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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7

I 7 - parte 13

48 visualizzazioni

11 minuti

Pubblicato il 19 marzo 2020 in Avventura

Tags: #mutanti #amore #poteri #fantascienza #fumetti

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Il Sardo, con quel campo di energia che stava per stritolarlo e gli occhi gelidi di Naima che lo fissavano senza tradire la minima emozione, pensò: -Ma tu guarda se devo tirare il calzino perché volevo fare una favore a Banff… No, cazzo: devo uscirne per dirle che ho ricordato una nuova città canadese con cui apostrofarla, e questa non la conosce proprio nessuno!!!-

Sentiva un dolore molto forte: aveva la percezione chiara del fatto che ogni millimetro del suo corpo, ogni fibra, ogni cellula, ogni atomo, fosse attraversato da una forte energia che stesse per stritolarlo. Si domandò se avrebbe finito per implodere senza lasciare praticamente traccia, o se il suo “splendido” corpo (fu lui a pensare quell’aggettivo: non è certo una novità che avesse una altissima opinione di se stesso!!) sarebbe finito maciullato.

Il ritorno in casa del giovine Dagoberto salvò la situazione (e il teleporta-telecineta, soprattutto): nell’istante in cui il riccoluto infante fece il suo ingresso dalla porta sul retro Naima riaprì il pugno sinistro, il campo energetico che imprigionava il Sardo si dissolse e sul suo bel viso germanico apparve un’espressione felice e rilassata.

Lo sventurato membro dei 7 volò per terra (il campo di energia lo teneva sollevato dal pavimento di pochi centimetri ma, poiché era svanito di colpo, non avendo avuto tempo per rendersi conto della cosa il ragazzo era caduto come una pera cotta), Fabio e Naima si misero a ridere e lo canzonarono per la sua goffaggine...e allora anche lui fece la stessa cosa e si dette del cretino da solo, per non insospettire il “cucciolo di Originale”.

Dago afferrò dal frigo uno yogurt dal coloratissimo vasetto e corse nuovamente fuori, non considerando granchè i tre adulti presenti lì…

Appena furono di nuovo soli il Sardo usò la telecinesi per sbattere Naima faccia a terra e bloccarla, tenendole le braccia ben compresse sotto al ventre.

Lei iniziò ad insultarlo in un misto di spagnolo ed italiano, mentre Fabio si alzò in piedi e si rivolse all’amico: -Ok ok, stiamo esagerando un po’ tutti quanti! Basta!!!!!-

Il Sardo rispose gridando, svapando in apparente tranquillità mentre coi suoi poteri mentali teneva immobilizzata quella “Originale” che, con quell’aspetto “ariano”, lo metteva vagamente in soggezione anche senza che provasse ad ucciderlo: -Tutti quanti? “Stiamo esagerando tutti quanti”? E’ tua moglie che voleva uccidermi, e tu non sembravi essere in disaccordo!!!!-

-Ti sbagli: non ti avrebbe mai ucciso! Noi non facciamo queste cose...-

-Forse te, anche perché il tuo potere è proprio l’esatto contrario; ma io per lei non metterei la mano sul fuoco...-

Naima, a fatica, fece notare che gli stava facendo molto male e rischiava seriamente di spezzarle entrambe le braccia o, quantomeno, di lussarle tutte e due le spalle.

-Non eri preoccupata per me poco fa, quando stavi per uccidermi!!!! E te la giobbavi perché voi siete due originali, apostrofandomi come “esperimento mal riuscito”! Bell’originale che sei: senti il dolore e hai un corpo che si scassa! Madonna...quanto mi hai fatto incazzare!!! Non mi va proprio a genio quando cercano di uccidermi senza un valido motivo!!! Se provano a farlo con una motivazione seria allora ok, va benissimo; ma quando vogliono ammazzarmi così per sketch non lo tollero proprio!!!! MI URTA, CAZZO!!! MI URTA DAVVERO!!!!-

Dagoberto rientrò nuovamente di corsa: il Sardo rimise in piedi sua madre, ovviamente senza mollare il controllo su di lei per paura che potesse rinchiuderlo una seconda volta in un campo energetico, e tutti gli adulti mostrarono ancora enormi ed esagerati sorrisi al bambino.

Fabio lo prese un attimo in braccio e gli domandò: - ¿Mi amor, qué haces aquí? ¿Qué necesitas ahora? -

E quello, che aveva una vocina irresistibile: -Quiero el camión amarillo para llenarlo de tierra: estoy cavando un hoyo para hacer una piscina en el jardín!-

-Uhy...una piscina! Tendrás que hacer muchos viajes! Ok...stá en la veranda, ve a recogerlo...-

-¿Porqué tienen estas caras?- ovviamente il bambino non era un cretino e si era reso conto subito che c’era qualcosa che non andava, ma il papà non aveva la minima voglia di spiegargli quello che stava succedendo: -Ve a recoger el camión mi amor...: no lo tomes en cuenta...-


Quando il regazzetto, con il suo grosso camion giallo, li ebbe lasciati nuovamente soli il Sardo sbattè ancora faccia a terra Naima, ed in modo piuttosto violento; ma Fabio stavolta gli si lanciò addosso e provò a mollargli un cazzotto...finendo anche lui nella stessa posizione della consorte.

