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Una storia di DomenicoDeFerraro

Commediola Di Mezza Estate

SCENEGGIATURA SURREALISTA

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7 minuti

Pubblicato il 13 luglio 2019 in Fantasy

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Commediola Di Mezza Estate


SCENEGGIATURA SURREALISTA

Atto Unico


La Mezza Estate: Ti rivedo bambino , ora qui vicino a me , ad un passo dall'incomprensibile ,nell’occhio d’un dire che arde nell' oscuro cosmo, che vede ogni cosa, che ascolta, comprende. Ora sei in questa storia che mi distrugge ,genera amore e disonore a volte gira il viso verso altri lidi, verso la vecchia morte. Ora sei qui con me, con i tuoi affanni, i tuoi perché che gridano nell’orecchio d’un dio la loro fallace vendetta.

Il Mare: Non ascolto le parole d'un dio che ama ancora il mondo come se fosse se stesso che giudica gli uomini , che non ha pietà per coloro che non sanno . In riva a questo mare, quasi al termine d'una fiaba, ascolta il silenzio ,non sai distinguere la verità, dall'essere uno o trino . Lungo i tuoi passi , il senso del perdono ,la parodia, i tuoi aforismi migliori, le tue più belle intenzioni, quel senso della libertà che noi rincorriamo, fino alla fine dei nostri giorni, che ci trasforma in qualcosa di migliore , in notte come questa , nel silenzio che ci circonda, tu dormi beato nei tuoi anni. Tu dormi vicino al fuoco, viaggi e sogni , ascoltando il mare , ascoltando le voci d'un tempo che cambia, per chi non ha nulla. Getti nel fosso i fessi ed superbi, tu giaci sopra un abisso di sesso , femmine belle, brutte , ridono di te ,della tua misera storia.

Un Bagnante: Vorrei poterti toccare ,beltà millenaria dalla forma d'un dio che organizza partite a calcetto. L'arbitro , grida contro la platea , qualcuno fa il gesto delle corna , tu ombra raminga corri, ratto tra le tenebre. Ingrato compito , sto chine e bullette da pagare, non tengo chiù lacrime, me so pure cacato sotto , che vergogna. Il bagnino mi guarda indignato, la signora ha girato la faccia dall'altra parte, io sono rimasto fermo ,aspettando il momento buono per fuggire lontano. Nessuno mi vede, né approfitto , mo' corro , corro verso il mare , mi tuffo, mi lavo, mi purifico, maledetti, non avrete la mia pelle. Sfuggo ad ogni pregiudizio , breve epigrafe , figura di merda, meglio non pensarci, mi faccio i conti da solo . Mi dico perché sono così sfortunato. Sorte funesta, orribile epigrafe che si dissolve nella sua acerba bellezza. Vorrei ancora poterti comprendere ,aprire le porte al male che m'affligge ,vecchia megera , vorrei, poterti aiutare, ma la notte ingoia ogni sentimento , ogni parola detta così in fretta. Una stella cade, scompare fulminea nella mesta oscurità materna et immensa attende d'essere conquistata.

Il Mare: Apri la mente uomo ,osserva il cielo, osserva come cambiano le cose ed il moto delle stelle, gli astri ed i pianeti, la profonda notte che racchiude ogni pena. Non affaticati a comprendere il male ed il bene, ritorna ad essere un bambino, ritorna al tuo tempo , alla tua innocenza, al tuo sgambettare pargolo con un gomitolo in mano, insieme al gatto con gli stivali, in attesa si compia il tuo viaggio nel mondo degli adulti.

L'essere Bambino: Chi mi coccola, chi mi tiene stretto tra le sue braccia , chi si burla di me , chi mi lancia baci , io , pupilla dell'innocenza . Carezza per il povero infermo. Alzati Lazzaro e cammina , abbandona la tua orribile sedia rotelle , ritorna a vivere a fantasticare, alzati, poiché lo spirito santo può ogni cosa . Uscite dai vostri tuguri mentali, distesi sotto le stelle, accendiamo un falò nel bel mezzo d'agosto . Il calore trascina l'estate verso la fine in onore di chi è santo , di questo dire che giunge a riva , venite, a migliaia ,spogliatevi da ogni cattiveria, di ogni vessazione, venite a guardare le stelle, a sentire le voci che nel vento s'uniscono all'unisono. Passano le morti gente qualcuno lancia un grido di dolore , venite, belli o brutti voi che siete figli del nulla, unti del signore, bulli e pupi . Suonate , cantate siate santi come il santo ci ha resi tali , siate uomini non animali, siate compassionevoli, siate un anima sola , siate lo spirito , non fate male le creature, i mostri dell’innocenza le mite canzoni d’un tempo isogenetico . Giriamo questa manovella , giriamo per capire dove finisce questa storia ,addó sta ó buono addó sta ó malamente, se ne contane a migliaia, vecchi, giovani, delinquente , bianchi, neri, ricchi e poverelli , tutti vogliono essere un poco felice, sotto alle stelle vicino ó mare a core, core, facimme ammore ,si marenare e tiri a rezza nell’aria fresca, voglio dormire.

