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Una storia di BeppeGVida

Una Storia

Inizio e fine di un ricatto d’Amore

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5 minuti

Pubblicato il 14 febbraio 2020 in Storie d’amore

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L‘amore nella sua formulazione espressiva, nella sua forma più nobile e nel comportamento crea luce, armonia altruismo. E’ fonte di gioia è un mondo che si frequenta con trasporto e fa sentire migliori. L’amore è grazia. La si può invocare ma arriva mentre non la cerchi all’impronta. La parola sconsigliata è, mi voglio innamorare. Già i latini mettevano in guardia.

Il racconto che vi voglio far partecipare è il rovescio; è un amore “contro mano”. Lascio a voi esprimere, se vorrete, un qualsiasi parere.
Il protagonista è un bell’uomo sicuro di sé molto attivo nello svolgere le sue attività siano esse di lavoro o di amministratore. Si concede pochi svaghi. Privilegia la caccia in paesi dove le concessioni di sparare a varie specie di animali innocui vengano elargite in cambio di dollari peseta sterline…

Un giorno incontra una bella e avvenente giovane donna e se ne innamora. Lui cinquantasei lei ventiquattro anni. Lei con un lavoro semplice per una con studi magistrali parziali non può a quell’età non sognare l’amore con suo principe. Un amore ben rappresentato da un corredo tra la prestanza di lui le dotazioni non apparenti bensì reali insomma un amoree da sogno.
La frequentazione si fa assidua. Lei cambia vita: bei guardaroba belle automobili un mondo dorato al quale come in una bella favola si trova a vivere… Lei che già conviveva o stava per unirsi con un uomo che non amava, che la vita glielo aveva messo sulla sua strada ha percorso tra dubbi e incertezze un tragitto che divergeva e che la portava in un’altra dimensione e per un po’ ha tergiversare tra le due opportunità, prima che un fatto di rilievo che risulterà una grazia ha inciso in modo indelebile sul percorso ancora da compierei…

La nascita di un figlio. Il fatto scompagina più vite. La moglie separata del compagno di vita, dell’uomo che ama. Comincia un’inquietudine non ancora sopita. Chi è il padre? del compagno che convive, o dell’uomo che ama. Mentre la vita con i nuovi tormenti giorno dopo giorno con leggere schiarite ripiomba nello sconforto della contesa.

Il figlio cresce bello robusto in linea col benessere nel quale è cresciuto. Assistito da una madre amorevole e dal compagno della madre che gli ha fatto da padre, e l’ha adottato Quindi oggi il figlio è un uomo. Ha compiuto studi regolari, si è laureato, si è fidanzato…
Il padre colui che ha sostenuto con agi al di sopra dell’immaginabile le vite di madre e del figlio lasciando solo teoricamente nel dubbio la madre di essere lui il padre naturale del figlio.
Mentre cercò di comporre il percorso di questa vicenda umana e m’immedesimo nelle parti dei quattro protagonisti che l’hanno animata e vissuta e penso alla parte che è toccata ad ognuno spicca tutti e quattro per forza d’animo per la condotta di ognuno; cerco d’immaginarmi gli stati d’animo che hanno gestito e sono arrivati ad un punto che chiarirà una volta per sempre l’impasse del dubbio della paternità reale.
Presi individualmente e immaginando quali personalità ne risultano oggi a distanza di tanti anni, ognuno di loro ne è “uscito” - una mia opinione - anche materialmente con dolore e pentimenti… Immagino che un giro in giardino a prendere aria fresca in questo inizio di autunno aiuti le menti a considerare conclusivamente la vicenda -. La conclusione non ve la scrivo perché ognuno di voi che la state leggendo si sarà fatto un’idea in base alle proprie esperienze…C’è dell’altro che induce a considerare benevolmente ruoli e comportamenti. La vicenda non è finita e non finirà molto presto.
Il padre naturale ha mantenuto fede ed è tuttora presente con tutte le attenzioni di benessere sia per la madre che per il figlio.
Il padre adottivo qualche anno fa è mancato. Questo fatto al di là del dolore che avrà segnato anche il figlio apre una possibilità di stabilire la vera e certa paternità oltre ogni dubbio.
Il figlio di sua iniziativa farà riesumare la salma del padre adottivo per confrontare il DNA col suo e sciogliere un legittimo dubbio. La prima conclusione che porterà serenità quando si scoprirà la verità…
Tutto fa supporre che il padre naturale sappia sin dalla nascita del figlio la verità avendo avuto modo di far analizzare il suo con quello del bambino che ora è un uomo… Quel lasciar che sia proprio il figlio a scoprire la realtà è un pensiero che da padre non è difficile da condividere…

Vedremo prossimamente come si concluderà questa vicenda dai contorni tra l’eroico il figurante colui/ colei che sostenuto l’impalcatura e la madre…
La richiesta di riesumazione della salma del padre adottivo viene concessa e si procederà alla constatazione del DNA. Allora fissata si effettua il prelievo da parte degli uomini in cerata bianca e si conclude in breve la mesta azione degli addetti al prelievo alla presenza del giudice.

Nelle intenzioni del padre reale, il figlio doveva sostenere le spese conseguenti e assistere alla macabra “cerimonia”.
Senonché il figlio non aveva compreso l’intento del padre, che probabilmente si basava sulla constatazione che i risultati avrebbero sancito inequivocabilmente. Nelle realtà non è cambiata la sostanza ciò che la madre ha dichiarato alla nascita del figlio dichiarando la paternità al padre reale i fatti lo dimostrano: è mancata solo la presenza del figlio alla riesumazione.

Il padre reale, nato nel territorio da dove la sontuosa villa ospita madre e figlio, è a sua volta sposato con figli… La realtà complessiva e ignorata dalla famiglia di lui, tutti questi anni di silenzio inducono a pensare che i figli vanno protetti chiunque sia il padre.

Ogni riferimento a situazioni che per analogia del racconto sono similari è da ritenersi casuali. Il racconto appartiene alla fantasia.

Autore Beppe G. Vida




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