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Una storia di RosannaRobiglio

A volte anche i sogni si avverano

era una  serata primaverile e per trascorrerla   nel miglior modo possibile  due  amiche si rifugiarono in  una  discoteca sul mare

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6 minuti

Pubblicato il 22 novembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #due #amiche #in #discoteca

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A volte anche i sogni si avverano

Lara spense il motore della sua auto, una piccola utilitaria grigio metallizzata, parcheggiata nel grande garage del super mercato dove si sarebbe incontrata con Lorena, sua grande amica, per trascorrere insieme quel sabato sera di maggio.
Era ormai primavera, l’aria era tiepida, il cielo mischiava il grigio di qualche nuvoletta col suo azzurro intenso e la luna e le stelle ravvivavano quello scenario.
Durante l’attesa, Lara si sistemò la camicetta, controllò il trucco e la pettinatura fresca di parrucchiere, si sentiva a suo agio.
Finalmente arrivò anche Lorena tutta fasciata in uno stretto tubino azzurro con uno scialle di seta a coprire le spalle e attratte dal profumo dei dolci preparati all'istante, si addentrarono nel bar di fronte alla discoteca dove c’erano tanti rumorosi ragazzi. Lara li osservava per vedere se ne conosceva qualcuno, uno in particolare conosciuto qualche mese prima che, in una sera, era riuscito ad annebbiarle un po’ la testa, e mai più visto.
La musica le raggiunse sino li e, decise di divertirsi lanciandosi in qualche ballo capace di farle dimenticare la settimana trascorsa sui testi scolastici, si avviarono in discoteca.
Lara, che non era una brava ballerina, spesso se ne stava seduta ad ascoltare la musica osservando gli altri che si scatenavano come ossessi. Quella sera però si avvicinò un ragazzo disposto ad invitarla, ma lei, rossa come un peperone, confessò subito che ballare non era il suo forte.
Dopo tante insistenze iniziarono con un tango, ma poi si ritrovò a trotterellare tra le braccia insicure di quell'inesperto ballerino che la sbatacchiava a destra e a manca, convinto di far colpo.
Lara approfittò di quella occasione nella speranza di rivedere quel misterioso e affascinante ragazzo incontrato sempre in quel locale, un tipo elegante e gentile con cui si era trovata bene ed era quasi contenta di volare da un angolo all'altro della pista, per poter passare in rassegna quasi tutti.
Sarà stato l’effetto di quel cielo stellato e della luna che filtrava dalle finestre nel locale, sarà stata la musica, fatto sta che aveva quasi un presentimento, le sembrava da subito una serata speciale, e coinvolta in quel turbine di giravolte, incrociò lo sguardo di Lorena che glie lo fece notare a bordo pista.
In quel momento però si sentiva prigioniera, senza possibile via di fuga, tra quelle braccia che la schiacciavano contro un petto un po’ sudaticcio e, pur non volendo, fu costretta a terminare quella specie di danza che la portò a passare a fianco a quel ragazzo bersaglio da innumerevoli fanciulle.
Quando finalmente la musica terminò, si avviò verso di lui per farsi notare, ma una bionda si frappose tra di loro trascinandolo in pista.
Lara ci rimase malissimo e tutto il coraggio che aveva incamerato, svanì di colpo, mentre Lorena, al contrario, le si avvicinò con un bel sorriso stampato in faccia.”Come va?”, le chiese. “Malissimo”, fu la risposta e le raccontò la sua sconfitta. “Oggi sono proprio sfortunata”.
