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Una storia di Gabrielevi

Il colpo di "Genio"

Tutto quello che vuoi ….Puoi

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Pubblicato il 12 dicembre 2018 in Tecnologia e Innovazione

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La vera storia di One Plus

Su YouTube gira il video di un certo Luca Arietti che scaglia a terra il proprio telefono, poi, non contento, lo prende a martellate, finché non è completamente distrutto. Il video risale al 2014 ed è solo uno dei tanti che va sotto lo slogan ‘smash the past’ (si potrebbe tradurre in “fa’ a pezzi il passato”) una specie di rituale religioso – vedremo poi chi lo ha definito così – necessario per entrare in una sorta di setta di smanettoni.

Solo dando questa prova di fedeltà assoluta era possibile entrare nel novero degli eletti che avrebbe provato un nuovo smartphone. Gratis? No, pagandolo. Come qualunque altro telefono. Una roba da matti, quindi, alla quale però non aderì un pugno sparuto di fomentati, ma 140 mila persone che speravano di entrare tra i primi cento privilegiati che avrebbero dovuto distruggere il proprio smartphone per conquistarne uno realizzato da una azienda di cui nessuno sapeva niente.


Solo loro, i primi cento, avrebbero potuto invitare qualcuno ad acquistarne uno, in una catena di Sant’Antonio che nessuno avrebbe cestinato. Tanto che su eBay cominciarono a spuntare ‘inviti’ ad acquistare il telefono venduti a 400 dollari. In sostanza c’era gente disposta a pagare 400 dollari per garantirsi il diritto a comprare un telefono che ne costava 300. Buffo, vero? Non tanto, visto che il modello si rivelò talmente vincente che la società decise di monetizzare anche gli inviti e così, in occasione del lancio del modello successivo, questi furono messi in vendita, e il ricavato destinato all’Unicef.


Marketing virale geniale


Una cosa che sembra poter funzionare solo sulla carta di un progetto di marketing virale talmente visionario da apparire sconclusionato. E invece ha avuto così tanto successo che oggi presentarsi a un summit di geek con un OnePlus è come andare a una festa accompagnati da quella che forse non è la ragazza più desiderata della scuola, ma sicuramente la più intrigante. Abbiamo detto di chi stiamo parlando eppure molti tra voi avranno storto la bocca perché, anche se è giunto al nono modello, OnePlus non è certo uno dei marchi più conosciuti. La ragione è semplice: non fa pubblicità o almeno non ne fa tanta. Ma altrettanto semplice è la ragione per cui dovreste conoscerlo: produce smartphone che non hanno nulla da invidiare a modelli di punta di colossi più blasonati, ma costano la metà.


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