-Ragazzi miei, qui la situazione sta andando in una direzione che non avevo proprio programmato: io ero venuto qui solo per chiederti un favore, Fabio!!! Giuro!!-

Il curandero rispose, un po’ affaticato dalla invisibile forza che lo teneva schiacciato al pavimento: -Hai pienamente ragione! Diamoci tutti una calmata, ok????-

Passandosi con nervosismo la sinistra tra i capelli il Sardo indirizzò uno sguardo ai due coniugi “spiaccicati” per terra, guardò il fondoschiena di Naima e poi scosse la testa e si domandò anche perché lo avesse fatto; infine ribattè strillando per le prime parole e poi proseguendo a bassa voce per non allarmare Dago: -UNA CALMATA? UNA CALMATA? UNA CALMATA UN CAZZO!!! Chi mi garantisce che la tua Eva Braun, appena la lascio libera, non mi rinchiuda nuovamente in una palla energetica che blocca i miei poteri????-

-Tu ci devi promettere che la pianti con la storia del portarci dai tuoi!!!-

-Ok, GIURO!!! Giuro che questa cosa di due Originali che hanno fatto un figlio non uscirà dalla mia bocca; però tu devi assolutamente venire con me, per aiutarmi in una cosa...-

-Ci lasci liberi, quindi?-

-Eva Braun sta calma?????-

Il Sardo fece in modo di portare entrambe le spalle della donna ancora più vicine alla lussazione e lei, trattenendo un urlo per paura di attirare di nuovo in casa il figlio, rispose: -Sì sì...te lo garan...te lo garantisco!!!-

-Ok allora, senti che farò...perché non sono nato ieri e ormai non mi fido di te: ora vi lascerò entrambi liberi ma manterrò il controllo telecinetico sul tuo braccio sinistro. Non è una mossa per impedirti di usare i tuoi poteri, perché di certo puoi fare i tuoi divertentissimi campi energetici anche usando la destra; ma in questo modo, se ti venisse in mente di provare a rinchiudermi di nuovo in una palla assassina o magari di spararmi addosso una specie di raggio mortale, mi basterà una frazione di secondo per strappartelo via dal corpo! So già che stai pensando “chi se ne frega: proverò un dolore tremendo ma Fabio mi riparerà in un attimo” e qui ti sbagli, perché il tuo maritino ha bisogno di toccare la gente per ripararla o resuscitarla, ed io manterrò il controllo telecinetico su entrambe le sue mani: se solo proverai a fare qualcosa ti strapperò via il braccio sinistro e a lui strapperò tutte e due le mani, telestrasportandole via. Probabilmente riusciresti ad uccidermi, ma avrei il tempo di spedire quelle mani chissà dove... So benissimo che Fabio può rigenerarsi e quindi non avrebbe problemi a farsi crescere due mani nuove, ma gli servirebbe parecchio tempo e tu andresti certamente incontro ad una divertente morte per dissanguamento: non invecchi, ma il dolore lo percepisci eccome e il tuo corpo può danneggiarsi, quindi mi sento di escludere che tu sia immortale… HAI CAPITO? HAI CAPITO BENE QUELLO CHE TI HO DETTO?-

Lei rispose di sì e annuì convinta con la testa.

Una svapata e il Sardo li rimise entrambi in piedi, rivolti verso di lui. Si resero subito conto che non scherzava, un attimo prima: Fabio non poteva controllare le proprie mani, e Naima percepiva il proprio braccio sinistro come “spento”: un po’ come quando ci dormi per ore sopra…

La bionda si scusò, mentre si sedeva accanto al marito sul grande divano: -Ti giuro che mi dispiace: io non sono così...- -Però ti si addice: tratti germanici, a Bariloche...cosa mai potresti fare se non assassinare la gente a sangue freddo, non nascondendo un certo godimento????-

Fabio si stizzì più della diretta interessata: -Mia moglie non è un’assassina e non è neppure una persona violenta!!!! Ha avuto paura! Non abbiamo mai avuto problemi a nascondere Dago e noi stessi da chi di dovere; poi spunti tu e inizi a dire che dobbiamo venire con te: devi comprenderla!!!-

-La madre che protegge il cucciolo...puro istinto materno...e l’estinzione dell’asinello sardo...-

-Ma che cazzo??-

-E’ il mio equivalente elegante al classico “’sti cazzi”! Ok, belli, alla fine avete ragione, vi comprendo e vi chiedo perfino scusa: mi sono trovato davanti a questa notizia potentissima e ho finito per farmi travolgere dall’entusiasmo. Vi ripeto che potete stare tranquilli perché io sono qui per ben altro e il vostro segreto, anche se potrebbe rappresentare la più grande scoperta di sempre per la nostra razza, resterà tale-.