Per incoraggiarla e risollevarle un po’ il morale, fecero una sosta al bar, ma Lorena fu subito inseguita dal suo ormai ballerino della serata che non la mollava un attimo, però prima di partire veloce, le dette un consiglio.“Dai, datti da fare, sei troppo monotona”. E la lasciò sola. “Ma son proprio così scombinata? Sono abituata a stare da sola e ci riesco benissimo,” pensò e andò di nuovo a sedersi al suo posto, stando ben attenta che non si ripresentasse l’energumeno di prima.
Visto l’amica tanto impegnata, in silenzio decise di lasciare la pista e, tolte le scarpe, si diresse verso la spiaggia.
Gli ombrelloni erano tutti chiusi, e l’aria umida del mare le pungeva la pelle. Si infilò il golfino e arrivò quasi sulla battigia. Lo sciabordio dell’acqua color notte, illuminata dal chiarore della luna e delle stelle che la rendevano d’argento, la fecero star meglio.
Si sedette su un lettino dello stabilimento balneare osservando la leggera onda del mare, che andava e veniva. Fece un paragone fra il suo atteggiamento e quello della sua amica spavalda e allegra, e si accorse di quanto al contrario, lei fosse timida e chiusa, un comportamento che la faceva passare inosservata. “Ha ragione Lory quando mi dice che son troppo monotona, ma per cambiare condotta, mi ci vorrebbe un miracolo”, sospirò tra sé e sé.
Ancora assorta nei suoi pensieri ad un tratto sentì alle sue spalle lo scricchiolio della sabbia e si voltò di scatto, un ragazzo alto e biondo, stava avanzando verso di lei.
Lara finse indifferenza e restò in silenzio al suo posto ad osservare il mare. In fondo quell'individuo non le sembrava pericoloso. Indossava un paio di jeans chiari e una camicia grigia dai riflessi lunari e quando le fu vicino, lo riconobbe. Era proprio lui, lo ricordava benissimo.
Il cuore ebbe un sobbalzo, ma fece finta di niente e si salutarono con un cenno ed un sorriso.
Anche lui era scalzo e lanciava sassolini in acqua. “Ciao”, disse, “mi chiamo Alessio. Bella serata, vero?”.
Lara, emozionata, cercò di non farlo notare troppo.”Si,” rispose, “mi piace stare qui in riva al mare ad osservare la luna e le stelle che illuminano la notte”.
“E anche i cuori”, commentò Alessio. “Aspettavo che ti avvicinassi a me durante la serata, ma non lo hai fatto”, disse lui con aria seria,”per questo sono venuto a cercarti qui”. “Ma mi conosci?”, chiese Lara fingendo curiosità.
“Ci incontrammo l’ultima sera di carnevale sempre qui, abbiamo ballato un paio di tango insieme, poi io non sono più potuto venire. Questa è la prima sera che ritorno in questo locale e speravo persino di incontrarti”.
A Lara venne un coraggio mai avuto prima e rispose:”Anch'io non ti ho mai dimenticato e se stasera sono qui con la mia amica, non è proprio per ballare che non sono nemmeno troppo brava, ma perché speravo davvero di rivederti”.
Ormai si stava facendo un po’ tardi, si rimisero le scarpe e mano nella mano, ritornarono nel locale per raggiungere i loro compagni di serata, ma con la promessa di non perdersi più.
Lorena quando la vide arrivare, capì che finalmente aveva superato la sua timidezza. Lara non raccontò tutto all'amica, ma la sua felicità traspariva da ogni poro, quella notte era proprio felice come non ricordava ormai da tanto tempo.
La vita riprese il suo ritmo e Lara, i suoi studi e nel tempo libero aiutava il padre nel suo ufficio. Rispondeva al telefono e alle e-mail e sperava di ritrovare, fra le tante ricevute, anche qualcosa di Alessio che nel frattempo era ritornato nella sua città per dedicarsi al suo lavoro di tecnico informatico di una grande azienda.
Un giorno ricevette davvero una lettera particolare. Alessio sarebbe venuto per un colloquio di lavoro proprio a Genova e la invitava a pranzo. Da allora quel rapporto divenne molto più importante e Lara scoprì che per lei si stava davvero prospettando una nuova vita. Era arrivato il grande amore, quello sognato da sempre.







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