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Una storia di Albert5454

La roccia.

Quanto può raccontare una semplice roccia.

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3 minuti

Pubblicato il 08 aprile 2019 in Altro

Tags: #cammino #roccia #racconti #silenzio #vita

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Ed è li immobile e statica da millenni questa roccia.Da sempre silenziosa resta muta e raccolta su se stessa. Con il suo carico di silenzio sembra celebrare la semplicità della propria bellezza.Il fiume ai suoi piedi è stranamente placido. La poca acqua presente riesce quasi a ferirlo.Il suo abito da giorni non è certo impetuoso ne carico di splendente forza.
L’ acqua riesce comunque a carpire e raccogliere la scarsa luce del sole.Raggi deboli che superano a fatica, il trionfo di alberi e fronde attorno.Il fiume nel suo scorrere crea ancora piccoli gorghi mentre a volte invece, origina zampilli che sanno splendere in controluce.
A volte, lo scorrere dell’acqua gioca creando naturali fontanelle quasi in lotta fra loro, per accaparrasi i pochi raggi per trasformarli, con astuta magia, in riflessi argentei o tracce di arcobaleno.Anche il suono attorno a me risulta lieve, quasi appannato.


Sembra la Calancasca attendere che il cielo ne abbia pietà. Attendere, che la azzurra volta celeste si arricchisca finalmente di nubi scure e lei, con calma matura, sa aspettare, quella pioggia pesante che la riempirà ancora. Spera che il cielo la riabiliti portandola, ancora una volta, a sorridere carica di acqua finalmente tornata felice, per il vestito della festa ritrovato.
Quando cammino lungo questo torrente mi fermo spesso ad osservare questa immensa roccia che sempre all’ improvviso compare. Come una calamita mai scarica, lancia sprizzi di magia verso me e sa che mi attrae. L’ osservarla da vicino riesce a rendere di una semplicità assurda l’ incanto.Spinge inconsciamente a confrontare la grandezza sua con la mia, la nostra. Invita a comprendere che ognuno di noi è davvero una briciola di fronte ad ogni immensità della natura. La guardo e riscopro questa grandezza, che sa di muro pesante, di esplosione d forza. Bellezza massiccia, fisica, forte, certa nella sua statica.


Insegna ad ogni passante il concetto vero della solidità amplificando altresì la fragilità di fondo che risiede in noi umani.Ma quanto racconta questo granitico massiccio anche dei muri dentro noi, con maestria silente, ti entra dentro, accarezzando indole, anima e presente.Una maestosità che Chiarisce, con la forza di quel suo silenzio, la difficoltà nel superare i nostri di muri, scandisce quelle separazioni a volte visive, fisiche, che appaiono nel percorso della vita.Una roccia maestosa, che prendendoci quasi per mano, sa renderci consci degli ostacoli più complicati, quelli nascosti in spigoli della mente, oppure nei cassetti dell’anima.


Mentre mi allontano proseguendo con passo calmo il cammino sembra parlare ancora. Mi racconta che non sarò mai uno scalatore con corde e ramponi, insegnandomi invece nuovamente, lo scalare di fogli bianchi, usando come ganci ed appigli le parole. Mi insegna a gettare il senso delle cose, quello della vita, ed anche sogni e speranze oltre ogni piccolo mio, nostro, grande muro.Mi ricorda che le parole in letteratura possono essere poesia e in altri ambiti, invece preziose, oppure terribili scimitarre. Sembra dirmi:“ Usale in verità ed in coscienza”. Riprendo il cammino. Mentre mi rigiro a riguardarla, in cuor mio mi dico:

“Grazie, hai ragione”. Albert.


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