Per dimostrare la sua totale buona fede l’elegante membro dei 7 sciolse il controllo sul braccio sinistro di Naima e le mani di Fabio. Entrambi si toccarono e massaggiarono quelle parti, intorpidite, e lo guardarono con più fiducia e tranquillità…

Chissà cos’avrebbero pensato quei due Originali, se avessero saputo che un grosso coltello stava fluttuando a circa 1.5 metri di altezza, nascosto dallo stipite della porta della cucina e pronto a passare da parte a parte il collo di Naima a velocità supersonica se soltanto avesse cercato di intrappolarlo di nuovo!!!

Fabio si alzò e raggiunse il mobile bar. Chiese agli altri due se volessero un drink e il Sardo accettò volentieri: -Un altro bicchiere di amaro lo prendo volentieri, per smaltire la tensione accumulata negli ultimi minuti...-.

Naima, sorseggiando del buon Sangiovese argentino, si fece coraggio (tutta quella cosa del “ti strappo un braccio e strappo via le mani a tuo marito, teletrasportandole chissà dove” l’avevano realmente terrorizzata) e domandò al Sardo se finalmente avrebbe spiegato loro quale fosse il favore che era venuto a chiedere a suo marito.

Bevve l’amaro in un sorso solo nonostante ancora una volta gli fosse stato servito in un bicchiere piuttosto capiente e, gingillandosi con un elicotterino giocattolo dalla fusoliera nera con linee dorate che la decoravano (per i pignoli e amanti dei dettagli era un Leonardo AW139, il biturbina italiano della ex AgustaWestland, in versione business), che aveva trovato lì e che apparteneva di certo al piccolo Dagoberto, il Sardo vuotò il sacco: -Non ha senso che faccio preamboli...quindi ecco qua: Valeria ha combinato un casino ed ha ucciso un centinaio di mercenari ed ho bisogno che tu li aggiusti perché ho promesso ad un membro del nostro gruppo che lo avresti fatto...-

Fabio si accarezzò il pizzetto con la destra per qualche secondo, sbiascicò due “ok” e infine sorrise e rispose: -Non siamo certo amici intimi, io e te; tuttavia posso dire di conoscerti abbastanza bene e non riesco a capire per quale motivo mi chiedi una cosa simile! Di punto in bianco ti interessa dei Sapiens Sapiens? Hai sviluppato una particolare e fortissima empatia per loro, dovuta a un qualche incredibile evento che ti ha segnato? Scusa se ti prendo un po’ per il culo; MA TUTTO QUESTO NON HA SENSO!!!! IL SARDO CHE VIENE QUI CHIEDENDOMI DI RESUSCITARE CENTO ESSERI UMANI: PROBABILMENTE STO SOGNANDO!!!-

-Mi aspettavo questa tua reazione, perché è la più logica… La verità è che quella imbecille di Valeria è stata portata via da un illusore che dice di chiamarsi George Lansing e riavere quei 100 mercenari in vita...che poi per la precisione son 96...comunque riaverli in vita ci farebbe comodo perché potremmo interrogarli e vedere di ricavarne qualche indizio per capire dove accidenti abbiano portato quella decerebrata!!-

-Non è vero. Non è un cazzo vero!-

-Ok, va bene!!!!! Hai ragione!!! Il membro del nostro gruppo a cui ho promesso che avrei sistemato tutto grazie a te è la Canadese!!! Sta piantando un gran casino e renderà ogni nostra prossima mossa piuttosto difficile da fare, se non sistemiamo questa situazione!!!-

-Non è vero! Non è un cazzo vero 2 – Il Ritorno!!!!-

-E VA BENE, MALEDETTO CURANDERO!!!!!! La Canadese ignorava quello che facevamo in passato...e che comunque alla fine non abbiamo mai smesso di fare! E’ rimasta seriamente sconvolta dalla carneficina fatta da Vì! Lei è l’unica davvero buona del nostro gruppo e non voglio che diventi come noi!- -Non vuoi che perda la sua innocenza? Vuoi che dal suo cuore non svaniscano speranza e positività, che la sua aura risplenda ancora su di voi...perchè vi rende migliori?-

-Ora le mani te le stacco davvero e le faccio riapparire in Mozambico!!! Finiscila!!! Ci aiuterai o no?-

Il sorriso del curandero illuminò nuovamente tutta la stanza: era radioso e poteva sollevarti il morale in un attimo. Il farmacista italiano trapiantato in Argentina accarezzò la testa alla moglie e, dopo averle dato un bacetto sulla fronte, sussurrò: -Devo andare per un attimo in Italia, mi amor...-

CONTINUA...


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