La Sorte : Guardati luna dagli uomini in terra . Hai visto sei rimpicciolita , sei rimasta sola nel buio , nel freddo che fa accapponare la pelle, sei rimasta solo tu ed il mare ,tu con i tuoi dolori , ed il mare con i suoi dilemmi. Vaghi raminga tra questa terra ed il cielo , verso un domani migliore, vaghi tra i tanti affanni , tra anni, tra mille bugie, nell’eco delle onde il tuo indistinto ricordo.

L'essere bambino : Tra poco me vado a dormire, sono chine e suonno, stanco delle tue stupidaggini, che irritano il mio animo, stanco come le stelle che cadono dal cielo. Sto per finire dentro una padella. Stanco di ascoltare il mare, il cielo che si piega nel suo sudario , nella volontà di un dio. Lontano, senza nome, stanco di stare qui ad occhi aperti ad aspettare che cada giù un altra stella .

Vi presento il fantasma di questo storia : Tetro urlare come il tempo che stringe in se il senso d'una frase bisbetica. Spettro disperato s'aggira tra castelli diroccati, facendo boccacce ai turisti, appare mezzo nudo nei pullman zeppi di migranti, tra donnine allegre, il fantasma provoloni , un vero problema per tutta l'opinione pubblica .Capace d'essere qualcosa d' orribile, d'essere un mostro ,un genio della criminalità, capace d'uccidere, di vendere carne ed ossa dei suoi connazionali, per pochi spiccioli. A volte va passeggio tra la gente si traveste, fa il finto tonto, vola a mezz'aria, fa il morto tra i tanti morti, sorride, alle signore poi mostra il suo
sciancato, scheletro, oh che paura , ossa , carne , putrefatta che pendono , nauseante , che emana un lezzo orribile. La gente si tappa il naso, qualcuno chiama il 113 , chi il sindaco in persona.


Il fantasma di questa storia : io son la parte peggiore di questa storia, io sono l'uccello che volando apre l'ali , defeca sopra la testa dei benpensanti, io ombra raminga , malvagia , crudele eletta a grandi imprese ,muta effige del peccato venale . Io spio ogni mossa , io son la parte nascosta di quel divenire, segreto, io ,giullare , marionetta , incubo, pulcinella, appaio dentro la pappa dei vostri fanciulli. Canto dopo il ruttino, nel silenzio, le mie membra , vibrano come corde di chitarra,

L'essere bambino : Nulla si può comprendere , né ciò che sarai , né ciò che rappresenti, nella solitudine ogni cosa si tramuta , diventa quel viso , rigato da una lacrima. Diventa questa canzone libera che corre per le strade della città, d' agosto, in deserte piazze, il sole brucia i poveri alberi, ha lasciato i fiori assetati fuori al balcone, ha lasciate te ad aspettare, che noi ritorniamo, mentre parli , parli dell’amore e del male che ci percuote. Rimembri oh Silvia il tempo andato . Tra le ciminiere delle fabbriche dagli occhi pieni di sangue. Ritornerò attaccato ad una nuvola con il mio aspetto giovale, con tutti i miei problemi, di lingue, d'espressioni mai compresi, mi perderò nel racconto ironico dentro questa fiaba e non saprò riconoscere chi sono, cosa è successo , dopo essere partito , dopo essere ritornato in questo piccolo sogno.

Il Mare: Tendi le mani ed aspetti la sera , per nuotare in un mare di stelle, sopra le onde del mare , nel vento, scivoli dentro di me ,scopri i miei segreti, scendi dentro di me, perduto nell'oblio degli abissi marini , nuotando felice contro corrente, correndo sopra la mia burrascosa ira per acque turbate , corri, corri, non fermarti , solca lo spazio che divide l'oriente dall'occidente.

La Mezza estate : Tutto è musica. Belle canzoni intorno questo falò , il fuoco scoppiettante, la musica, le note ignude , ballano una mazurca, una danza zigana, nello scoppiettio degli arbusti che ardono nella fiamma vacillante. Quanti giovani, ridono, inseguono il loro tempo, inseguono un amore, forse qualcosa che trascende dalla nostra conoscenza, ignoto ai nostri sensi, al nostro modo di vedere, ballano, si scambiano effusioni, si toccano, tutto diviene, nel tempo che ha tramutato i nostri corpi. Le nostre intenzioni, in mille facce diverse, in qualcosa che non ha nome, né senso, Noi siamo protagonisti di questo vivere aldilà di ogni morale, noi teste di minchia , che cercano di comprendere una nuova realtà , un nuovo modo per essere padri di figli futuri, figli di padri diversi dal passato , dolci ricordi , ridere, dimenticare, il male che c'insegue per spiagge desolate , per giorni desolati, cantati ad alta voce nel tempo che muore e non ci dà tregua in questa breve estate napoletana.



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