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Una storia di Brividogiallo

Le nozze della principessa Violetta

Qualsiasi modifica, anche un cambiamento per il meglio, è sempre accompagnata da inconvenienti e disagi.

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Pubblicato il 03 aprile 2021 in Fantasy

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Mancavano soltanto due giorni e i preparativi per il matrimonio della principessa Violetta fervevano. Tutti, al castello, erano indaffarati a fare qualcosa, chi lucidava l'argenteria, chi si occupava del pranzo di nozze, chi dava gli ultimi ritocchi all'abito della sposa, insomma nessuno era con le mani in mano.

Violetta era felice e innamorata ed anche il re e la regina erano entusiasti per quelle nozze.

Lei avrebbe sposato il principe Massimiliano, erede al trono di un vasto impero.

I regali continuavano ad arrivare, anche dai reami vicini ed erano uno più bello dell'altro.

La fata Milla, non avendo i poteri per regalare ai due sposi l'immortalità, aveva fatto comunque loro un grande dono, quello della felicità.

Finalmente arrivò il giorno delle nozze.

Il principe, in piedi davanti all'altare, aspettava impaziente l'arrivo della sua sposa e i numerosi partecipanti alla cerimonia si voltavano spesso indietro per essere i primi a vedere Violetta arrivare al braccio del suo amatissimo papà.

Ed ecco che entra, eterea come una ninfa, vestita con un abito bianco di finissima fattura ed un velo che le ricopre il volto lasciando trasparire appena il suo bellissimo viso.

A passi lenti si diressero verso l'altare e, appena giunti, il re lasciò il braccio della figlia per consegnarla per sempre al suo sposo.

La cerimonia fu sontuosa e commovente ed al termine, l'officiante li dichiarò marito e moglie.

"Ora può baciare la sposa".

I due ragazzi avvicinarono i loro volti per scambiarsi il bacio e Violetta sollevò il velo.

Ma appena le loro labbra si sfiorarono, il principe Massimiliano sparì e Violetta si trovò protesa in avanti...da sola.

Si udì un forte mormorio nella chiesa, tutti si chiedevano dove fosse finito il principe, quando si sentì un rumoroso gracidio provenire da terra.

La principessa Violetta abbassò la testa e vide un grosso rospo che saltellava felice per essersi finalmente liberato da quell'incantesimo che lo costringeva a portarsi dietro un corpo tanto ingombrante.





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