolciumi, e una giraffa. Indovinarono quasi tutti. Il grosso camion portava fuochi d'artificio, e dolciumi ma nessuna giraffa dal collo lungo uscì da esso. I bambini aiutarono la strana donna dai capelli colorati a scaricare i tanti pacchetti davanti alla porta di ingresso, uno di loro fece una domanda alla quale la donna rispose con un sorriso. Il cancello si riaprì una seconda volta ed entrò un secondo camion più grosso di quello che c'era già. Alla guida c'era un uomo dall'aria burbera. Parcheggiò a pochi metri da villa Pegg e quando scese i bambini presenti spalancarono la bocca. Era il grande mago! Come si chiamava? Rufus qualcosa.

Rufus qualcosa dopo un cenno di saluto con la collega di camion, iniziò a scaricare anche lui minuscoli pacchetti e l'attenzione dei più piccini fu catturata da un grosso pacco tutto infiocchettato. Cosa c'era lì dentro? Altri fuochi d'artificio? Un elefante? O tanti piccoli pezzi che messi insieme avrebbe fatto un enorme ruota panoramica?

Quando l'uomo dall'aria burbera ebbe finito di scaricare con l'aiuto dei bambini ecco che la porta di ingresso si spalancò e Albert Pegg sorrise ai presenti.

« E' una bella giornata per stare in mezzo agli adulti, correte a giocare e state tranquilli che resterete a bocca aperta alla festa.»

Quindi sparì in casa con l'uomo che si faceva chiamare Rufus qualcosa e la ragazza dai capelli colorati e la porta si chiuse dietro di loro mentre il cancello si riapriva per la terza e ultima volta.

I piccoli fissarono la porta invano per un bel po' di tempo e convinti che il giorno della festa fosse ancora così lontano, se ne andarono di malavoglia.



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